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Un urlo mi mise in allerta, che cosa stava succedendo? Corsi all'entrata, non c'era nessuno, se non Fabio a terra svenuto con la maglia ricoperta di sangue. Il cuore mi batteva a mille, credevo che da lì a poco il cuore sarebbe uscito dal petto. Mi inginocchiai affianco al volto del mio fidanzato, lo alzai lievemente e cercai di svegliarlo -Fabio, amore, Fabio!- dissi in preda al panico, mi alzai e corsi nuovamente all'interno del nostro appartamento, presi il cellulare e ritornai da lui. Cercai di tamponare la ferita, digitai il numero dell'ambulanza, e puntualmente, questi risposero dopo qualche minuto. Cercai di dare tutte le informazioni necessarie e di non farmi prendere dal panico o avrebbe solo peggiorato la situazione. Appena conclusi la chiamata, decisi di telefonare a Cosimo, avevo bisogno di qualcuno, qualcuno che conoscesse sia me che lui. E che avrebbe potuto darmi una mano in qualsiasi situazione.

-andrà tutto bene amore mio, te lo prometto.- dissi stringendo la sua testa al mio petto e sentendo le lacrime iniziare a scendere.

[...]

-signorina, lei vuole venire?- domandò la donna salendo sull'ambulanza -vi seguiamo.- disse Cosimo prendendomi per mano e guidandomi verso la Range Rover, non c'era tempo, stavamo lottando contro di esso. Era tutto così assurdo, così ovattato.

-Marghe, ehi calmati.- disse Cosimo posando la mano sulla mia -sai chi è stato?- domandò, girai lentamente la testa, lui aveva ancora lo sguardo fisso sulla strada, esattamente davanti a noi c'era l'ambulanza con le sirene accese che passava in mezzo alla fila di macchine poste tutte ai bordi della strada e noi dietro di loro. -lo ricordi?- chiese nuovamente portandomi nella realtà. -quello...quello che ha fatto del male ad Athena.- dissi cercando di non piangere -ho capito...- disse serrando la mascella. 

Arrivammo in ospedale, entrammo al suo interno assieme ai paramedici.  Gli infermieri mi fermarono -no signorina, lo porteranno in sala operatoria d'emergenza.- disse, Cosimo mise le mani sulle mie spalle, girai la testa e incontrai i suoi occhi -andiamoci a sedere, stai tranquilla.- disse cercando di sorridermi in modo rassicurante. Mi sedetti, ma sentivo l'ansia invadermi ancora, avevo paura, e se le cose non sarebbero andate come dovevano? -non ti preoccupare.- disse abbracciandomi -devi essere forte Marghe, per te, per lui e per il vostro bambino.- disse portando una mano sul ventre -io rimango qua fino alla fine, non ti preoccupare.- continuò accarezzandomi il viso -ti voglio bene Cosimo...- dissi posando la testa sul suo petto -anche io Marghe...- rispose lui.

Vendetta|| MarracashDove le storie prendono vita. Scoprilo ora