[qualche mese dopo...]
-ma dai guardalo, e dimmi se non è uguale a me.- disse Emiliano portandosi il bambino affianco al suo volto -ma che cazzo stai dicendo.- disse Fabio portandosi una mano sul volto -è identico!- disse come se la cosa fosse ovvia -certo zio Emi, come no.- disse Martina sarcastica -è uguale a me, e si vede.- continuò poi -sì, poi, ma vaffanculo.- rise il moro guardando la figlia -ehi.- rispose lei fingendosi offesa e incrociando le braccia -sto scherzando! Madonna che presa male sei.- disse ridendo Fabio -proprio tua figlia direi.- intervenni ridendo, Fabio mi guardò alzando un sopracciglio -ce ne sono anche per te eh.- continuò poi -ma smettila.- dissi alzandomi dal divano bianco -e comunque, mi sembra abbastanza ovvio che assomiglia a me, e un po' al mio papà.- dissi girando la testa in direzione del moro che fino a quel momento era rimasto in disparte.
-ma non avevo dubbi.- intervenne spegnendo l'Iphone e riponendolo in tasca -secondo me siete ciechi.- disse Emiliano contrariato -sei tu quello che non ci vede.- intervenne Fabio -ma la volete finire che siete entrambi ciechi?- intervenne nuovamente Martina -ma poi a te non basta che Perla Blue assomigli a te? Vuoi rovinarmi anche il nipote?- domandò confuso mio padre -ma andate a cagare.- disse ridendo il moro -è vero però.- concordo Martina sorridendo in direzione di suo nonno -non mi piace tutto questo affiatamento tra voi due.- intervenne Fabio dopo essersi accorto degli sguardi d'intesa tra i due -non dirmi che sei geloso.- intervenni ridendo -io? No.- rispose il moro -certo, non sei per nulla geloso.- continuai prendendolo in giro -no, per nulla.- disse ridendo Martina -mica ha provato a farci mollare diverse volte, no, ma va.- intervenne Diego ridendo -non l'ho mai fatto!- rise il moro -ma vaffanculo.- rispose Diego ridendo.
Tutto quello che era successo poco tempo prima sembrava soltanto un sogno, dalle preoccupazioni e dalle paranoie siamo passati alle risate e alla tranquillità, quasi come fosse stato tutto un sogno, una nostra illusione. Nessuno è venuto a chiedere qualcosa a noi, né sbirri né tanto meno coloro che erano presenti quel giorno, non ho la minima idea di che fine hanno fatto e personalmente nemmeno mi interessa saperlo. I sensi di colpa continuano a tormentarmi, per quanto sia stata una cosa giusta, per via di quello che aveva fatto, non riuscivo a mandarla giù. Avevo ucciso una persona e non me lo sarei perdonato così facilmente, forse mai. Ma la mia famiglia mi ha fatto capire che era stata la cosa più giusta che avessi potuto fare, ho difeso la persona che amavo e doveva andarmi bene così, forse non tutti lo avrebbero fatto.
-sentite ma qua organizzate cene e cenette e io?- intervenne Cosimo aprendo la porta d'ingresso -a te niente, chi ti conosce.- disse Emiliano ridendo, alle sue spalle spuntò la sua ragazza Yusmary, le sorrisi e le andai incontro abbracciandola, le volevo così tanto bene. -tu mi conosci, coglione.- disse ridendo il moro mentre passava e salutava tutti. -scusate.- intervenne Martina alzandosi in piedi -cosa?- chiesi -ma zio Max?- domandò, Emiliano portò gli occhi al soffitto, classico segno di quanto fosse geloso di sua nipote, pur se faceva di tutto per dimostrare il contrario -ha detto che non riusciva a passare, aveva un paio di giri da fare. Magari più tardi fa un salto.- risposi, la mora mi guardò incontrariata -ma hai uno zio fregno come me e pensi all'altro?- intervenne Emiliano infine -scusa ma penso che tu debba metterti in fila.- rispose Cosimo -ma che cazzo volete, prima ci sarò sempre io.- disse mio padre -ma tutto bene?- intervenni ridendo -non credo.- rispose Diego sorpreso quanto me, iniziammo a ridere tutti quanti assieme.
Era bello sentirsi finalmente una famiglia -oh senti. disse Emiliano avvicinandosi a me -che vuoi?- domandai -dammi Samuel.- disse allungando le braccia per prenderlo -ma che zio amorevole.- dissi ridendo -lo sono sempre stato.-disse allontanandosi col bambino in braccio -non è vero!- urlò Martina -vaffanculo.- rispose ridendo mentre uscivano fuori nel giardino della villa bianca di mio fratello. Prima che potessi raggiungerli, Fabio mi afferrò -vorrei parlarti.- disse -dimmi.- risposi sorridendogli -non te lo dico spesso, e forse sbaglio, ma non c'è stato proprio momento...tra quello che è successo e i preparativi per la nascita di Samuel, siamo stati poco da soli.- disse posando le mani sui miei fianchi, portai le mie sul suo petto -però voglio dirti che mi hai salvato, letteralmente, in tutti i sensi. E Dio, ti amo. Non so se sia stata Athena o qualcun altro a metterti sulla mia strada, ma sono felice che tu ci sia. Grazie...per tutto...- disse per poi baciarmi. Sorrisi, ero fortunata io ad averlo, e non mi stancherò mai di ripeterlo -ti amo Fabio, tantissimo.- dissi abbracciandolo.
Uscimmo in giardino, sembrava una di quelle situazioni da film, dove tutti sono felici e dove sembra che niente possa distruggere tutto, mi sembra tutto un sogno, e forse è meglio così. Ce lo meritiamo tutti quanti di essere felici. Perla Blue richiamò la mia attenzione, allungando le braccine verso di me, la presi in braccio e mi sedetti al mio posto. I ragazzi ridevano tra le loro cazzate e noi con loro. Ero stata fortunata ad avere quella famiglia, la migliore al mondo.
Dopo ogni fine c'è sempre un nuovo inizio, e sì ragazzi miei, vi regalo una nuova storia (appena avrò qualcosa di più concreto pronto) su Emis :)
