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Cosimo

Fermai l'auto, Margherita  dormiva sonni tranquilli e mi faceva piacere vedere che finalmente era tranquilla. Nella sua situazione tutto questo che sta succedendo non le f bene, per niente, non riesco a pensare che possa succederle qualcosa o che possa succedere qualcosa al bambino che aspettano, Fabio probabilmente non se lo perdonerebbe mai, per il semplice fatto che lui desiderava tanto avere una famiglia, e ora che finalmente ci sta riuscendo è in questa situazione, lui in ospedale e lei perseguitata da un coglione che vorrebbe stuprarla e ucciderla.

Aprì la portiera e realizzai che la cosa migliore che potessi fare in quel momento sarebbe stata quella di svegliarla, sicuramente mi maledirà in tutte le lingue che conosce, ma almeno so che è nervosa per un motivo stupido, piuttosto che sapere che ha il terrore di poter fare una brutta fine da un momento all'altro.

Aprì la portiera nel suo lato, e mi avvicinai lentamente -Marghe...- sussurrai cercando di non spaventarla -mh...- rispose lei iniziando a stiracchiarsi -siamo arrivati, dai scendi.- risposi prendendola per mano e tirandola un po' per farla muovere -arrivo...- sussurrò aprendo gli occhi e scendendo dal sedile del passeggero, chiusi la portiera e bloccai l'auto. -ma dove siamo?- domandò strofinandosi gli occhi assonnata -siamo a Lugano.- risposi, lei si fermò nel vialetto fissandomi -è la cosa migliore Marghe, renditene conto.- risposi, sapevo benissimo che se la sarebbe presa in questa maniera -cazzo Cosimo, non credevo mi portassi qua!- disse sbalordita, ma non nel senso positivo -il mio fidanzato è in ospedale, e potrebbe ricevere qualcuno che potrebbe ucciderlo anche questa sera, mia figlia non sa un cazzo di quello che potrebbe succedere e io tra poco ho la visita dal ginecologo, mi spieghi come cazzo faccio ora?- rispose cercando di trattenere il tono di voce -entra in casa e ne parliamo.- risposi serio avvicinandomi alla porta e aprendola con le chiavi. 

Lei fece quello che le avevo detto ed entrò -Dio Cosimo...- sussurrò portando le mani sul viso disperata -ascoltami un attimo, è una sistemazione provvisoria, in Barona non possiamo starci, ho ucciso uno di quei coglioni e spaventato l'altro, te sei a rischio di morire tra non molto e Fabio la stessa cazzo di cosa. E capisci che è stata la soluzione migliore? Per Martina...possiamo trovare un rimedio, puoi chiamarla anche adesso, probabilmente è sveglia, ma non fammene una colpa.- dissi, lei sospirò e abbassò la testa -vorrei solo non essere mai entrata in questa situazione, avrei preferito mille volte che Athena fosse ancora viva, o che almeno avesse ricevuto la giustizia che merita, invece no. Non è così, io sono innamorata persa di Fabio, a dir la verità penso di esserlo sempre stata, ma per rispetto della mia amica sono rimasta al mio posto. E ora che sembrava che tutto andasse bene non è così, in che situazione sto cacciando mio figlio Cosimo? Che ne sarà di lui?- disse scoppiando a piangere successivamente, mi avvicinai a lei leggermente imbarazzato, non sapevo che fare. La strinsi a me e cercai di calmarla -andrà tutto bene, la situazione si sistemerà a vostro figlio nascerà con un padre ed una madre che si amano e che sono felici.- risposi -sì...hai ragione...- sussurrò lei staccandosi da me e asciugandosi le lacrime -vado...vado a chiamare Martina, è giusto che lei sappia.- disse allontanandosi -se vuoi la tua stanza è infondo a sinistra.- risposi indicandole la stanza, lei annuì e si allontano.

Appena la porta si chiuse mi resi conto che effettivamente le sue parole erano vere, quel bambino è il mio piccolo nipote e ancor prima di nascere sta rischiando grosso. E' successo tutto nel momento sbagliato, abbiamo sbagliato tutti quanti. Io per primo, avrei dovuto fermarlo dopo il fatto accaduto in discoteca, a quest'ora avremmo mille paranoie in meno. Sbuffai e mi sedetti sul divano accendendomi una sigaretta e a pensare a come sistemare tutto una volta e per sempre, senza riuscire ad escludere la morte di quell'essere. Non potrei accettare che le facesse qualcosa, per me anche lei è come una sorella più piccola, e come tale la devo difendere.


Vendetta|| MarracashDove le storie prendono vita. Scoprilo ora