(SEQUEL DI CHEMISTRY)
Sei disposto a morire per salvare chi ami?
<< Hai qualche problema? >>
<<Tu, sei il mio problema! >>
***
Sono passati cinque anni dall'ultima volta che Lydia ha visto Daniel. E lei è andata avanti. Ha...
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Lydia's pov.
<< No, ti prego non farlo. >> gridai, mentre puntava la pistola alla sua testa. Le lacrime presero a scorrere bagnando completamente il mio volto. Era tutta colpa mia, lo sapevo. << Lascialo andare. Ti darò tutto ciò che vuoi, te lo giuro. >> dissi, mentre avanzavo ogni secondo di qualche passo. Quando lo sguardo di quell'uomo finì sul mio, Daniel scosse la testa e mi rimproverò con lo sguardo. Feci finta di niente ed avanzai ancora di un passo. << Cosa mi puoi offrire, tu? >> domandò pensieroso, mentre si avvicinava sempre di più, fino ad arrivare ad un millimetro dal mio volto. Afferrò una ciocca di capelli che era uscita dalla coda alta e se la rigirò svariate volte tra le mani. Subito dopo, un sorriso di ghiaccio apparve nel suo volto. << Non la toccare.>> sibilò rabbioso, Daniel. Nel volto di mio padre apparve un ghigno. << Ti posso offrire una cosa che tu vuoi disperatamente, ma che ancora non hai avuto l'occasione di prendere. >> mormorai inginocchiandomi sul parquet. Gli occhi di Daniel si spalancarono e dopo un attimo di silenzio, continuai la frase, consapevole di star mettendo la mia vita in mano a quell'uomo. << Puoi fare di me ciò che vuoi. >> mormorai infine, mentre Daniel tentava di avanzare di qualche passo. La sua mano stringeva con forza i pugni e nel suo viso apparve un'espressione minacciosa, ma ormai avevo la pistola puntata alla testa. Un piccolo sorriso triste apparve nel mio viso, mentre il cuore mi batteva all'impazzata. << No, non puoi farmi questo. >> disse Daniel, ormai con gli occhi lucidi. Socchiusi gli occhi ed una volta riaperti, lanciai uno sguardo a mio padre. << È davvero ciò che vuoi? >> domandai, chiudendo gli occhi. Non rispose, rimase in silenzio con la pistola che tremava leggermente. Prima che potesse rispondere, e fare qualunque altra cosa, con un movimento fluido, mi girai con velocità e lo disarmai facendolo cadere per terra. Beh, che dire; ero abbastanza rapida e silenziosa quando volevo. Afferrai con velocità la sua pistola e la lanciai a Daniel che la afferrò con destrezza, mentre io afferrai la mia e la puntavo su di lui. << Non ti conviene farlo, figlia mia. >> disse, per poi voltare la testa verso Daniel. Avanzai di un passo e puntai la pista nel suo petto. Dio, lo volevo veramente uccidere. Forse era per aver fatto male a Thomas, o a Daniel. Non lo sopportavo. Una scarica piena d'odio percorse il mio corpo, facendomi stringere ancora di più la pistola tra le dita. Tolsi la sicura, niente m'avrebbe più fermata, l'avrei fatto. << Dammi una motivazione per non farti fuori all'istante. >> sibilai duramente. Più tempo passava, più capivo che lo volevo davvero fare. Quello lì, davanti a me, era solo un uomo che mi assomigliava tremendamente tanto, ma non c'era proprio niente di lui in me, oltre l'aspetto fisico. << Siamo uguali io e te, figliola! >> disse, sorridendo appena. Uguali? << Come puoi dire una cosa del genere? Per me sei solo uno sporco mafioso, che ha tentato di uccidere il mio migliore amico e l'uomo di cui sono innamorata! Non sarai mai mio padre per me! Io non ho un padre.>> urlai, forte. << Ed io non permetterò mai che tu esca da questa casa, vivo. Anche a costo di morire! >> dissi. << C'è una cosa che tu non sai, che tutti voi non sapete. >> mormorò, mettendosi seduto. Lanciai uno sguardo a Daniel che mi guardava confuso, dopodichè, puntai lo sguardo sul viso di quell'uomo. Non seppi il perché, ma una strana sensazione mi attanagliava il cuore e lo stringeva in una morsa. Sentii che ciò che stava per dire, ciò che avrebbe detto, avrebbe cambiato ogni cosa, la mia vita e quella di Daniel, avrebbe cambiato il nostro rapporto. Mentre aspettavo silenziosamente ciò che doveva dirmi, lanciai un piccolo sguardo a Daniel. I suoi occhi si incrociarono subito dopo con i miei e quasi mi ci persi in quella pozza scura e piena di dolore. << Tu non sei chi pensi di essere. >> affermò, scavando l'anima con lo sguardo. Lanciò uno sguardo a Daniel e nel suo viso apparve uno sguardo pieno di compassione, come se per un periodo avesse seriamente provato dell'affetto per lui. << Lui non è il ragazzo giusto per te, non potrà mai esserlo. E lui lo sa molto bene! >> Prima che potesse continuare, Daniel tolse la sicura dalla sua pistola e la puntò alla sua testa emettendo un basso ringhio. << Daniel, fermati. >> dissi, mettendomi in mezzo... << Voglio sapere la verità, adesso. >> Una strana sensazione al basso ventre si presentò non appena incrociai i suoi occhi. Lentamente, come se gli costasse davvero tanto, abbassò la pistola e tirai un sospiro di sollievo. Credevo davvero che l'avrebbe ammazzato. << Allora, cosa intendi? >> domandai invitandolo a continuare. I suoi occhi verdi, tanto simili ai miei sprofondarono nei miei e dopo aver alzato le spalle, continuò il suo discorso. << Tu, quanto conosci effettivamente Daniel? >> mi domandò, mentre io corrugavo la fronte. Senza aspettare troppo, risposi. << Abbastanza da affidargli la mia stessa vita. >> risposi, alzando il capo pronta a difenderlo ad ogni costo. Un secondo dopo Daniel era vicino a me e stringeva la mia mano, mentre avanza di un passo. << Non lo conosci abbastanza bene da poter dire una cosa del genere. >> sbottò, dando un pungo al parquet. Il legno si ruppe e si sbriciolò, mentre la sua mano si insanguinò. << Cosa vuoi da lei, eh? >> chiese, questa volta Daniel. << Voi due siete l'esatto opposto di ciò che siete. Non potete stare insieme, per questo hanno cercato di dividervi. La tua stupida istitutrice lo sapeva, ma vi ha difesi solo perché ti vedeva felice con lui. >> annunciò, mentre le immagini di me e Daniel cominciarono a scorrere davanti ai miei stessi occhi. << Cosa è lui? Cosa siamo noi? >> riuscii a chiedere. Una risata gelida e priva di ogni emozione riempì il silenzio. Non ero sicura di volerlo sapere, ma la curiosità ed il voler sapere era più forte, lo era sempre stato. Prima che parlasse, lanciai un'occhiata a Daniel e proprio in quel momento capii quanto l'amassi. Il mio cuore, ogni volta che lo vedevo sobbalzava sempre, come una palla da basket. Ed ogni volta che mi sfiorava, Dio solo sapeva cosa provavo. Se quello non era amore non sapevo cos'altro fosse Questo sentimento mi logorava eppure allo stesso istante mi faceva toccare il cielo con un dito. << Lui è mio nipote, Lydia. >> mormorò abbassando la testa. << È tuo cugino. >>
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Perdonatemi l'assenza ma ho revisionato tutto. Questo è un nuovo capitolo, ma io vi invito a leggere anche quelli precedenti perché ci sono un bel po' di cose completamente diverse.