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Lydia's pov

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Lydia's pov.

<< Mi era mancato parlare con te, Lydia. >> disse Lucas, mentre io annuivo dandogli mentalmente ragione. Era da troppo tempo che non passavo del tempo con lui, dopo tutto quello che era successo.

<< Anche a me, Lucas. >> mormorai, per poi accennare un sorriso malinconico. Mi rivolse un sorriso mozzafiato ed in quel momento capii perché lo avevo notato. Era un ragazzo eccezionale e non aveva nulla da invidiare a nessuno.

Certo, se non fossi innamorata di mio cugino.

Come se con il pensiero lo avessi chiamato, lo vidi entrare nella mia stessa sala, in dolce compagnia. Era sempre con la stessa ragazza e non mi sfuggii il modo in cui lo guardava. Non mi aveva ancora notata, e forse era meglio così. Dovevamo mantenere le distanze, anche se era difficile. Indossava una camicia bianca e dei jeans neri. La ragazza invece indossava un tubino nero con una scollatura nel seno. Sembrava quasi un appuntamento romantico e questo faceva male. Borbottai una serie di imprecazioni e tornai a concentrarmi su Lucas, che mi rivolse un tenero sorriso.

Era lui che avrei dovuto amare, non Daniel.

Con la coda dell'occhio notai la mano di Daniel posizionarsi sulla schiena di quella ragazza. Un miscuglio di sensazioni aggrovigliarono il mio stomaco ed una smorfia apparve nel mio volto.

<< C'è Daniel, vero? >> domandò Lucas, alzando le sopracciglia, in attesa di una mia risposta. Con gli occhi sgranati mi voltai verso di lui e serrai le labbra. Il suo volto si tese e subito dopo prese un respiro profondo socchiudendo gli occhi.

<< Da cosa lo hai capito? >> domandai, curiosa mentre continuavo, di tanto in tanto, a lanciare occhiate di fuoco a quella ragazza, che non faceva altro che fare gli occhi dolci a Daniel. L'unica nota positiva era che lui non le stava prestando la minima attenzione.

<< Dal modo in cui stringi le posate. Sembra che tu voglia commettere un omicidio. >> sussurrò, per poi afferrare le posate dalle mie mani e rimetterle al loro posto. Il suo tocco mi tranquillizzò, ed un sorriso di scuse apparve nelle mie labbra.

<< Non so cosa mi stia succedendo. >> ammisi, mordendo il labbro. I miei occhi si appannarono e fu allora che decisi di raccontare tutto a lui. Gli confidai i miei sentimenti e le mie paure. Misi tra le sue mani un pezzettino del mio cuore e lui, senza alcuna paura, lo raccolse e se ne prese cura. Certo, non dissi tutto, gli parlai solo del nostro rapporto di parentela. Lui ascoltò con attenzione ogni mia parola e ogni mio sospiro. Ammetterlo a se stessi era un conto, ma dirlo ad alta voce era un altro.

<< Dio, quindi Daniel Parker è tuo cugino? Non posso crederci. >> disse, alzando le braccia con fare teatrale. Annuii affranta e gli feci un cenno verso il loro tavolo. Lentamente si girò ed una forma di disgusto apparve tra sue labbra quando li vide brindare.

<< Non starci male, Lydia. >> mormorò, afferrandomi la mano. Intrecciò le nostre dita e ci lasciò sopra una carezza. Non vorrei che avesse frainteso la nostra uscita, ma era impossibile. Ero stata chiara con lui, quando avevo espresso i miei sentimenti per Daniel. Scacciai dalla mia testa quelle stupide sensazioni e mi concentrai nuovamente su Lucas. Sforzai di fare un piccolo sorriso, che ricambiò subito dopo e riprendemmo a mangiare.

<< A mezzanotte mettono la musica, vuoi ballare con me? >> mi domandò ad certo punto. Le guancie mi si colorarono di rosso per la strana richiesta, ma annuii in ogni caso. Ad un tratto però, una strana sensazione mi fece gelare. Automaticamente puntai lo sguardo su Daniel e notai che mi stava già guardando. I suoi occhi neri, ispezionavamo ogni centimetro del mio corpo e dopo si spostarono sulla figura che stringeva ancorala mia mano, Lucas. I suoi occhi si accesero di una rabbia che mi fece quasi paura. I suoi pugni si strinsero ed il calice che teneva in mano, si sbriciolò sotto la sua presa possente. Si allentò il nodo della cravatta e dopo aver stretto un'ultima volta i pugni, riprese a mangiare. L'ora che precedeva la mezzanotte la passai mangiando e bevendo del vino bianco. Lucas non aveva più toccato l'argomento cugini e come promesso a fine serata gli concessi un ballo.

<< Mi sono divertita moltissimo, Lucas. >> ammisi, facendo un sorriso. Lasciai un bacio nella sua guancia, proprio quando Daniel uscì dal locale, in compagnia di quella ragazza. I suoi occhi finirono subito tra i miei ed una smorfia disgustata apparve nel suo volto. Alzai un sopracciglio e lo sfidai con lo sguardo. Anche lui lasciò un bacio sulla guancia di quella ragazza, mi voltò le spalle e si incamminò verso la sua auto. Distolsi lo sguardo dalla sua auto ancora intontita e dopo aver salutato un'ultima volta Lucas, mi incamminai verso la mia auto, parcheggiata in un isolato piuttosto buio, ma non troppo lontano dal ristorante. Mentre percorrevo la stradina buia, uno scricchiolio mi fece voltare in preda al l'agitazione. Mi sembrava quasi di rivivere la stessa situazione avvenuta un paio di anni fa. Ignorai alcuni scricchiolii ed entrai le mani nelle tasche, alla ricerca di un coltello. Si, avete letto bene, un coltello. Ormai da quando ero stata aggredita ne portavo sempre uno con me, per prevenzione. Lo afferrai e quando mi sento toccare la spalla, lo estrassi. Con velocità mi girai e mi inginocchiai, facendo uno sgambetto all'uomo che cadde per terra. Salii a cavalcioni su di lui, immobilizzandolo e puntai il coltello nel suo collo.

<< Che cazzo stai facendo? >>

La voce di quell'uomo l'avrei riconosci tra mille.

Era Daniel.

***

Perdonatemi per non aver aggiornato, ma ho avuto alcuni contrattempi e non sono riuscita a trovare il tempo di scrivere.

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