Capitolo 58

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COLE

Volevo ammazzare Charlie con tutte le mie forze. Persino di notte avevo sognato di ucciderlo e, una volta sveglio, mi era rimasta la voglia. Era rimasto quasi tutta la notte nel mio salotto a spiegarmi il tipo di piano che aveva in mente e io lo ascoltai chiedendomi perché non avesse aspettato la mattina seguente. Ma Charlie era così, e a dirla tutta era l'unico di noi che si impegnava giorno e notte per monitorare quella banda di drogati e per ideare un valido piano per smascherarli, e ci era anche riuscito. Il suo piano poteva funzionare, era stato bravo, come sempre d'altronde, e con la mia approvazione lo avremmo spiegato anche agli altri il giorno successivo.

Per quanto mi convincesse la sua idea in realtà gli diedi una veloce approvazione solo per poter tornare velocemente da Ella e sperare di riprendere da dove avevamo lasciato. Solo che, aimé, quando riuscii a cacciare Charlie di casa, Ella stava già dormendo beata sul letto. La osservai per qualche istante mentre dormiva, avvicinandomi lentamente a lei la coprii meglio con le coperte. Per quanto avrei voluto continuare la serata, guardarla dormire mi beava di un'immagine che rilassava ogni muscolo del mio corpo, ed ero fortunato ad essere l'unico che potesse assistere a ciò. E, tra parentesi, il mio intento con lei quella sera non era semplicemente uno sfogo sessuale, non la bramavo tanto per il gusto di farlo, la bramavo perché pensavo che fosse il momento giusto. E forse la serata era proprio quella giusta, i vestiti eleganti, il teatro, il parco divertimenti...tutto per renderla felice, per esaudire i suoi desideri, e farla mia quella notte era anche un suo desiderio. L'avevo bramata per mesi, accanto a me nel mio stesso letto per interminabili notti, aspettando il momento giusto che probabilmente era arrivato, ma grazie a Charlie era andato in fumo.

Ecco perché volevo ucciderlo.

Raggiunsi annoiato la mensa e inquadrai subito il solito tavolo dove prendevamo posto, mi sedetti accanto a Nicole che mi prese sottobraccio fingendo un sorriso per poi guardare Rayan di sottecchi. Erano giorni che quei due si guardavano in modo strano.

"Era ora!" Josh alzò gli occhi al cielo. "Quanto tempo ti ci vuole per arrivare a mensa?"

"Sono stanco, non ho dormito molto stanotte." mormorai fulminando Charlie con lo sguardo. Lui in risposta rimase impassibile.

"Non avresti dormito comunque." rispose facendomi innervosire maggiormente, Ella arrossì lievemente spostando lo sguardo sulle sue polpette di carne per poi addentarne una in silenzio.

"Vogliamo parlare del fatto che Josh è tornato ad avere dei capelli normali?" si intromise Rayan osservando i capelli di Josh. Notai solo allora, infatti, che li aveva tagliati e che gli ultimi ciuffetti colorati sulla sua testa erano spariti. Sembrava più grande, mi ero persino dimenticato di come fossero in realtà i suoi capelli.

"E' vero!" Nicole sorrise osservando il ragazzo, si sporse guardandolo anche da dietro e inarcò le sopracciglia. "Di spalle ti si può confondere persino per Cole."

La guardai stranita e mi toccai i capelli dietro la testa. "Io non credo proprio.."

"Ragazzi, siamo qui per parlare d'altro." disse Charlie. Rayan lo ignorò toccando i capelli di Josh.

"Sembri così maturo adesso. Ti manca il broncio sulle labbra e sei davvero il sosia di Cole." disse facendogli alzare gli occhi al cielo. Lo guardai con una smorfia infastidita mentre Josh schiaffeggiò la mano al biondino.

"Io invece vorrei parlare del perché non andiamo più da Sparkle per discutere dei piani."

"Può entrare chiunque, ergo ci può spiare chiunque. Meglio qui." spiegai.

"Ragazzi!" Ella sbatté i pugni sul tavolo zittendoci e facendoci voltare verso lei. Ci guardò arrabbiata solo per pochi secondi, poi il suo sguardo si addolcì notando i nostri sguardi preoccupati e si schiarì la gola prima di parlare.

Wings [Cole Sprouse]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora