Credevo fosse affetto
a guidare i tuoi occhi.
Credevo fosse tenerezza
a sfiorarmi le labbra.
Credevo fosse in errore
il fato mio,
quando, nel tepore di un mattino,
incrociai il tuo sorriso.
Fui io a sbagliarmi:
il mio inetto pudore,
sempre più ridicolo,
legato nuovamente
alle tremanti caviglie.
L' amaro convitto
a cui, meno furente,
partecipo divorandomi l'anima,
è ancora un crudele monito
per ogni inutile speranza.
Giaccio adesso
tra dune ghiacciate
di nuovi rimpianti,
cosciente di altri giorni andati.
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Nocturna
Poesía"Nocturna" è un viaggio iniziato nell'immaturità degli ideali e di una visione del mondo in bianco e nero. L'acerbità che ha contraddistinto questi scritti, generava passioni (e versi) senza direzione alcuna, alimentati dalla paura, dalla rabbia e d...
