Fuggisti
dai palmi di mio padre,
celato al mio seguirti.
Tanti i visi,
stessi tranelli.
Troppi i nomi,
medesime catene.
Gli occhi tuoi:
profondi e smorti.
Il tuo suono:
suadente e rude.
Tu, re che mai vide,
narciso armato di plettro,
sgradita unione,
vile padrone di nulla...
Sempre diverso, sempre uguale.
Tanti i modi per sedurre,
nessuno per amare.
Come un Cupido bizzoso,
riprendevi le tue frecce
dopo avermi colpita
per fuggire verso nuovi bersagli.
Avrei vissuto
nonostante i miei addii
ma ti cercai,
e alla fine di una corsa,
uno specchio rotto.

STAI LEGGENDO
Nocturna
Poesia"Nocturna" è un viaggio iniziato nell'immaturità degli ideali e di una visione del mondo in bianco e nero. L'acerbità che ha contraddistinto questi scritti, generava passioni (e versi) senza direzione alcuna, alimentati dalla paura, dalla rabbia e d...