*GIUSEPPE*
Monica mi guardò di nuovo negli occhi, quasi come se cercasse del consenso, poi ancora una volta mi guardò le labbra per qualche istante.
Io feci lo stesso con lei, poi le sorrisi.
E alla fine, perché no?
Cosa mi fermava?
La tirai a me con lentezza, mantenendo il contatto visivo, e una volta abbastanza vicini, premetti le mie labbra contro le sue.
La baciai, senza provare nulla, nessun sentimento, niente.
Quel bacio non aveva nulla di amorevole, puro, era tutto il contrario. Era qualcosa di selvaggio, sporco, niente di più.
Avrei dovuto tirarmi indietro quando avevo capito le sue intenzioni, ma non lo avevo fatto perché una sensazione improvvisa di menefreghismo aveva preso il controllo di me.
Amavo ancora Aurora, però io non le dovevo più nulla. Era finita, lei era libera di fare quello che voleva, e io pure. Non dovevo sentirmi in colpa.
Dovevo guardare avanti, pensare a me stesso e al mio futuro, senza più preoccuparmi di lei.
E per me, quella sera, sarebbe dovuta andare in quel modo. Sarebbe stato un piccolo passo che mi avrebbe potuto far capire che potevo andare avanti anche senza di lei.
Mi attaccai al suo collo, lo riempii di baci, come ero solito fare con Aurora, ma con un'unica differenza: non provai nessun piacere nel farlo, mi sembrava quasi una semplice routine.
Stavo provando a convincermi che fosse la cosa giusta da fare, ma dentro sapevo che non fosse affatto così.
Stavo andando contro i miei stessi princìpi, stavo commettendo nuovamente un errore madornale.
Avevo imparato a mie spese che una serata di sesso non avrebbe risolto nulla, semmai avrebbe solo peggiorato le cose, quindi sarebbe stato stupido da parte mia rimanere lì con lei.
Quello non ero io. Il Giuseppe che conoscevo, o credevo di conoscere, non avrebbe mai fatto una cosa simile.
Era tutto così sbagliato... Ma dove ero finito?
Provavo a non pensarci, ma quel collo e quelle labbra erano così diverse da quelle di Aurora, ma come avevo potuto fare una cosa del genere?
Mi ero chiesto "Cosa mi fermava?" ma in quel momento avevo trovato la risposta.
Mi fermava l'amore che provavo per Aurora.
Io volevo lei, quelle labbra dovevano essere le sue, non di un'altra.
Non potevo colmare il vuoto che mi aveva lasciato cercando la compagnia di un'altra, non funzionava così.
Mi fermava anche la mia morale, la consapevolezza che fosse sbagliato.
Monica nemmeno mi piaceva. L'avrei solo usata, se ci fossi finito a letto, e non era da me fare cazzate simili.
Mi staccai di colpo da lei.
"È sbagliato, non possiamo." dissi con un tono di voce più tagliente del dovuto.
"Sei proprio il solito stronzo."
"E tu sei la solita vipera del cazzo, cosa speravi di ottenere da me questa sera?" dissi, agitandomi.
"Cosa speravi di ottenere tu, piuttosto?" ribatté. "Prima mi baci, poi mi vieni a dire che è sbagliato... Che c'è? Hai pensato a lei e adesso ti senti in colpa?"
Pronunciò quelle parole con del sarcasmo tagliente, era evidente che l'unica cosa che voleva fare era ferirmi. Ci era pure riuscita, non sopportavo la sua arroganza, ma io non dovevo farglielo capire.
Non mi sarei mai fatto mettere i piedi in testa da una come lei.
Voleva una guerra? Mi andava bene, perché avrei vinto io.
"Io almeno dei sensi di colpa ce li ho. Tu, invece? Come ci si sente a usare le persone attorno a sè, sfruttando le loro debolezze?"
Era infuriata, glielo si poteva leggere in faccia. Non era da me parlarle in quel modo, ma se lo meritava. Aveva superato ogni limite, e ne avevo avuto abbastanza di lei e delle sue stronzate.
"Ma come ti permetti? Ti sono stata vicina per tutti questi anni e mi parli così?" mi disse, pietrificandomi con lo sguardo.
A me non importava più, ormai. Avevo sempre provato a mantenere un certo contegno con lei, non le mancavo mai di rispetto, ma quello era il momento di dirle tutto in faccia.
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I Wanna Be Yours // Giuseppe Conte
Fanfiction"Portare mia figlia a quella festa di classe è stata una tra le scelte più intelligenti che abbia fatto quest'anno." disse Aurora accennando una risata e appoggiando la testa sul petto dell'uomo. Iniziò poi ad accarezzargli una spalla, facendolo sor...
