V.

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Nei due mesi seguenti ci comportammo sempre alla stessa maniera, io mangiavo un panino con prosciutto cotto e maionese, e lei si sedeva a leggere vicino a me, in silenzio.

Lei frequentava la seconda mentre io la prima liceo. L'avevo intravista in classe una mattina mentre mi dirigevo a lezione nella mia aula.

Mi sentivo fortunato ad avere lei seduta vicino durante il pranzo, in questo modo nessuno veniva mai a disturbarmi perché sembrava che io e lei stessimo pranzando insieme. E questo di sicuro era il suo stesso intento, dato che non mi aveva riferito alcuna parola per due mesi interi. Ogni giorno era come andare a teatro, io avevo la mia parte da mangiatore di panini e lei quella della lettrice.

Un giorno, verso la fine della primavera, quando iniziava a fare davvero caldo e il sole bruciava sulla pelle fino a darmi fastidio, decisi di fare la prova del nove. Mi spostai dalla panchina su cui ero solito pranzare e mi misi seduto ai bordi di un pino, all'ombra.

Alice quel giorno non venne, e io pranzai per la prima volta da solo.

IL CADAVERE DI UNA FARFALLADove le storie prendono vita. Scoprilo ora