XXI.

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Da quel giorno in poi fra me e Alice ci fu un intesa al di fuori della normalità, lei si aprì con me come non aveva mai fatto nei tre anni precedenti. E più passavano i giorni, più lei mi appariva fantastica.

Quando iniziammo il nuovo anno scolastico eravamo più legati che mai, era autunno e le foglie coloravano il mondo attorno a noi. Passammo la stagione abbracciati a vedere la pioggia cadere leggera sul prato del liceo, le giornate iniziavano ad accorciarsi mentre Alice mi stringeva nel buio di quei giorni silenziosi, fino a quando non arrivò la stagione fredda. Lei era bella come un fiore d'inverno, quando fuori fa freddo e tutto muore. Alice era incline alla tristezza come Dicembre alle nevicate, ma ora c'ero io a consolarla. I suoi occhi verdi erano come tenebre in quelle giornate fredde incorniciate da un sole tiepido.

In fondo lei era fatta così, contraria a tutto, anche il suo corpo gracile si opponeva alle classiche leggi della natura. Oggi c'è il sole? Beh, e io faccio nevicare dentro di me.

C'era un oceano intero nella sua anima, e con quel bacio all'evonimo mi aveva aperto le porte per solcarlo.

IL CADAVERE DI UNA FARFALLADove le storie prendono vita. Scoprilo ora