You probably still adore me with my hands around your neck
Can you feel the warmth? Yeah
As my kiss goes down you like some sweet alcohol
[...] It's the darker side of me that makes you feel so numb
[Dua Lipa]
***
143, Petersham Road, Richmond
Dicembre
Nel rigido silenzio che accompagnava l'implacabile venuta della stagione più fredda, il Tamigi continuava a rabbrividire tra le proprie anse battute raramente dal sole e tanto spesso dalla pioggia. Alle soglie del regno di Erebo, con la nebbia fitta e bassa, il quartiere di Richmond taceva, in un moto di surrealismo. Sulla strada più nota invece al lettore, nemmeno un alito gelido, umano o naturale che fosse, si agitava.
Come demoni assetati di vendetta, due figure calcavano il marciapiede ruvido e incordato in ogni sua lastra. Sai a caderci di faccia che dolore?
Non appena Lauren richiuse la porta d'ingresso con un calcio e con il gomito fece scivolare la testa del chiavistello, Camila le fu addosso con tale veemenza che all'impatto gli stipiti tremarono. I cappotti caddero a terra. In una scarica di possessività, ella cercò le sue labbra con irruenza, come se contenessero l'ultimo soffio di vita disponibile del pianeta. Si arrabattò con tutta la brutalità che aveva in corpo per immobilizzarle le mani ai lati della testa: la libidine e il desiderio criminoso si mescolavano ormai indistintamente, di certo con più successo di acqua e olio d'oliva.
Non si scambiavano baci, ma frammenti di una lotta corpo a corpo. Non si riservavano carezze, ma morsi.
Quando, battagliando per il soggiorno e poi precipitando al suolo, come menadi invasate da una volontà dionisiaca, Camila si ritrovò a cavalcioni della compagna, si abbandonò a un sorriso tronfio. Scostò i lunghi riccioli dietro le spalle, ansante, e la inchiodò a terra, portandole le mani al collo.
- Dimmi come ti piace - istigò, generando una lieve pressione. Spingendo il bacino contro il suo ottenne un gemito rauco, che a fatica lasciò le pareti della sua gola. Poteva aspettare che esso diventasse il suo suono preferito, prima di ucciderla? - Rispondi - incalzò, tanto cùpida di un delitto quanto di un naufragio nella voluttà.
Si sentiva così all'apice del controllo, come non avrebbe mai potuto pretendere di essere, che, al minimo segno di cedimento, si sarebbe lasciata possedere come la più indifesa delle creature. Bastava che Lauren reclamasse il proprio dominio; e se non l'avesse ottenuto con un verbo garbato, allora non le sarebbe occorso molto per ribaltare la situazione, magari con prepotenza.
- Casa mia, regole mie -.
- Non è quello che pensano queste mani -.
Camila riuscì a serrare la tenaglia solo un istante, perché Lauren affondò un ginocchio contro la sua intimità, scuotendola in un gemito soffocato. Fece leva sui suoi gracili polsi per sciogliere la morsa che le aveva suggerito numerosi brividi sinistri, e con un colpo di reni la costrinse sul pavimento.
- A che gioco stai giocando? - sibilò, trafiggendola con lo sguardo.
Ne vagheggiò le labbra arrossate, il petto sconquassato dal respiro corto, il bagliore inquietante che aleggiava al fondo delle sue iridi, e decise che per una volta poteva anche accettare ed esercitare quei modi così ferini.
- Non ti piace proprio soccombere, vero? -. Strozzò quella frase solo sul tramonto, spingendo ancora una volta il proprio ginocchio in avanti. - No, deduco di no - ansimò Camila.
Le lanciò le braccia al collo, guidandola in un nuovo rotolamento. La strinse al petto con così tanto impeto che sperò fosse sufficiente a soffocarla.
Quando percepì l'aria mancare, Lauren l'afferrò per i capelli. Il grido che seguì le trafisse le orecchie come un gruppo di unghie che sfreghi su una lavagna scolastica. Ritrovata la libertà di movimento, si denudò del costrittivo tessuto della camicia, il fuoco negli occhi: - Ora facciamo come dico io, Lolita -.
***
Ore dopo
Camila si risvegliò con le labbra secche e un dolore sordo diffuso lungo tutto il corpo. Si stropicciò le palpebre, percependosi lenta e torpida. Lauren era distesa accanto a lei, prona, apparentemente placida nel suo sonno, ma segnata in più punti da graffi ed ecchimosi bluastre.
Cazzo, è ancora viva, meditò. Mi ha ridotto a meno di uno straccio logoro. Si tirò a sedere e sollevò leggermente la trapunta del letto matrimoniale per sbirciare al di sotto di essa. Come diavolo ci siamo arrivate sin qui? Represse un verso sofferente, quando notò come nessuna porzione di lei potesse dirsi incolume. Ma certo, si disse, abbandonando il calore delle lenzuola, un po' ciondolante. Mi ha sollevata come un mazzolino di primule e sbattuta come un uovo!
Approfittò del bagno per una doccia rinvigorente. Siccome dei suoi vestiti non rimanevano che brandelli sgualciti, si impossessò di una maglietta di Lauren, a tinte Union Jack e the 1975. Era già decisa a renderla un degno souvenir, una volta lasciato il Paese.
Non le dispiaceva affatto girovagare più coperta di così, data l'efficacia del riscaldamento, quindi si avventurò senza pudicizia per il resto dell'abitazione, alla ricerca della cucina. No, non aveva molta fame; solo un'idea poco raccomandabile, soldi o non soldi. Poteva farla finita a quel punto, giusto?
Scivolò nello studio. A ogni passo cauto che azzardava, curiosa, il parquet gemeva lievemente. Sulla scrivania stavano alcuni fascicoli dall'aspetto noiosamente politico, mentre tutt'intorno sulle pareti numerose fotografie che ritraevano in un perfetto riassunto di momenti simbolici la vita di Lauren, dall'infanzia all'età adulta, passando per Manchester, Londra, Parigi e altre località dove doveva aver trascorso esperienze memorabili. Lo trovò quasi commovente. Se fosse solo un po' più sgradevole, considerò, sarebbe già sottoterra.
Risolto quel piccolo viluppo mentale, naufragò in cucina. La setacciò avidamente, alla ricerca del coltellaccio più affilato della collezione. Ma quando venne il momento di ricalcare i propri passi, Lauren annunciò la propria presenza con un Pensavo fossi andata via che la raggelò sul posto. Ella portava la stessa camicia della sera precedente, aperta e spiegazzata, ma aveva anche recuperato il proprio intimo, a differenza sua.
- Le tue amanti di solito scappano? - domandò, con un temerario filo di voce.
Lanciò un'occhiata colma di frustrazione al coltello che aveva frettolosamente riposto nel ceppo di legno. Sarebbe stata una pessima idea, dopotutto. Spargere sangue è sempre una pessima idea.
- Di solito implorano per restare -.
Quando le labbra di Lauren furono sulle sue, si rimproverò per aver perso tempo in quello studio tanto dozzinale: al posto delle fotografie, Paco Sanabria aveva nudi di donne!
La corvina vagò con le palme aperte lungo il retro delle sue gambe sino a che non poté sollevarla per le natiche e adagiarla sull'algore invernale del bancone. Camila gemette, sorpresa, ma quando vide la compagna avventurarsi in una pericolosa discesa verso il basso, temette che sarebbe stata lei a lasciarci le penne prematuramente. Doveva proprio essere una divinità del sesso? lamentò, crollando la nuca contro lo stipo retrostante.
Lauren si era già fatta spazio verso la sua intimità e sulla spalla aveva accolto una delle sue cosce affusolate. Soffiò, impertinente, un buffo di aria calda: la fonte di nèttare era proprio innanzi a lei, poteva prenderne un sorso?
- Posso? -.
- Lauren... -.
- Ho bisogno che tu mi dia il permesso, baby -.
Strizzò l'occhio alla donna che la sovrastava e a stento riusciva a reggersi sulle braccia. Ma quando, quasi strillando, quella impetrò Sì, oh mio Dio, sì!, nulla poté fermarla dal procedere.
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Take a sip
FanfictionDopo più di un secolo, alla guida del Gabinetto del Regno Unito torna un leader di orientamento liberaldemocratico: a raccogliere parzialmente l'eredità di David Lloyd George è Lauren Jauregui. Mediamente molto giovane per il ruolo, Lauren, 34, brit...
