17. Your best American girl

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You're the sun, you've never seen the night

But you hear its song from the morning birds

Well, I'm not the moon, I'm not even a star [...]

You're the one, you're all I ever wanted

I think I'll regret this

[Mitski]

***

Selhurst Park, Londra

Gennaio


- Soccer -.

- Football -.

- Soccer, ho detto -.

- Fino a prova contraria siamo a Londra, quindi il lessico corretto è il mio -.

Camila alzò gli occhi al cielo: a Shawn non avrebbe mai permesso l'ultima parola, nemmeno su un argomento tanto futile. Che diavolo le prendeva? O Moore apre il portafoglio, o posso stare bene pure così fino alla fine del visto...

- Va bene, football – cedette, storcendo il naso.

La partita si disputava dopo un'intensa nevicata, nel gelido clima della prima metà di gennaio, tra la compàgine londinese del Crystal Palace e il Manchester United. Il campionato di Premier League portava sempre una grande ventata di euforia durante i fine settimana, specie quelli invernali. Ogni volta la capitale sfoggiava la propria preziosa artiglieria sportiva: Chelsea, Arsenal, Tottenham Hotspur, Fulham e West Ham United le altre cinque celebri corazzate.

Benché se ne intendesse ben poco, Camila vagheggiava il luccichio adrenalinico che le iridi di Lauren emanavano e si sentiva invasa da una vampa singolare in ogni cavità, piega e giuntura del corpo. Era decisa a imparare la regola del fuorigioco, una volta per tutte, che le servisse o meno.

***

E chi diavolo avrebbe mai immaginato che lo studio della dottoressa Jauregui comprendesse una piccola mansarda arredata, provvista di letto e servizi igienici? Bastava salire i pioli di una scala a mano per accedervi. Ancora una volta, come vi fossero arrivate, rimaneva un mistero.

Camila si risvegliò priva di ecchimosi, ancora abbracciata alla propria amante. Il respiro tiepido che si infrangeva sulla sua cervice china scaturiva molteplici brividi lungo la sua intera nudità. Diamine, che voglia di ripetere quella notte sino alla fine dei tempi; donare più di quel che possedeva, vestirsi e svestirsi, rotolare sul pavimento, piroettare sotto il getto della doccia, accomodarsi in un indumento improprio...

- Cazzo, Lauren – sospirò, prestando l'orecchio al ritmo onirico della corvina. Contro la schiena percepiva il suo petto alzarsi e abbassarsi, in un perfetto moto di serenità. - Mi hai fottuta -.

Non era chiaro nemmeno a lei se intendesse fisicamente o mentalmente, ma non aveva parole migliori o meno scurrili per tentare di definire... qualunque cosa fosse!

***

Quando una gamba di Camila si sovrappose alle sue, alla ricerca sia di calore che di conforto, sotto la pesante coperta di lana, Lauren la trattenne con noncuranza contro di sé, rafforzando la presa sulla sua vita, mentre con la mano sinistra raggiunse il suo interno coscia, per poi salire e scendere lentamente; in mente le frullava un'idea piccante e assai poco raccomandabile.

Mancavano dieci minuti più eventuale recupero al termine della partita. Lo United conduceva per tre reti a zero e imperterrito continuava a offrire un ottimo giro palla, tagliando il campo in verticale.

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