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Quando Jisung si svegliò, era confuso. L'ultima cosa che ricordava era di essere in bagno, invece in quel momento era in infermeria.

Si guardò intorno e vide sette ragazzi che lo circondavano.

"Cosa è successo?" chiese, massaggiandosi la testa.

"Felix ti ha trovato svenuto sul pavimento del bagno. Sembrava che qualcuno ti avesse appena picchiato a sangue. Stai bene?" rispose Chan mentre tutti fissavano il ragazzino sul letto.

"S-sto bene. Non ricordo che sia successo nulla quindi devo aver colpito la mia faccia quando sono svenuto. Probabilmente è per lo stress o qualcosa del genere, non preoccupatevi."

"Ma Jisung, l'infermiere ha detto–"

"Penso che lo saprei se qualcuno mi avesse fatto questo." si era affrettato a interrompere Chan disperatamente così che non lo avrebbero scoperto.

"Dio santo, stava solo cercando di assicurarsi che tu stessi bene. Puoi smettere di essere così dannatamente ingrato? Cosa c'è, vuoi andare a casa e piangere dalla tua mamma ora?" Minho sbottò sul povero ragazzo mentre Jisung guardava in basso, con le lacrime agli occhi.

"Minho-" iniziò Chan ma fu interrotto da Jisung.

"No! Va bene. Lo so di essere un ingrato. Ha ragione. Non essere arrabbiato con lui." tutti fissarono Jisung increduli. Aveva davvero appena difeso Minho?

Quest'ultimo infatti sentì un nodo allo stomaco e il suo cuore stringersi.
Lo ignorò, seppellendolo come al suo solito con rabbia.

"Hah! Guardalo mentre cerca di avere pietà! Sei il cocco della mamma eh? Abituato a ricevere tutto l'amore e l'affetto. Abituato a piangere con la mamma per tutto. Vai e basta! Salta il resto della giornata. Vai a piangere dalla tua mammina!"

Jisung ne aveva abbastanza. Avrebbe voluto così tanto scattare e sputargli in faccia la verità, ma non riusciva proprio a trovare in se stesso la possibilità di dire qualcosa.

Mia madre è morta!
Voleva urlarlo così tanto. Invece aveva appena iniziato a piangere.

"Jisung..." Felix iniziò ad avanzare, avvolgendo le braccia intorno al ragazzo. "Cosa c'è che non va? È Minho?"

"N-no. Non sono abituato ad avere amici. Grazie ragazzi. So che ci siamo appena conosciuti, ma grazie per essere qui." bugia. Aveva mentito solo in parte. Non poteva farglielo sapere, non poteva lasciare che lo compatissero.

"Dovreste andare in classe adesso, grazie ragazzi."

"Di niente Ji, qualsiasi cosa." si salutarono e se ne andarono.

"U-uh infermiere?" chiamò.

Dopo un paio di secondi, un uomo alto e muscoloso uscì.
"Ciao! Sono Matthew, l'infermiere. Che succede?"

"C'è un modo per nascondere la mia assenza dalla classe?"

"Beh...questo non è permesso ma hai bisogno di riposo quindi, se vuoi puoi riposarti qui per il resto della giornata. Potrei segnarti presente in tutte le tue classi ."

"E mio padre non lo saprebbe?"

"Esatto. È questo che vorresti fare?"

"Sì, oh mio dio sì per favore."

"Va bene Jisung, riposati un po'. Vado a ingannare con la tua presenza."

"Grazie mille signor Matthew."

"Prego ragazzo."

Jisung sorrise mentre tornava a dormire.

"Buongiorno Jisungie!"

love•hate || minsungDove le storie prendono vita. Scoprilo ora