Is this the start?

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Mi svegliai prima che la sveglia suonasse. La testa mi pulsava come se ci fosse un concerto heavy metal in corso, e le immagini della serata precedente erano solo ombre sbiadite. Festa di Stark. Troppo alcol. Risate. Musica. E poi... buio.

Mi girai nel letto con un gemito.
«Che cavolo ho combinato ieri sera?» mormorai, stringendomi le tempie.
Con un tempismo perfetto (o crudele), la sveglia esplose nel suo fastidioso trillo.

«SÌ, SONO SVEGLIA!» urlai, lanciandola dall'altra parte della stanza con una forza sorprendente per il mio stato comatoso.

Proprio in quel momento, la porta si aprì e Steve comparve sulla soglia.
«MA CHE DIA—» iniziò, prima che lo fermassi con uno sguardo assassino.

«Non fare domande, Rogers.»

Lui alzò le mani in segno di resa. «Qualcuno si è svegliato con il piede sbagliato...»

Il suo tono divertito mi irritò. Gli lanciai un cuscino addosso, colpendolo in pieno. Lui ridacchiò e si sedette sul bordo del letto.
«Non fare la bambina.»

«Tu non fare il nonnetto.»

«Nonnetto? Io?» sbuffò, fingendosi offeso. E senza preavviso, mi sollevò in braccio come se pesassi quanto una piuma.

«STEVE!»

Mi portò giù per le scale ridendo come un pazzo e mi posò delicatamente accanto al tavolo della colazione.
«Ti odio!» protestai, sistemandomi i capelli alla meno peggio.

«Non ti è piaciuto essere trattata come una principessa?» chiese, sollevando un sopracciglio.

«Smettila! E no... non mi è piaciuto!» borbottai. Ma lo sguardo che mi lanciò mi fece vacillare.
«Okay, forse un pochino... Ma non farti strane idee!»

A quel punto entrò Natasha, già perfettamente sveglia e irritantemente in forma.
«Avete finito di litigare come una coppia appena sposata? Vorrei fare colazione, se non vi dispiace.»

«Scusa...» dissi, mentre io e Steve scoppiavamo a ridere come due adolescenti.

La verità era semplice: eravamo una di quelle coppie di migliori amici che sembravano flirtare ogni tre frasi, ma giuravano di essere "solo amici". Bastava uno sguardo e ci capivamo.

Nat alzò gli occhi al cielo. «Vedremo se in palestra riderete ancora così tanto.»

«Oh, andiamo, Romanoff! Non fare la bambina!» ribattei con un sorrisetto.

«Io... non faccio la bambina!» replicò lei, indispettita.

«Va bene, come vuoi...» dissi alzando le mani, poi mi guardai intorno. «Dov'è Thor? Non dirmi che è tornato ad Asgard!»

«Perché? Ti mancherei troppo?» rispose una voce profonda alle mie spalle.

Mi voltai di scatto. «Nahh, per niente!»

Thor mi rivolse un sorrisetto divertito. «Ti sei divertita ieri sera, piccola grande spia?»

«Non chiamarmi così!» sbuffai. «Sai che lo odio... E non lo so se mi sono divertita, ero troppo ubriaca.»

Steve mi porse un biscotto e ne approfittai per morderlo al volo.

«Dovresti chiederlo a quel giovane che ti ha fatto la corte tutta la sera,» disse Natasha con un tono fin troppo innocente.

Il biscotto mi andò di traverso.

«C-Cosa?!»

Nat rideva. «Tranquilla, scherzavo... Hai preso l'aspirina, genietto?»

«No... non ne ho avuto modo, visto che qualche super soldato mi ha tirato giù dal letto prima che riuscissi a dire mezza parola!» risposi fissando Steve con uno sguardo assassino.

Lui si limitò a sorridere e continuò a mangiare come se nulla fosse. E in quel momento entrarono Tony e Pepper, mano nella mano.

«Buongiorno ragazzi!» esclamò Pepper con un sorriso radioso.

«EHHYY PICCIONCINI!» urlai, stonata ma sempre pronta a prendere in giro Tony.

«Smettila, Alyson,» borbottò Stark. «Piuttosto vai a prepararti, dobbiamo andare da Fury.»

«Come fai ad avere tutta questa energia?! Sono solo le sette del mattino!»

«Muoviti!» ordinò lui, ignorando la mia lamentela.

Mi voltai verso Steve, cercando un briciolo di compassione. «Tu vieni?»

«Assolutamente sì. Non ti lascio da sola.»

«Ti adoro.»

«Cosa vuoi dire con "non ti lascio da sola?"» chiese Tony, sospettoso.

«niente!» gridammo io e Steve all'unisono, fuggendo dalla cucina prima che potesse aggiungere altro.

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Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora