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-A L Y S O N' S
P O V-
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La domanda che mi frullava in testa era: "Questo è l'inizio della fine, o la fine dell'inizio?"
Tre settimane erano passate dal mio risveglio, e non riuscivo a uscire dalla mia stanza. Gli incubi mi tormentavano ogni notte, e questo stava influenzando ogni aspetto della mia vita. Non riuscivo a tenere una conversazione senza che la mia mente andasse altrove, e la mia relazione con Steve era diventata un terreno minato. La mia decisione di lasciarlo, dopo una settimana di silenzio e tensione, era inevitabile. Sapevo che entrambi stavamo soffrendo, ma non sarebbe mai andata bene. Non più.
Le missioni erano diventate un lontano ricordo. La sola cosa che facevo era nascondermi dietro le quattro mura della mia stanza, dove solo Natasha e Wanda venivano a trovarmi, come ombre in cerca di qualcosa che mi potesse far tornare in vita. Di Elia non avevo avuto più notizie, e il pensiero che lo avessi perso mi bruciava dentro. Ma non riuscivo a farci nulla. Non più.
Fu durante la quarta settimana che, con molta difficoltà, Natasha e Wanda mi convinsero ad uscire. Non per una missione, ma per qualcosa di più semplice: un giro in auto. Un tentativo di distrarmi.
Ci fermammo in un pub, un posto tranquillo, dove potevamo sederci fuori a respirare un po' d'aria fresca. Ordinammo birre e cominciai a rilassarmi, ma solo un po'. Loro chiacchieravano tra di loro, ma io ero un corpo vuoto. Mi sentivo lontana, come se stessi vivendo un sogno a occhi aperti.
«Alyson, ci sei?» la voce di Natasha mi raggiunse in lontananza, ma per un attimo non capii nemmeno chi fosse.
«Alyson?» ripeté Wanda, questa volta preoccupata.
Finalmente, al secondo richiamo, riuscii a rispondere, quasi con riluttanza.
«Perdonatemi... cosa stavate dicendo?» la mia voce era distante, come se provenisse da un altro mondo.
Wanda mi guardò per un momento, poi mi disse: «Se vuoi tornare a casa, puoi dircelo.»
«No, no... tranquille.» Mi sforzai di sorridere, ma era una facciata debole. Prese la birra dal tavolo, sentendo il suo sapore amaro che mi riempiva la bocca senza davvero sentire nulla.
Poi Natasha, in un tentativo di alleggerire la situazione, mi propose di andare in vacanza. «Solo noi tre. Un po' di riposo, per staccare dalla routine.»
Accettai quasi senza pensarci. Tre giorni dopo, eravamo in viaggio verso la Svizzera. Due settimane di libertà, risate e quel tipo di svago che pensavo di non poter più sperimentare. Ogni sera tornavamo all'albergo stanche, ma felici, quasi ubriache dalle risate.
Un giorno, durante uno di questi momenti di distensione, incontrammo una donna sulla cinquantina, ben vestita, dall'aria misteriosa e curata. Si sedette al nostro tavolo senza invito, senza un'apparente ragione, e si presentò. «Mi chiamo Eleanor.»
I suoi capelli e occhi chiari erano come specchi di un passato che non riuscivo a decifrare. Per un momento rimase in silenzio, osservando ciascuna di noi, ma poi mi prese la mano con un gesto improvviso e, come se un'ombra l'avesse travolta, si ritirò con uno spavento improvviso.
«Scusate, è tardi...» disse, allontanandosi rapidamente.
Natasha e Wanda mi scambiarono uno sguardo confuso, ma io non avevo risposte. Restai immobile, riflettendo su quella strana sensazione che mi aveva lasciato. Poi, senza una parola, Wanda si alzò e la seguì.
«Questo sì che è strano,» mormorò Natasha, incerta.
«Già...» risposi, ma il mio pensiero era lontano. Volevo capire cosa stava succedendo.
-Wanda's POV-
La seguivo con passi rapidi, cercando di capire cosa stesse succedendo. Non capivo, ma sentivo che c'era qualcosa di importante. Eleanor si fermò, finalmente, senza voltarsi.
«Wanda Maximoff,» disse con una calma inquietante. «Sei un'Avenger, ma non sei stupida. E nemmeno Romanoff lo è.»
«Cosa stai dicendo?» la interrogai, cercando di mantenere la calma.
Eleanor mi guardò con intensità. «Ho dei poteri, ma nessuno lo sa. Solo tu ora.»
«E che tipo di poteri?» la mia curiosità cresceva.
«I miei poteri non sono come i tuoi, Wanda,» rispose. «Posso percepire le minacce quando le tocco.»
Mi sentii gelare. «Minacce?»
«Quella ragazza... Alyson,» continuò, la sua voce bassa ma chiara, «è accecata dalla vendetta. Non è stabile, e nasconde un grande segreto. Sta cedendo all'oscurità. Ogni ora che passa, sempre di più.»
Le parole mi colpirono come un colpo al cuore. Non riuscivo a credere a ciò che sentivo. «Alyson...» ripetei, senza sapere cosa pensare.
Eleanor abbassò la testa. «Non fatevi ingannare da lei. È pericolosa, e non potete fare nulla per evitarlo.»
Le guardai nella mente. Le immagini erano confuse, ma una figura, quella di Alyson, ricoperta di sangue, era chiara. Poi... il nulla. Non c'era altro. Ma capivo che non mentiva. Eleanor non mentiva.
Non disse altro. Semplicemente, se ne andò. E io rimasi lì, scossa, incapace di muovermi. Alyson? Lei? Quale segreto nascondeva?
-Alyson's POV-
Vidi Wanda tornare al tavolo con un'espressione pensierosa, il volto segnato dalla preoccupazione.
«Cosa ti ha detto?» chiese Natasha, cercando di leggere nei suoi occhi.
Wanda si fermò davanti a noi e, lentamente, raccontò tutto, passo dopo passo.
«Io? Una minaccia? Ma che diavolo...» scoppiai in una risata isterica, cercando di dissimulare la mia confusione con il sarcasmo.
Natasha e Wanda mi guardarono, preoccupate. «Siediti, Alyson,» disse Natasha, cercando di calmarla.
«Oh, no! Non mi siedo!» risposi, il mio tono carico di rabbia. «Non ho nulla di cui parlare, e Wanda, non provare nemmeno a entrare nella mia testa. Non ti conviene.»
«Non lo farei mai...» rispose Wanda, ma la sua voce tradiva un'inquietudine che non potevo ignorare.
«L'hai fatto una volta,» risposi, il tono più duro, «e chi mi dice che non lo rifarai?»
«Sei mia amica, Alyson,» mormorò Wanda, ma la sua voce sembrava fragile.
«E cosa significa?» chiesi, la domanda più amara che mi avesse mai attraversato la mente. Mi alzai e uscii dalla stanza, lacerata da un conflitto che non potevo più tenere dentro. «Domani torno negli Stati Uniti,» annunciai, senza voltarmi, «con o senza di voi. Non ho più nulla da fare qui.»
E la verità era che stavo cedendo all'oscurità, lentamente, e non sapevo come fermarmi.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
