Wake up!

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Alyson POV

Io e Nat non parlammo per un'ora intera. Il ronzio del motore era l'unico suono a riempire l'abitacolo, finché non fu lei a rompere il silenzio.

«Perché l'hai fatto?» mi domandò, la voce bassa ma carica di rimprovero.

«Volevo sapere la verità» risposi di getto, senza staccare gli occhi dalla strada.

«Potevi chiederci aiuto, Alyson.»

«Me lo avreste impedito!» mi giustificai, sentendo la rabbia montare di nuovo. «Volevate proteggermi da una realtà che era già mia.»

«Quindi è per questo che ti sei finta morta? Credevi che fosse l'unico modo?»

«Sì! E poi sembrava un ottimo piano al momento» risposi con una punta di amaro sarcasmo.

Natasha accennò un mezzo sorriso malinconico. «Il sarcasmo non l'hai perso, a quanto pare.»

--

Entrammo in un jet parcheggiato in una zona isolata del compound. Non c'era nessuno a bordo. All'improvviso, Natasha scomparve alle mie spalle, come se fosse stata cancellata dall'aria. Tutte le luci del velivolo si spensero simultaneamente, sostituite da una scia di led rossi che indicavano un percorso sul pavimento. Non capivo cosa stesse accadendo; la percezione dello spazio attorno a me iniziò a sfaldarsi.

«Alyson Black!» esclamò una voce profonda che tuonò in quell'oscurità artificiale.

«Dobbiamo parlare!» Un uomo emerse dalle ombre, camminando verso di me con passo calmo.

«Ti conosco?» gli domandai, stringendo gli occhi per via delle luci accecanti che ora danzavano nel vuoto.

«Sì, sono l'agente Phil Coulson. Ti ricordi di me?»

«Fai parte dello SHIELD?» chiesi, cercando di rimettere insieme i pezzi dei miei ricordi.

«Esatto.»

«Mi dispiace... non so chi tu sia.»

«Tranquilla» mi rassicurò lui, fermandosi a pochi passi da me. «Ci sono delle cose che devi assolutamente sapere.»

«Sai dove ci troviamo?» chiesi guardandomi intorno, confusa.

«Siamo nella tua mente, Alyson» spiegò con estrema calma.

«E tu che ci fai qui?»

«Tutto quello che è successo finora... non è reale» continuò, e la sua voce sembrò vibrare attraverso le pareti della mia coscienza.

«Cosa...?»

«Sono riuscito a penetrare nella tua rete neurale, ma è stato difficile e non ho molto tempo. Alyson, questo mondo è una menzogna. È solo una simulazione avanzata per tenerci tutti imprigionati.»

«Perché lo stanno facendo?»

«Ora nel tuo sistema scorre il siero del super soldato. Nessuno era mai riuscito a ricrearlo con tale purezza, nemmeno Bruce Banner. Sei il loro esperimento di maggior successo.»

«Mia madre...» mormorai, sentendo il cuore stringersi.

«Mi dispiace, Alyson. Lei non è chi credi. Lavora per l'HYDRA, esattamente come tuo padre.»

«No...»

«Lo so, è un colpo terribile. Ma tutto ciò che devi fare adesso è svegliarti. Spezza il codice, Alyson! Svegliati e salvaci!»

--

Aprii gli occhi di scatto. Non ero in un jet, né in macchina, né al sicuro nella mia vecchia camera. Mi trovavo in un laboratorio asettico, immersa in un freddo innaturale. La luce mi ferì la vista e i suoni giungevano ovattati, come se fossi sott'acqua.

Vidi mia madre oltre una parete di vetro rinforzato: era furiosa, gesticolava contro uno schermo. Ero legata a una sedia metallica, con un casco pesante collegato a una miriade di cavi.

Senti il siero bruciare nelle vene, dandomi una forza sovrumana. Con uno strattone secco, schiantai i legacci di cuoio e metallo. Mi strappai il casco e gli elettrodi dalla pelle, ignorando il dolore. Cercai di forzare la porta della mia cella, ma un allarme assordante squarciò il silenzio del laboratorio.

Delle guardie armate fecero irruzione, puntando i fucili contro di me. Mi mossi con una velocità che non sapevo di possedere: in pochi secondi li disarmai, atterrandoli senza nemmeno sforzarmi troppo.

Uscii nel corridoio impugnando una delle loro pistole. Altre guardie mi circondarono, ma Sara, con un gesto secco della mano, ordinò loro di abbassare le armi.

«Può bastare» disse, facendo cenno ai soldati di uscire. Rimanemmo sole, separate solo da pochi metri di pavimento lucido.

«E tu saresti la madre buona, eh?» sputai io, non appena la porta si chiuse.

«Volevo renderti forte, Alyson» rispose lei, senza un briciolo di rimorso.

«A quale prezzo?» urlai, la voce che rimbombava contro le pareti di metallo. «Hai giocato con la mia mente! Mi hai intrappolata in un incubo dopo l'altro!»

«Non ti dirò che mi dispiace. Era necessario per il tuo potenziale.»

«Ti costava molto lasciarmi vivere una vita normale? Mi hai abbandonata, manipolata e ferita! Tu... dovevi essere mia madre! Dovevamo passare le serate a mangiare gelato e a parlare di ragazzi! Dovevamo addormentarci sul divano guardando un film! Ma a te non bastava, vero? Tu volevi solo il potere!»

«Anche tu lo vuoi, Alyson. È nel tuo DNA.»

«No! Io volevo solo qualcuno che mi amasse davvero, e di certo quel qualcuno non sei tu.»

«Io ti amo! Sei mia figlia!»

«Non ti credo più. Dimmi chi altro è vittima dei tuoi giochi psicologici. Non provare a mentirmi, perché ora sono capace di farti molto male senza la minima esitazione.»

«Pensi davvero di poterlo fare?» mi sfidò lei.

Mi avvicinai con uno scatto felino e le Juntai la canna della pistola contro la tempia.

«Chiedilo a tuo marito se ne sono capace. Mi ha insegnato lui a non avere pietà» sibilai.

«Sei pazza...» sussurrò lei, impallidendo.

«Tutte le persone migliori lo sono» risposi gelida. «Ora dimmi... dove sono gli altri?»

«Nel laboratorio accanto.»

«Bene. Muoviti, tu vieni con me.»

La spinsi verso la stanza adiacente. Una volta dentro, le ordinai di attivare la procedura di risveglio. I macchinari iniziarono a ronzare e, uno dopo l'altro, i monitor mostrarono i segnali vitali tornare alla normalità. 

Fury, Coulson, May... stavano finalmente riaprendo gli occhi.

A.N.

Cosa succederà ora che i vertici dello SHIELD sono svegli? 

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Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora