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Dopo un po' di tempo, rientrammo in casa e zio Tom e zia Lily ci stavano aspettando svegli sul divano mentre guardavano la TV.
«Che ci fate ancora svegli voi?» chiese Alyson, sorpresa.
«Volevamo vedere come andava a finire!» rispose zio Tom con un sorriso.
«Okay... Nat, vieni, ti mostro la camera dove starai stanotte.»
Alyson e Natasha salivano le scale e arrivarono nella stanza di Alyson, dove Natasha sarebbe dovuta restare, dato che la camera degli ospiti non era pronta.
«Questa è la mia camera, in fondo a destra c'è il bagno e io sarò nella camera di fronte. Se hai bisogno di qualcosa, non esitare a chiedere!» spiegò Alyson.
«La camera di fronte? Alyson, è un ufficio!» obiettò Natasha.
«No, è solo una tua impressione, per me non lo è... insomma, c'è il divano! E poi è solo per una notte, domani ti accompagno alla torre.»
Mentre stava per uscire, Natasha la fermò e le chiese:
«Sei sicura di stare bene?»
Alyson abbassò lo sguardo verso il pavimento, come se cercasse una risposta che non riusciva a trovare.
«Alyson...» sussurrò Natasha, preoccupata.
«Posso andare io sul divano, tu resta qui, per me non ci sono problemi.»
«No! Sei un ospite e devi dormire nel letto più confortevole della casa, scelto dalla sottoscritta!» rispose Alyson, con un sorriso forzato.
«Okay, allora resta qui con me!» insistette Natasha.
«Mi stai facendo davvero perdere la pazienza...» mormorò Alyson, esasperata.
Sospirò e si sdraiò sul letto, accendendo la TV. Natasha si sdraiò accanto a lei, e insieme videro un film fino a quando non si addormentarono.
La mattina seguente, furono svegliate dal suono della sveglia di Alyson, che aveva un tono assolutamente orribile. Cercò il pulsante per spegnerla, ma invano, quindi la lanciò verso il muro, provocando un rumore fortissimo che fece spaventare Natasha, la quale saltò fuori dal letto.
«Sta' calma, è la routine mattutina che mi chiama!» disse Alyson ancora sdraiata sul letto, ridendo mentre osservava la faccia di Natasha.
«Ti odio,» replicò Natasha, ancora sconvolta.
«Lo so,» rispose Alyson con un sorriso malizioso.
«In ogni caso... che prevede questa routine?» chiese Natasha, curiosa.
«Allora, dato che sono solo le 5:30, faccio colazione, mi vesto, vado a fare una corsetta, torno a casa, mi lavo, ti accompagno alla torre e poi si vedrà...» elencò Alyson, facendo spallucce.
«Wow, sei davvero impegnata la mattina,» osservò Natasha.
«Molto, credimi,» rispose Alyson, alzandosi dal letto e dirigendosi verso la porta.
«Vuoi rimanere lì o vieni a correre con me?» chiese Alyson, provocante.
«Preferisco tornare a dormire,» rispose Natasha, sbadigliando.
«Noiosa...» disse Alyson, roteando gli occhi mentre usciva dalla stanza per andare a fare colazione.
Appena finita la colazione, Alyson si vestì e scese giù. Vidi Natasha che l'aspettava vicino alla porta per uscire.
«Sbaglio o hai cambiato idea?» chiese Alyson, sollevando un sopracciglio.
«Sembro una che resta a dormire per caso?» rispose Natasha, incrociando le braccia.
«Sei una che adora la solitudine, secondo me,» aggiunse Alyson con un sorriso.
Dopo un'ora di corsa, rientrarono a casa con il fiatone e le guance arrossate. Si infilarono direttamente sotto la doccia, ognuna nella propria stanza, e poco dopo scesero per salutare zio Tom e zia Lily.
«Cercate di non combinare guai, ragazze!» disse zia Lily con un sorriso affettuoso, stringendo Alyson in un abbraccio più lungo del solito. Lei lo percepì, ma non disse nulla.
«Guai? Noi? Mai!» rispose Natasha con finta innocenza, mentre Alyson si limitava a scuotere la testa.
Salirono in macchina. Alyson alla guida, Natasha al suo fianco. La radio accesa a volume basso, solo per coprire il silenzio che a tratti si faceva pesante.
Alyson teneva gli occhi fissi sulla strada, le mani strette sul volante. Il cuore le batteva più veloce del normale. Non era pronta. Non ancora. Tornare alla Torre significava affrontare tutto quello che aveva cercato di tenere lontano: lo sguardo deluso di Steve, le domande inevase, la verità che continuava a nascondere persino a se stessa.
Troppe emozioni accumulate. Troppe parole non dette.
Ma più di ogni altra cosa, aveva paura. Paura di come Steve avrebbe reagito, di ciò che avrebbe letto nei suoi occhi.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
