Misunderstandings

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Arrivammo alla torre, feci scendere Natasha dall'auto e andai a parcheggiare, esattamente mentre usciva una voce familiare che mi disse:

«Mi dispiace...»

«Non dovresti essere qui, Melinda...» risposi, senza girarmi.

«Alyson, ti avrei detto tutto al momento opportuno.»

«Dovresti saperlo meglio di me che non esiste il così detto "momento opportuno"» dissi, mentre mi avviavo nell'ascensore della torre, seguita da May.

«Possiamo parlare come facevamo una volta?» chiese lei, timidamente.

«Ovvero? Mentendo l'una all'altra? No grazie, passo!» risposi, senza nemmeno guardarla.

Entrai nell'ascensore e le porte si chiusero lentamente, mentre continuavo a guardare May delusa. Raggiunsi la squadra in sala riunioni, dove stavano discutendo di una missione, senza di me. Non era mai successo prima. Natasha mi si avvicinò in silenzio mentre osservavo la scena impassibile; era come se si fossero dimenticati di me.

«Alyson, ci sei?» mi chiese Natasha, con tono preoccupato.

«Sì... cosa è successo?» risposi, cercando di mascherare il disinteresse.

«Una missione. Appena sono entrata nell'edificio mi hanno chiesto di venire qui velocemente. Ho suggerito di aspettarti, ma hanno detto che ci avresti raggiunto.»

«Ah... buono a sapersi.»

Tony, vedendomi entrare, esclamò: «Sua maestà è tornata!» facendomi sentire a disagio davanti a tutta la squadra. Steve abbassò lo sguardo non appena incrociò i miei occhi. Avevo esagerato, ma nessuno poteva biasimarmi dopo tutto quello che avevo sentito da Fury.

«A quanto pare!» risposi, cercando di mantenere un tono neutro.

«Siediti, sto spiegando come dobbiamo procedere per la prossima missione» disse Tony, cercando di interrompere il momento imbarazzante.

«Grazie per avermi aspettata, allora!» risposi sarcastica.

Mi sedetti accanto a Steve e Natasha, praticamente in mezzo... ero super confusa sulla missione. In un batter d'occhio finimmo la riunione. Il tempo passò velocemente e non me ne ero resa conto, ma la cosa peggiore era che non avevo capito chi dovevamo fermare. Uscimmo dalla sala riunioni e cercai di raggiungere Steve, ma Thor mi fermò.

«Ehi, piccola grande spia! Possiamo parlare?» mi chiese Thor, con un sorriso divertito.

«Stavo andando da... sì, arrivo subito, Thor!» risposi, con un cenno, ma non potevo dirgli di no. Rientrammo in sala riunioni, dove eravamo solo io, Thor e il silenzio che si era creato.

«Perché sei andata via senza preavviso? Ero preoccupato, Alyson!» disse Thor, la sua preoccupazione evidente.

«Scusa Thor, ma avevo bisogno di passare un po' di tempo da sola.»

«Chiaro... in ogni caso, con Loki dobbiamo andarci piano, resta sempre mio fratello.»

«Loki? Cosa c'entra ora Loki?» chiesi, confusa.

«Eri nella sala riunioni o no?» rispose Thor, con un sorriso malizioso.

Loki era la missione, il fratello di Thor... dannazione!

«Oh... Loki, sì, sì» dissi, insicura.

Thor mi guardò, divertito. «Alyson Black che non ascolta? Cosa ti è successo?»

«Nulla, stai tranquillo... potresti riassumermi cosa dovrei aspettarmi?» risposi, cercando di mantenere la calma.

«Loki vuole conquistare la Terra.»

«Questa è la classica cosa che vogliono fare i cattivi... che film ha visto tuo fratello?» dissi, cercando di alleggerire la tensione.

«Davvero divertente, Alyson! Molto esilarante!» rispose Thor, ridendo.

«Mi conosci» dissi, facendogli un occhiolino.

«Thor, ora devo andare a parlare con Steve. Nel caso hai bisogno di qualcosa, sai dove trovarmi.»

«Stai tranquilla, piccola grande spia!» rispose, mentre mi abbracciava.

Uscì dalla stanza e corsi in palestra, dove sapevo di trovare Steve. Era lì che dava pugni al sacco da boxe con rabbia. Sapevo perché era arrabbiato, e non avevo idea se avvicinarmi a lui o rimanere sulla soglia della porta, in attesa che mi notasse... non feci in tempo a decidere, che, sempre mentre colpiva il sacco, Steve mi chiese: «Sei venuta qui per allenarti o per stare lì impalata?»

«Steve... ti devo delle scuse» dissi, interrompendo il suo allenamento.

Si fermò e mi guardò, respirando velocemente per l'affaticamento. «Potevi anche dirmi cosa era successo!»

«Stavo cercando di spiegarmelo anche io!» risposi, alzando la voce.

«Ma non è modo di lasciarmi lì senza spiegazione!»

«Scusa se ero impegnata a pensare a me per una volta!» risposi, arrabbiata.

«Una volta? Sei sempre presa da te stessa, tanto che non ti rendi conto di quanto soffrono le persone attorno a te!» gridò Steve, la frustrazione evidente.

«Wow! Credo che tu abbia detto tutto quello che volevi dire. Ora spero tu sia contento di non avermi più tra i piedi!» urlai, uscendo dalla palestra, lasciandolo senza parole.

Non piansi, ma ero furiosa... troppo. Andai nella mia stanza, dove cercai di chiamare Natasha, ma il mio telefono si bloccò improvvisamente. Non ci pensai due volte e lo lanciai con forza contro la parete, facendolo frantumare. Mi sedetti per terra e appoggiai la testa sul letto, pensando a tutto quello che era successo.

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Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora