Jason

550 25 2
                                        

≿━━━━༺❀༻━━━━≾

Due ore dopo, Natasha ed io eravamo ancora sedute al tavolo del pub. Jason non mi toglieva gli occhi di dosso, e sebbene fosse in parte inquietante, in parte dolce, non potevo negare che fosse anche molto carino. Ogni tanto si avvicinava per parlare un po', ma non avevo ancora memorizzato il suo numero sul mio telefono. La serata stava finendo, e dovevo decidere se uscire con lui o andare a casa e deprimermi.

Jason si avvicinò e mi offrì un drink. Natasha, nel frattempo, era uscita a prendere un po' d'aria, dicendo che aveva mal di testa, ma sospettavo fosse solo una scusa per farmi rimanere con quel ragazzo.

«La tua amica è andata via?» mi chiese Jason, sorridendo.

«No, è uscita un attimo,» risposi, cercando di sembrare più calma di quanto non fossi.

«Tra un po' chiudiamo il pub, e io vorrei sapere se hai deciso di venire a fare una passeggiata con me...» aggiunse, lanciandomi un'occhiata più intensa.

«Se ti dicessi di no, cosa accadrebbe?» chiesi, curiosa.

«Ti convincerei,» rispose con un sorriso sicuro.

«Ah sì?» replicai, sollevando un sopracciglio.

«Sono molto persuasivo.»

«Ma non mi dire!» risposi, ridendo.

«È uno dei miei tanti pregi,» disse, prendendosi un altro sorso del suo drink.

«E quali sono gli altri?» domandai, sorridendo ironica.

«Studio medicina,» rispose, con un sorriso enigmatico.

«Sul serio? Perché sei qui allora?» chiesi, confusa.

«Ho bisogno di soldi per pagare le lezioni... purtroppo non posso chiedere ai miei...» spiegò, facendo una pausa.

«Perché?» chiesi, curiosa, ma anche preoccupata.

«Loro mi hanno allontanato perché non accettano il fatto che io faccia quello che voglio,» rispose, abbassando lo sguardo per un momento. «Ovvero studiare medicina.»

«Esatto...» risposi pensierosa. «Non posso dirti che ti capisco, ma forse c'è qualcosa che mi rispecchia in te.»

«Ah sì?» disse Jason, sorpreso.

«Sì... la testa calda,» risposi con un sorriso malizioso.

«Sei seria?» mi chiese, scoppiano a ridere.

«Davvero, non scherzo!» dissi, ridendo con lui.

Improvvisamente, il proprietario del pub urlò: «Ragazzo! Dobbiamo chiudere!» e proprio in quel momento Natasha rientrò. Sembrava aver miracolosamente recuperato dalla sua emicrania.

«Allora? Accetterai l'invito?» mi chiese Natasha, lanciandomi uno sguardo curioso.

«Ci ho pensato e sì,» risposi, con un sorriso deciso.

«Gliel'hai detto?» chiese Natasha, con occhi curiosi.

«Penso che l'abbia capito...» risposi, imbarazzata.

«Stai scherzando? Non gli hai detto "Sì"?» ribatté, incredula.

«No,» risposi, sentendo un po' di vergogna crescere in me.

«Allora io torno alla torre, tu resta qui finché quel ragazzo chiude il bar ed esci con lui. Ritirati tardi e domani prenditi una giornata libera,» disse, prima di alzarsi dal tavolo.

«Tutto tranne la giornata libera,» risposi prontamente.

«Tutto tranne rifiutare di divertirti,» aggiunse Natasha, con un sorriso astuto.

«Manipolatrice,» dissi, scuotendo la testa.

«Disse lei,» ribatté Natasha, dirigendosi verso la porta. «Ora vado, chiamami per qualsiasi cosa.»

«Va bene, grazie Nat.»

«Nulla, piccola spia,» rispose, scomparendo dalla porta.

Io uscii subito dopo di lei, vedendola salire sulla mia moto e andare via. Poi, in lontananza, vidi Jason uscire dal pub.

«È un sì?» mi chiese, con un sorriso che non riuscivo a ignorare.

«Sì,» risposi, senza esitare.

«Fantastico!» disse, e sembrava davvero felice. «Dove andiamo?»

«C'è un posticino dove si sta tranquilli, si mangia anche molto bene,» rispose, con uno sguardo complice.

«Va bene!» dissi, iniziando a camminare con lui verso la sua auto.

Durante il tragitto, non potevo fare a meno di pensare a quanto strano fosse tutto. Non avevo mai pensato di trovarmi in una situazione del genere. Il tutto sembrava una specie di sogno, eppure era fin troppo reale.

«Dovresti essere uno studente modello,» dissi a Jason, con un sorriso divertito.

«Come fai a saperlo?!» chiese, sollevando un sopracciglio.

«E io che pensavo di essere l'unica ad avere un ego smisurato!» risposi, ridendo.

«Benvenuta nel mio mondo,» rispose, scherzando.

«Nostro, se dobbiamo dirla tutta,» replicai, con un sorriso furbo.

«"Nostro", miss ego,» disse lui, facendomi ridere.

«Sei esilarante,» dissi, mentre entravamo nel ristorante, che era incredibilmente elegante.

≿━━━━༺❀༻━━━━≾

Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora