Simulation

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Eravamo nella mia stanza e Bucky era seduto sul letto accanto a me. Sentivo le sue dita muoversi tra i miei capelli, un grattino leggero che cercava di scacciare i mostri nella mia testa. «Bucky...» sussurrai, alzando lo sguardo per cercare il suo. «Mh?» mugugnò lui in risposta, senza smettere di accarezzarmi. 

«Cosa è successo davvero?» domandai. A quella domanda lui si irrigidì. Si alzò dal letto e iniziò a fare avanti e indietro per la camera, le mani che si stringevano in nervosi pugni. «Dopo gli Accordi... Tony ha scoperto la verità. Ha scoperto che sono stato io a uccidere i suoi genitori quando ero il Soldato d'Inverno.» Spalancai gli occhi, il fiato corto. «Hai ucciso Howard e sua moglie?» «Sì...» rispose lui con voce roca. «Ha provato a uccidermi. Steve l'ha fermato in tempo e abbiamo combattuto. Poi sono stati arrestati quelli che non avevano firmato: Clint, Wanda, Sam... Steve li ha fatti evadere e ora Natasha è in fuga, ma ha trovato comunque il modo di aiutarli.» «Ora dove sono?» chiesi, ma lui scosse il capo, perso nei suoi pensieri. «Sono ancora convinti che tu sia morta, Alyson.» «Deve essere così... non voglio più vederli» risposi gelida. «Perché lo dici? Cosa ti hanno fatto?» «Mi hanno deluso» tagliai corto, senza aggiungere altro.

Lui mi guardò e nei suoi occhi azzurri balenò qualcosa che mi fece mancare un battito. Sapevo che c'era dell'altro. «Cosa sai tu?» lo incalzai. Lui esitò, poi parlò quasi sotto voce: «Loro sapevano tutto su di te... la tua famiglia, tuo padre...» A quell'affermazione il mondo iniziò a girare. Sentii l'ossigeno mancare, i polmoni bloccati in una morsa di ghiaccio. Il cuore accelerò fino a diventare un tamburo impazzito contro le costole. «Respira, piccola» disse Bucky correndo verso di me, cercando di calmarmi. «Andrà tutto bene, ci sono io con te.» «N-non c-ci ries-co...» rantolai tra un singhiozzo e l'altro. «Devi riuscirci, ok? Concentrati su di me.» Mi attirò a sé e io poggiai la testa sul suo petto, bagnando la sua maglietta di lacrime amare. «Non ti lascio, Alyson. Neanche se l'inferno dovesse congelare. Non sei sola.»

Sembrava così reale. Ogni emozione, ogni odore, persino il calore della pelle di Bucky. Alyson non sapeva in che cosa si stesse cacciando; era troppo impegnata a cercare qualcuno su cui contare mentre il suo mondo andava in pezzi. «Capo» disse una guardia, rompendo il silenzio asettico del laboratorio. «Dimmi» rispose Sara, senza distogliere lo sguardo dai monitor. «Sua figlia ha fallito la simulazione. Non è ancora pronta.» A quelle parole Sara si pietrificò per un istante. «Sì, è vero. Non è pronta» confermò, osservando lo schermo alla sua destra dove scorrevano i flussi dei ricordi di Alyson. 

«Però questa volta è durata di più. Falla riposare, Mikael. Tra un'ora ricominciamo.» Mikael annuì e sollevò il corpo inerme di Alyson dalla capsula, portandola verso una cella buia come se fosse un oggetto inanimato.

Un'ora dopo, il ciclo ricominciò. «Cambiamo un po' il setting... Barnes non è più uno stimolo sufficiente» azzardò uno scienziato. Sara annuì, consapevole che la mente della figlia stava creando anticorpi contro quel ricordo. «Posizionatela» ordinò. «Inserite gli Avengers.» «Come preferisce» rispose lo scienziato, iniziando a digitare febbrilmente sulla tastiera per riprogrammare l'incubo.

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Alyson POV

«Andiamo Alyson, sei più forte di così!» gridò Natasha, con un sorriso di sfida. «Scherzi?» ribatté Tony, incrociando le braccia. «Non ci riuscirà mai!» «Uomo di poca fede» aggiunse Wanda, schierandosi scherzosamente dalla parte di Nat. Dopo minuti di silenzio e concentrazione, feci scivolare l'ultimo pezzo sulla scacchiera. 

«Ah! Scacco matto!» «Ma come...?» balbettò Thor, confuso. «Conosci le regole» disse fiera Natasha, dandomi una pacca sulla spalla. «Brava Alyson!» Wanda mi abbracciò, il suo calore sembrava così genuino. «Qual è il prossimo gioco?» domandai, sentendomi finalmente parte di qualcosa. «Ci divideremo in squadre» spiegò Tony con un ghigno.

Iniziò a chiamare i nomi. Nella sua squadra prese Natasha, Wanda, Thor, Steve, Bruce e Clint. «Bene, ora tocca a me» dissi, voltandomi per scegliere i miei compagni. Ma dietro di me non c'era nessuno. Solo un vuoto gelido e buio. «Sei rimasta sola, Alyson» disse Steve, la sua voce ora priva di ogni calore. «Non c'è più nessuno per te» continuò Natasha, i suoi occhi verdi diventati freddi come l'acciaio. «Non sarai mai una di noi» aggiunse Tony, la cui voce sembrava sovrapporsi a quella di Nat in un'eco distorta. «Vedo un umano, ma non umanità» affermò Thor, guardandomi con un disgusto che mi ferì più di una lama.

Mi voltai verso uno specchio lì vicino e lanciai un urlo soffocato: i miei vestiti erano inzuppati di sangue fresco. «Wanda...» la mia voce era un rantolo mentre cercavo il suo aiuto. «Non siamo noi il problema, sei tu» ammise lei, con una tristezza che sapeva di condanna. «Non sono vostra nemica! Non trattatemi così!» gridai, scoppiando in lacrime. «Guardati! Le tue mani sono sporche di sangue!» aggiunse Clint, indicando i miei palmi rossi. 

«Non vi ho fatto male...» realizzai, tremando violentemente. «Non è il nostro sangue... è il tuo. Ogni secondo che passi ad odiarti ti sta distruggendo» spiegò Natasha, avvicinandosi come un predatore. «Accetta chi sei.» «Sono Alyson!» urlai. «No!» gridò Tony. «Sono una spia!» continuai, ma lui scosse la testa. «Sono vostra amica!» Steve scoppiò a ridere, un suono sgradevole che rimbombò nelle pareti della mia mente. «Riprova.» 

«Sono...» provai a dire, ma la voce mi morì in gola. Clint rispose per me, un istante prima che l'oscurità mi inghiottisse di nuovo: 

«Sei sola!»

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Angolo scrittrice

Questo era inaspettato... lo so. Molti mi odieranno, ma è una svolta alla mia storia. Come potere capire ho modificato i titoli dei capitoli. Spero che vi piaccia! Fatemi sapere cosa ne pensate.



Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora