Where is she?

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-SOKOVIA-

La missione contro Ultron aveva preso una piega inaspettata. Non solo non eravamo riusciti a fermarlo, ma avevamo perso Natasha, e nonostante avessimo guadagnato l'alleanza dei Maximoff, il peso della sconfitta gravava su di noi. Non ero lì con loro, ero con Bruce, cercando di trovare un modo per fermare Ultron, ma ogni minuto che passava sembrava peggiorare. E ora, quando finalmente ero tornata, non avevo visto Natasha.

«Steve, dov'è Nat?»

Il suo volto era teso, e la sua risposta mi colpì duramente.

«L'ha presa... scusa, Alyson.»

«Ultron...» sussurrai, cercando di mantenere il controllo, ma dentro di me qualcosa stava esplodendo. «Come diavolo funziona, eh? Deve per forza succedere qualcosa per farvi aprire gli occhi?»

«Alyson...»

«No!» sbottai, i nervi ormai a pezzi. «È tutto sbagliato! Loro che ci fanno qui?» dissi, indicando i gemelli. Iniziai a ridere istericamente, come se non riuscissi a fermarmi. Solo in quel momento mi resi conto che stavo avendo un attacco di panico.

«Voi non riuscite a controllare una semplice missione!» urlai, il fiato corto. «Qualcosa deve sempre andare male, ci saranno sempre danni collaterali, ma non ve ne renderete mai conto perché vi preoccupate di avere la vostra immagine sulla copertina delle migliori riviste del mondo! E ora Natasha è chissà dove, con chissà chi, a fare non so cosa e non voglio nemmeno immaginarlo! Almeno qualcosa di buono ogni tanto lo fate!»

Indicai la cassa con il robot che avevano preso da Ultron.

«Alyson, ascoltami...» Wanda tentò di calmarci.

«Non sto parlando con te, Maximoff!» risposi senza pensarci.

Steve intervenne, la voce piena di frustrazione. «Se ti ritieni tanto superiore, perché non sei venuta con noi?»

«Perché TU, mio carissimo capitano, mi hai detto di rimanere qui.»

«Vuoi sempre scaricare la colpa su di noi...» replicò, ma la mia pazienza era ormai finita.

«Quando saprete come gestire le vostre responsabilità, ne riparleremo,» dissi secca, «fino ad allora questa sarà la verità.»

«Vai all'inferno, Alyson!» Steve esplose, e io lo fissai, un sorriso beffardo che si formò sulle labbra mentre rispondevo con voce rauca, alzando il sopracciglio destro.

«Da dove pensi che venga?»

Tony si mise fra noi, cercando di separare le nostre tensioni.

«Okay, ragazzi, può bastare, avete dato abbastanza spettacolo,» disse, con un tono che non ammetteva repliche. «Vi ricordo che ci sono degli ospiti.»

«Già, sono d'accordo,» risposi, scivolando via. Non avevo più voglia di restare lì a fare la solita sceneggiata.

Mi rifugiai in camera mia, e mentre mi sdraiavo sul letto, bussarono alla porta. Sospirai, irritata.

«Cosa non capite con "voglio stare da sola"?»

Aprii bruscamente la porta, trovando Wanda che mi guardava spaventata. Mi tranquillizzai, cercando di non sembrare troppo aggressiva.

«Tranquilla... non ti farò del male, in un certo senso sono innocua.»

Lei mi sorrise timidamente ed entrò, facendo strada da sola.

«In un certo senso, eh?» rispose, una punta di sarcasmo nelle sue parole.

«Scusa per quello che è successo prima... è solo che io e Steve ultimamente non andiamo molto d'accordo.»

Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora