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«Quella cattiva abitudine di perdonare tutti, tranne te stessa.»
Quella frase mi ronzava ancora nella mente. Così eccomi qui, al punto di partenza. Parlare con May mi aveva fatto stare meglio, ma ora toccava a Fury. Andai sul ponte: non c'era solo lui, ma anche Zia Lily, che non perse tempo ad avvolgermi in un abbraccio stretto. Fury, dietro, accennava un sorriso raro.
«Stai bene?» chiese Lily con la sua voce piena di apprensione.
«Sì, tranquilla...» mormorai.
Fury annuì, incrociando le braccia. «Vuoi dirmi com'è andata questa tua... caccia alla verità?»
«È andato tutto come avevamo programmato.»
«Brava ragazza. Ora dovresti provare ad avere più contatto con le persone.»
Accennai un sorriso ironico. «Prenderò nota. E Elia? Dov'è?»
«In una cella, su questo jet.»
«Lo posso vedere?»
Fury e Lily si scambiarono uno sguardo, come due complici che non trovano l'accordo su chi deve parlare per primo.
«Okayyy... cosa sono quegli sguardi? Mi dovete dire qualcosa?» chiesi, alzando le sopracciglia.
«Sì» disse Fury.
«No! No, cara, assolutamente no» ribatté Lily.
Li fissai entrambi. Fury sospirò. «Niente, lascia perdere. Puoi parlare con Clarke, ma hai solo dieci minuti.»
«Grazie.»
Mentre mi dirigevo alla cella, una mano mi trattenne. Bucky.
«Hey! Dove pensi di andare?»
«A parlare con Elia.»
«Dopo tutto quello che ti ha fatto? Vuoi ancora vederlo?»
«Non ti devo spiegazioni.»
«Alyson, ti prego...»
«No, Bucky!»
«Allora fammi venire con te.»
Sospirai, vinta. Annuii. Entrammo insieme.
«Elia» lo chiamai, la voce fredda.
Mi fissò da dietro le sbarre. «Quindi è questo che fa un eroe? Rinuncia a suo padre, alla sua unica famiglia.»
«Non ho mai avuto bisogno di nessuno, e mai ne avrò. Ritieniti ciò che vuoi, ma per me... tu non sei niente.»
Il suo sguardo era indecifrabile, un misto di sfida e follia.
«Avrai bisogno di me. Non oggi, non domani... ma arriverà il giorno in cui mi cercherai. E io sarò qui ad aspettarti.»
«Sono più che convinta che non ti muoverai più di tanto» risposi con un sorriso tagliente. Uscii sbattendo la porta alle spalle, Bucky al mio fianco.
«Bene» dissi. «Ho fatto quello che dovevo.»
«E ora possiamo parlare di noi?»
Lo guardai di sbieco. «C'è un "noi"?»
«Non puoi negarlo, Alyson.»
«Bucky, io...»
Alzò una mano, interrompendomi. «Lo so che non vuoi fare passi affrettati. Ma voglio solo che tu sappia questo: io ti aspetterò. Quando sarai pronta, io sarò lì. Anche se dovessi attendere un'eternità.»
Mi baciò piano sulla guancia e si allontanò.
Un'ora dopo.
Bussai alla sua cabina. Bucky aprì la porta, indossava una maglietta blu a maniche corte e dei jeans.
«Alyson?» disse sorpreso.
«Hey... posso entrare?»
«Sì, certo!»
Entrai, chiudendo la porta dietro di me. Lui mi osservava, curioso.
«Mhm... ci ho pensato a lungo. Riguardo... noi» iniziai, nervosa.
«Ah sì? Quindi c'è un noi» sorrise lui.
«Sì... cioè, è probabile.»
«Sei nervosa, piccola?»
«No... Bucky, è vero che provo qualcosa per te. E ti odio per avermi fatto innamorare.»
Lui rise piano. «Davvero non sai che effetto fai a chi ti sta attorno.»
«Ho qualche idea...» replicai, e lo baciai.
Ricambiò subito, le sue mani ai miei fianchi, le labbra che scesero al mio collo. Mi guardò negli occhi, serio.
«Posso?» sussurrò.
«Non ti ho detto di fermarti.»
«Se continuo, non riuscirò a fermarmi.»
«Continua allora.»
Mi sollevò, mi fece sbattere dolcemente contro il muro; le nostre mani si intrecciavano, i vestiti cadevano via uno dopo l'altro. Non avevo mai sentito la pelle di qualcuno così vicina e, paradossalmente, mai così sicura.
La mattina dopo.
Eravamo ancora abbracciati nel suo letto, i corpi incastrati come pezzi di un puzzle.
«Perché mi fissi?» chiesi, sorridendo appena.
«Perché sei bellissima.»
Gli diedi un bacio e mi misi a cavalcioni su di lui. In quell'istante la porta si spalancò.
«Oddio, i miei occhi! Ma che diavolo state facendo?!» urlò Fury, coprendosi la faccia con la mano libera.
«Al massimo è l'occhio» ribattei, seccata. «Non si bussa prima di entrare, Nick? E poi sei stato tu a dirmi di avere più contatto con le persone!»
«Ma non intendevo questo contatto! Santo cielo!»
«ESCI!» urlai, lanciandogli un cuscino.
«Vestitevi... e fate in fretta» borbottò Fury, uscendo in fretta dal corridoio.
Io e Bucky ci guardammo un attimo, poi scoppiammo a ridere, senza riuscire a fermarci.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
