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Entrammo nella sala riunioni, ma Tony non c'era.
«Buongiorno, Fury» dissi.
«Grazie per essere venuta, agente Black» rispose lui con un cenno del capo.
«Buongiorno, signore» aggiunse Steve con il suo consueto tono rispettoso.
«Hai portato la cavalleria, Alyson?» chiese Fury, accennando a un sorriso ironico.
«Cosa posso dire? La cavalleria ufficiale non rispondeva al telefono» ribattei, scambiando uno sguardo d'intesa con l'agente Melinda May, che mi restituì un sorriso appena accennato.
Fredda come il ghiaccio, May era una donna forte e inflessibile. Mi aveva vista crescere, addestrata personalmente. Lei e mia madre erano cresciute insieme. Avevo perso i contatti con lei per un anno, esattamente da quando mamma era morta. L'ultima volta che la vidi fu al funerale dei miei... fino a quando, tredici anni fa, si presentò alla porta di casa dei miei zii — dove vivevo — e mi abbracciò senza dire nulla. Non ho mai creduto che fosse lì solo per quello. In ogni caso, divenne la mia terza madre, dopo la mia vera madre e mia zia.
«Ricordati che mi devi un drink» disse May.
«Magari dopo la missione... se torniamo vivi» risposi, cercando di mantenere il tono leggero.
«Sempre pessimista» commentò Steve con una risatina.
«Io non sono pessimista, Capitano... sono realista. Dovresti provarci anche tu, ogni tanto.»
Fury ci interruppe con un tono più serio:
«Tornando a noi, signori e signore... non c'è alcuna missione. Volevo solo parlare con te, Alyson.»
«Oh... cosa succede?»
«Capitano, agente May... potreste lasciarci soli?»
May e Steve si scambiarono un'occhiata perplessa, ma annuirono ed uscirono dalla sala. Rimasi sola con Fury, che mi fissava, come cercando le parole giuste. Iniziai a sentirmi nervosa. Non avevo mai visto Nick Fury in difficoltà.
«Alyson, non ci sono parole semplici per spiegarti quello che sto per dirti» esordì.
«Okay... dillo e basta. Cercherò di capire.»
«Hai ventitré anni ormai. Sei abbastanza grande per conoscere la verità.»
«Di che stai parlando, Nick?»
«Alyson... i tuoi genitori non sono morti in missione.»
«Che stai dicendo? Lo sanno tutti com'è andata... hanno salvato quel bambino dai mercenari che volevano usarlo per degli esperimenti. Mentre uscivano dal palazzo, c'è stata un'esplosione. Il bambino si è salvato, loro no. È così che è andata... giusto? Fury? È andata così, vero?»
«No, Alyson...»
«Oh Dio...»
«Lo so, è molto da digerire. Se vuoi posso fermarmi. Possiamo parlarne più tardi, o—»
«Non ti ho mai detto di fermarti, Fury. Continua.»
«Il punto è che non sono mai arrivati sul posto. Ti hanno raccontato quella versione perché eri troppo piccola per capire. Avevi bisogno di una storia... di una spiegazione.»
Mi portai una mano alla fronte, cercando di controllare il respiro.
«Hai per caso un drink? Ne ho bisogno per reggere questa conversazione.»
Fury mi versò un po' di scotch e mi sedetti su una delle poltrone rosse della sala. L'unico tocco di colore in una stanza altrimenti grigia.
«Stai bene?» chiese.
«Sì, come no, Nick. Mi stai dicendo che i miei genitori non sono morti come ho sempre creduto. Sto alla grande» risposi, sorseggiando lo scotch.
«Credo che qualcuno li volesse morti, Alyson.»
«Allora chi? Chi li voleva morti? E perché proprio loro?! Dannazione, sto impazzendo!»
«Non lo so, Black...»
Mi passai una mano sul viso, sospirando.
«Okay... grazie, Nick. Apprezzo quello che stai facendo per me. Da qui in avanti me la caverò da sola. Ci sentiamo.»
Mi alzai e lasciai la sala. Fuori c'erano Steve e May ad aspettarmi. Quando mi videro uscire con quello sguardo sconvolto, Steve mi chiamò:
«Che è successo? Alyson?!»
Non risposi. Continuai a camminare, troppo immersa nei pensieri per formulare una frase coerente, figurarsi dare spiegazioni. Non capivo nemmeno io quello che provavo.
«Alyson...» mi chiamò May.
Mi voltai di scatto, cercando di trattenere le lacrime.
«Tu lo sapevi? Non è vero?»
«Te lo avrei detto...»
«Quindi lo sapevi. E non mi hai detto nulla?! Pensavo di potermi fidare di te, Melinda. Mi sbagliavo di grosso, a quanto pare.»
La guardai negli occhi mentre le lacrime finalmente iniziavano a scendere. Poi mi voltai, accelerai il passo e uscii dallo S.H.I.E.L.D. Salii sulla moto, non aspettai nemmeno Steve. Partii senza guardarmi indietro.
Non mi importava più di nulla.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
