Together

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Il silenzio della mia camera venne interrotto da un bussare leggero contro il legno della porta. Mi sollevai pigramente dal letto, ma prima ancora che potessi fare un passo, mia madre varcò la soglia. «Ehi piccola, ti andrebbe di andare a mangiare un gelato insieme?» mi chiese con un sorriso che cercava di apparire naturale. Alzai un sopracciglio, sorpresa. Mi aspettavo che mi incalzasse con mille domande sul siero, che pretendesse una decisione immediata, e invece mi proponeva un'uscita banale, quasi normale. «Andiamo, Alyson. Dobbiamo recuperare il tempo perso» mi incoraggiò, vedendo la mia esitazione. Annuii lentamente, lasciando che il calore di quel gesto mi convincesse. Lei mi sorrise di nuovo e uscì, lasciandomi il tempo di vestirmi.

Poco dopo la raggiunsi in auto. Il motore ronzava piano mentre uscivamo dal vialetto. «Allora, forse potremmo andare in quel bar in fondo alla strada» propose Sara mentre guidava, tenendo lo sguardo fisso sulla carreggiata. Mi limitai ad annuire, persa a guardare il paesaggio che scorreva fuori dal finestrino. «Sei di poche parole oggi» notò lei, lanciandomi un'occhiata fugace. Spostai le spalle in un gesto vago. «Sto decidendo cosa fare con il siero.» Il peso di quella scelta sembrava occupare ogni centimetro dei miei pensieri.

Arrivammo al bar e ci accomodammo a uno dei tavolini all'aperto, sotto il sole tiepido che cercava di diradare la tensione tra noi. «Parlami un po' di te» esordì Sara, cercando di spezzare il ghiaccio che sembrava essersi riformato tra un respiro e l'altro. «Non c'è molto da dire che tu non sappia già» risposi, giocherellando con il tovagliolo di carta. «Provaci.» La guardai e lasciai andare un lungo sospiro. «Dopo l'incidente sono entrata nell'accademia dello SHIELD. Ero una delle prime della classe, determinata a dimostrare il mio valore.» Un accenno di sorriso le illuminò il volto, un misto di orgoglio e malinconia. «Appena finita l'accademia, Fury mi ha fatto unire agli Avengers. Sembrava l'inizio di una nuova vita, ma un giorno tutto è cambiato. Fury mi ha convocata e mi ha rivelato che i miei genitori — quelli che ora so essere i miei zii — non erano morti in missione. Poi è apparso Elia. Si è presentato come lo zio incompreso, l'uomo che aveva fatto tutto per proteggere la famiglia. Ci ho creduto... e lui ha completato il mio addestramento, insegnandomi tattiche che allo SHIELD non avrebbero mai nemmeno menzionato» dissi tutto d'un fiato, sentendo ancora il sapore amaro di quei ricordi.

«Poi hai finto la tua morte perché tuo zio era morto e volevi scoprire la verità. Ci sei riuscita, allora» continuò lei, completando il quadro. «Sì, ci sono riuscita...» mormorai, poi presi coraggio. «Posso chiederti una cosa?» «Fa' pure, oggi sono a tua completa disposizione» rispose, lo sguardo dolce e attento. «Perché non mi sei mai venuta a cercare?» Il sorriso le morì sulle labbra all'istante. Vidi l'ombra del dolore oscurarle gli occhi. «Credevo di non essere degna di te. Pensavo che mi odiassi talmente tanto da non voler nemmeno sentire il mio nome» confessò. Una lacrima solitaria iniziò a rigarle il volto pallido. Senza pensarci, allungai la mano e coprii la sua. «Non è vero che non ti volevo conoscere. Da quando ho saputo che eri viva, ho sempre desiderato cercarti. Ma... non ero pronta a scoprire cosa mi sarebbe capitato dopo» ammisi a voce bassa. «La mia bambina...» sussurrò lei, prima di tirarmi a sé in un abbraccio stretto, quasi disperato. Quando si staccò, si asciugò velocemente le guance, cercando di ricomporsi.

«Alyson!» Una voce familiare mi fece voltare di scatto. Era lui. Il cuore mi saltò in gola. «L'ho chiamato io» disse mia madre con una nota di fierezza nella voce. «Credo che ora tu sia pronta.» La ringraziai con un solo sguardo e corsi verso Bucky. Mi gettai tra le sue braccia e lui mi strinse a sé, baciandomi con un'urgenza che mi tolse il fiato. «Come stai?» mi domandò, tenendomi il viso tra le mani come se avesse paura di vedermi svanire. «Bene. Tu?» «Ora sto bene» rispose, regalandomi un sorriso raro e sincero. Un colpo di tosse sommesso ci interruppe. Mia madre si stava schiarendo la gola dietro di noi. «Non vorrei rovinare questo momento romantico, ma credo che mi dovresti presentare» disse con un pizzico di ironia. «Oh, certo. Bucky, lei è mia madre, Sara Hunt. Sara, lui è il sergente James Buchanan Barnes.» «Piacere di conoscerla, signora» disse Bucky, tornando alla sua compostezza formale e stringendole la mano. «Chiamami Sara. Ho sentito molto parlare di te, Sergente Barnes.» «Solo belle cose, spero.» «Sì, tranquillo» rispose lei, facendogli un occhiolino complice. «Ora vi lascio un po' da soli. Ci vediamo a casa, Alyson.» «A dopo.»

Restammo a guardarla finché non sparì dalla nostra vista. «Andiamo in un posto tranquillo?» propose Bucky, riprendendo la mia mano. «Sì, ho un sacco di cose da raccontarti.» Iniziammo a camminare e io mi strinsi al suo braccio, quasi temendo che potesse scappare di nuovo. «Allora... ne è passato di tempo» esordì lui dopo un po'. «Troppo» affermai con convinzione. All'improvviso Bucky si fermò, sciogliendo la presa. Mi guardò dritto negli occhi, serio. «Sai che i miei sentimenti per te non sono mai svaniti. Ma ho bisogno di sapere con certezza se tu sei pronta, Alyson...» Presi un respiro profondo. Le parole premevano per uscire. «In questi anni non ho fatto altro che pensare a te, a ciò che saremmo potuti diventare. Ho riflettuto su cosa volevo davvero e ora lo so. Io voglio te. Bucky, io ti amo.» Pronunciare quelle parole mi fece esplodere il cuore nel petto. Per quanto avessi provato a convincermi che sarei stata meglio da sola, la verità era un'altra: mi sentivo completa solo al suo fianco. Lui mi afferrò per i fianchi, attirandomi a sé, e mi baciò di nuovo, una mano intrecciata tra i miei capelli. «Ti amo» replicò contro le mie labbra. Poi, con un sorriso sghembo, aggiunse: «Credo mi servirebbe un posto dove dormire stanotte.» «Potremmo andare in un albergo o affittare una camera» proposi io, già entusiasta all'idea. «Perfetto.» «Davvero?» «Tu sei perfetta.» Sentii le guance andare in fiamme, ma non smisi di sorridere.

≿━━━━༺❀༻━━━━≾

Angels could be bad // Bucky BarnesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora