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La serata che sembrava fantastica fu interrotta da una chiamata di Hill, che mi disse di andare allo SHIELD più velocemente che potevo.
«Alyson, scusami, devo correre a lavoro, hanno bisogno di me... credimi, è stato tutto fantastico e ti ringrazio davvero» dissi a Jason, sentendomi in colpa.
«Stai tranquilla, ti accompagno io?» rispose lui.
«No, prenderò un taxi» risposi velocemente.
«Okay, allora usa la mia auto» mi disse, porgendomi le chiavi della sua Audi R8. Lo abbracciai e, poco dopo, gli diedi un bacio sulla guancia.
«Alyson! Chiamami appena arrivi!» mi disse, mentre io correvo verso l'ascensore.
Lo salutai e, dopo essere scesa, trovai la sua auto. Mi misi alla guida e iniziai a partire per arrivare allo SHIELD. Appena uscita dall'edificio, Maria mi venne incontro.
«Auto nuova?» mi chiese con un sorriso.
«No, me l'ha prestata un amico» risposi, cercando di non sembrare troppo agitata.
«Dopo mi racconti» disse lei, ma non ebbi il tempo di rispondere. Senza nemmeno accorgermene, ci ritrovammo nell'ufficio di Fury, che mi lanciò un'occhiata severa.
«Alyson, cosa stai facendo?» iniziò a blaterare. Non mi importava molto di quello che stava dicendo, la sua voce sembrava distante chilometri, mentre i miei pensieri erano tutti a Jason.
Una frase però mi riportò bruscamente alla realtà: «Tuo padre sarebbe deluso».
«Come scusa?» risposi, in preda alla confusione.
Fury alzò la voce: «Hai sentito bene, ragazzina! Non mi stai nemmeno ascoltando! Pensi che non me ne sia accorto? I tuoi genitori non erano affatto così, non so da chi tu abbia preso!»
Sapevo dove voleva andare a parare. Il mio carattere era identico a quello di mio zio, Elia Clarke, «la pecora nera della famiglia», come diceva sempre mia madre. Era un agente dello SHIELD, ma anche il miglior traditore che avessero mai avuto. Non sapevo molto su di lui, solo che mia madre lo odiava.
«Non sono Elia!» risposi, cercando di rimanere calma.
Fury mi guardò con occhi duri: «Lui iniziò proprio così».
«Come puoi minimamente pensare una cosa simile?» gridai, ormai infuriata.
«Sai che non mi fido di nessuno» replicò lui.
«Allora dovresti imparare!» gli gridai contro, prima di uscire dall'ufficio, lasciandolo a bocca aperta.
La mattina dopo, ero nel mio letto, senza aver chiuso occhio tutta la notte. Ero turbata, e quando suonò l'allarme, mi fece saltare in piedi.
«Mi dite che diavolo è questo baccano?» sbottai, appena uscita dalla stanza.
«Hey, piccola grande spia, buongiorno!» mi salutò Thor.
«Ciao, che succede?» risposi, cercando di rimanere calma.
«Non lo so, ma credo che centri Loki» rispose Thor, mentre Coulson aggiunse: «No tranquilli, di lui non abbiamo notizie».
«Il buongiorno si vede dal mattino» dissi, cercando di sdrammatizzare.
«Buongiorno, Agente Black» disse Coulson con un sorriso.
«Se così si può chiamare» mormorai tra me e me, stanca.
«Dormito male?» mi chiese Thor.
«Non ho dormito, è diverso» risposi, poco convinta.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
