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-A L Y S O N' S
P O V-
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La musica si abbassò per un istante quando un uomo distinto, elegante, dai capelli brizzolati e lo sguardo predatore, si avvicinò a me e a Bucky.
«Le va di bere qualcosa, signorina?» chiese Joel, con un accento leggero e una voce vellutata ma insidiosa.
Sorrisi con grazia. «Con piacere.»
Mi staccai dal braccio di Bucky, sentendo i suoi occhi addosso mentre seguivo Joel tra la folla.
«Quindi, cosa ci fa una ragazza come lei qui?» domandò Joel, accarezzandosi il polsino della giacca.
«Beh, perché non partecipare alla festa più attesa dell'anno e avere l'occasione di incontrare uno degli uomini più desiderati?» replicai con un sorriso seducente.
«"Più desiderato", eh?» commentò Bucky attraverso l'auricolare, la voce intrisa di ironia.
Abbassai lo sguardo per nascondere un sorriso.
Joel mi prese per la vita e mi trascinò in un valzer lento. «Sai ballare molto bene.»
«Grazie... le va di bere qualcosa?»
«Con piacere.»
Lasciammo la pista e ci dirigemmo al buffet. Joel riempì due calici di champagne. Le sue dita toccarono con leggerezza il vetro prima di sollevarlo alle labbra. Bevve un sorso, lasciando impronte perfette. Poi posò il bicchiere sul tavolo.
In un attimo Bucky apparve alle mie spalle, con un movimento fluido afferrò il calice e lo fece scivolare nel taschino interno della giacca. Io, nel frattempo, chiesi a Joel dove fosse il bagno e mi allontanai con un sorriso civettuolo, sentendo ancora il suo sguardo bruciare sulla mia schiena.
Raggiunsi Bucky in un corridoio appartato, vicino alle porte del bagno.
«Ti sei divertita?» mi chiese sottovoce, piegando un sopracciglio.
«Geloso?» ribattei, incrociando le braccia.
«Di chi? Di te? No.»
Risi piano, scuotendo la testa.
Sussurrai ad Elia di spegnere le telecamere di sorveglianza. Un clic nell'auricolare confermò che ci aveva ascoltati. Io e Bucky ci muovemmo rapidi lungo i corridoi fino all'ufficio di Joel. Quando la mia mano stava già sulla maniglia, due guardie comparvero all'improvviso.
«Cazzo!» sibilò Bucky. «Assecondami.»
«A fare che cosa?»
Non ebbi tempo di chiedere altro: mi afferrò per i fianchi e mi spinse contro il muro. Le sue labbra piombarono sulle mie. Rimasi rigida un secondo, poi capii il suo piano: le guardie ci avrebbero presi per due amanti clandestini. Così, nonostante la rabbia, iniziai ad assecondarlo. Le guardie si fermarono, imbarazzate, e passarono oltre scuotendo la testa.
Quando la strada fu libera, ci staccammo di colpo. Entrambi senza fiato.
«Non ti montare la testa» disse Bucky, riprendendo subito il controllo e infilando il bicchiere con l'impronta nello scanner.
«Che ti fa credere che io mi stia montando la testa?» replicai gelida.
«Preciso, tutto qui.»
«Come no.»
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
