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-Tre anni dopo-
L'HYDRA era caduta, ma si sa: se tagli una testa, ne spuntano altre due. Avevo trovato un posto dove stare, non il migliore, ma era qualcosa. Dopo due anni a Parigi, avevo deciso di trasferirmi a Vienna, in un piccolo appartamento. Lì alcune persone cercavano di difendere i diritti dei "mutanti". Quell'anno era stato burrascoso: gli inumani non riuscivano più a convivere pacificamente con gli umani e la ribellione cresceva, finendo spesso in sangue e morte. Chi riusciva a nascondersi scompariva senza lasciare tracce... non era più un mio problema. Avevo chiuso con la vita da spia e imparato a pensare a me stessa.
Gli Avengers si erano divisi: alcuni avevano firmato gli Accordi di Sokovia, altri erano in fuga come Clint, Wanda, Natasha, Steve, Sam e Bucky. Gli altri vivevano la loro vita. Di Bucky non avevo notizie, e lui non sapeva dove fossi io.
Scendendo per fare la spesa, dato che il frigorifero era vuoto, trovai una signora vicino alla mia porta.
«Signora, posso aiutarla?» chiesi.
«Se ti chiami y/n Black, allora credo proprio di sì» disse, togliendosi gli occhiali da sole.
«Chi sarebbe?» domandai.
«Andiamo, y/n... so che sei tu. Riconoscerei quello sguardo tra migliaia di persone» sospirò.
«Divertente! Ora vado dentro casa, buonasera signora» dissi, cercando di ignorarla.
Ma lei mi bloccò all'apertura della porta.
«Voglio parlarti, y/n» disse con voce ferma.
«Non so chi sia questa y/n» affermai, cercando di mantenere la calma.
«Fammi entrare» insistette.
«Chi sei?» chiesi, più diffidente che mai.
«La verità» concluse.
«Poetico davvero» sdrammatizzai, cercando di prendere tempo.
«Hai il sarcasmo di tuo padre, Elia» aggiunse, pronunciando quel nome come un colpo.
Sentirlo dopo un anno intero era come risvegliarsi da un sogno che avevo cercato di dimenticare.
«Ci sono problemi?» urlò il vicino del piano superiore.
Sbuffai e rivolsi uno sguardo alla donna.
«No, tranquillo... torna dentro!» lo rassicurai, tornando a guardare lei.
«Tu cosa sai di lui?» chiesi, cercando risposte.
Mi fece cenno con gli occhi: se volevo spiegazioni, avrei dovuto farla entrare. Così feci. Iniziò a esaminare il mio appartamento come se fosse un campo minato.
«Tranquilla, non c'è niente qui che ti possa fare del male. Ho chiuso ormai» ammisi, tentando di sembrare rilassata.
«Bel posticino... credevo avresti scelto qualcosa di più raffinato, ma non è così a quanto pare» disse, lanciandomi uno sguardo misuratore.
«Non pensare di sapere chi sono» replicai.
«Io so chi sei... sei tu che non lo sai» rispose con tono calmo e sicuro.
«Non mi hai detto il tuo nome ancora» osservai, cercando di saperne di più.
«Sara Hunt... sono tua madre, y/n» disse, senza esitazioni.
«Cosa?» La voce mi si spezzò. Era lei... mia madre.
«So che ora non vuoi ascoltarmi, ma devo spiegarti» continuò.
«Cosa c'è da spiegare? Mi hai abbandonata!» urlai, incapace di trattenere la rabbia.
«Sei mia figlia, y/n. Non ti ho mai abbandonata veramente. Fury o May ti hanno tenuta al sicuro... perché gliel'ho chiesto io» disse, con tono dolce ma deciso.
«Basta ripetermi che non mi avete abbandonata! Puoi anche tornare da dove sei venuta. Anzi... fallo! Non è un consiglio, devi farlo!» sbottai.
«Io ti voglio bene» disse, quasi sussurrando.
«No... non è vero! Volevo una mamma che mi volesse bene, che mi portasse al parco o a mangiare il gelato... una mamma che ci tenesse a me! Non voglio altro che la tua presenza» piansi, sentendo la rabbia e il dolore salire.
«Ora sono qui» disse con calma.
«Troppo tardi. E poi posso scommettere che questa non è una visita di cortesia» replicai, asciugandomi le lacrime.
«Gli inumani sono in pericolo, y/n...» disse, con voce ferma.
«Non venire da me. Vai dallo SHIELD, sono ancora tuoi amici, no? Bugiardi e manipolatori» tagliai corto.
«Se ti dicessi che Wanda è in pericolo...» provò a dirmi, con tono urgente.
«Smettila di ricattarmi» lo interruppi, la voce tremante ma ferma.
«So che ci tieni a lei... è come una sorella per te» disse, con la sicurezza di chi sa troppo su di me, ogni mio spostamento, ogni persona con cui parlo.
«Lei è al sicuro» affermai.
«Non credo» replicò, con un filo di insistenza.
«Adesso basta! Esci da casa mia!» urlai, indicando la porta.
«Se cambierai idea...» poggiò un foglietto sul tavolo con un indirizzo scritto a mano. «Sai dove trovarmi, bambina mia» disse, prima di uscire e chiudere la porta alle sue spalle.
Rimasi ferma, sovrastata dalle emozioni, il cuore in tumulto. E poi... Wanda in pericolo. Non potevo ignorarlo. Sentii la responsabilità gravare su di me, o forse era solo senso di colpa per averla lasciata quando ancora aveva bisogno di me.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
FanfictionAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
