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-B U C K Y'S
P O V-
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«Non ho detto che mi hai fatto male, lo rifarei cento volte» mormorò Alyson, mentre io continuavo a lasciare una scia di baci lenti lungo il suo corpo, assaporando ogni centimetro della sua pelle.
«Ma le mie gambe non reggerebbero un altro round» continuò con un sospiro, scivolando via da sotto di me.
Iniziai a ridere sommessamente. Lei provò ad alzarsi dal letto, ma le ginocchia le cedettero quasi subito, facendola barcollare.
«Oh, wow! E dove credi di andare in queste condizioni?» scherzai, guardandola con un ghigno divertito.
«Di certo non torno da te, Barnes!» esclamò lei, cercando di mantenere un tono serio.
Finsi un broncio offeso, poi l'afferrai per la vita e la tirai di nuovo verso di me, facendola cadere sul materasso e tempestandola di solletico finché non iniziò a implorare pietà tra le risate.
Quando il fiato tornò regolare, mi feci più serio. La guardai dritta negli occhi.
«Vuoi parlare di prima?» le proposi, accarezzandole distrattamente una spalla.
«Quale parte? Quella dove mi hai legata o quella dove sei entrato dentro di me senza preavviso?» fece la vaga, cercando di sviare il discorso, ma sapevo benissimo che aveva capito a cosa mi stessi riferendo.
«Riguardo al tuo attacco di panico... ti era già successo prima?»
A quella domanda, il suo sguardo si oscurò per un istante. Si allontanò da me e iniziò a rivestirsi in silenzio; io feci lo stesso, osservando ogni suo movimento.
«A volte...» rispose dopo un lungo silenzio, la voce ridotta a un sussurro.
Mi avvicinai a lei, circondandole il viso con le mani. Le accarezzai la guancia con il pollice, costringendola a guardarmi, poi la baciai dolcemente. Le sue labbra erano soffici e il suo profumo mi stordiva come la prima volta.
«Quando accadrà di nuovo — e spero con tutto me stesso che non succeda mai più — ricordati che io sarò sempre con te. Non dovrai affrontarlo da sola.»
Lei ricambiò il bacio, un contatto che sapeva di promessa, poi ci dirigemmo di sotto per fare colazione.
Appena arrivati in cucina, Alyson prese il telefono dal bancone e si passò freneticamente una mano tra i capelli.
«Merda! Merda!» esclamò, fissando lo schermo.
La guardai confuso, con la tazza del caffè a mezz'aria. «Che succede?»
«Natasha e Wanda mi hanno chiamata trenta volte! Trenta!» sbraitò, quasi nel panico. «Dovevo fare colazione con loro stamattina, ma per colpa tua...» disse puntandomi contro il cucchiaio sporco di cereali, «...non ci sono andata!»
Non uscii a trattenermi e scoppiai a ridere. Era una situazione decisamente imbarazzante, ma vederla così agitata era adorabile.
«E ora cosa dico loro? "Scusate ragazze, ma io e il mio ragazzo stavamo facendo sesso e abbiamo perso la cognizione del tempo"?!» ironizzò, enfatizzando l'ultima parte con un gesto teatrale della mano.
«Sì, esattamente!» risposi con estrema calma, godendomi la scena.
«No, Bucky!» esclamò lei con la bocca piena, cercando di sembrare autoritaria senza riuscirci.
Era bellissima in quei momenti. Così maldestra, senza la sua solita corazza da spia o da soldato. In quei frammenti di vita domestica, era semplicemente lei: la mia Alyson.
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Angels could be bad // Bucky Barnes
Fiksi PenggemarAlyson Black agente dello S.H.I.E.L.D e Avengers, dopo aver cercato la verità che tutti le nascondevano e aver commesso errori decide di allontanarsi da chi ama per capire chi è veramente. "Sono il cattivo nella tua storia?"-Alyson (oc) [completata]
