CAPITOLO 2

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- uff.. un'altra cazzo di giornata.

Si alzò svogliato e andò in cucina per farsi un caffè. Si vestì di tutto punto e chiamò Yoongi che lo aspettò all'uscita del suo palazzo. Sì accomodò sul sedile posteriore e consultò il suo iPad per vedere gli aggiornamenti dei suoi appuntamenti. Una voce sull'agenda solleticò la sua curiosità, il sabato seguente, che coincideva con l'inizio della primavera, ci sarebbe stata una festa organizzata dalla sua azienda per una raccolta fondi. Avrebbe coinciso anche con il saluto alla signora Lee e quindi il lunedì seguente avrebbe avuto un'altra assistente. Nel suo profondo, non si spiegava il perché, sentiva che ci sarebbero stati dei cambiamenti nella sua vita ma ancora non sapeva cosa aspettarsi di preciso. Nel frattempo Yoongi, salito in macchina, avviò il motore e partirono.

- buongiorno Min, dormito bene?
- sì grazie, e tu?
- insomma, avrei voluto riposare meglio.
- allora potevi portare a casa la signorina Kang.

Rispose Min con un sorriso malizioso e un pizzico di provocazione.

- no..., non è di lei che ho bisogno, a dire la verità non so di cosa ho voglia al momento.
- è normale avere un po' di confusione in testa in questo periodo, stanno cambiando un po' di cose.
- sì, sarà per questo. Grazie Yoongi a più tardi.
- a più tardi Park.

Prese l'ascensore che lo portò al suo piano e si recò in ufficio, era molto ampio e ben arredato. C'era un'enorme scrivania che dava le spalle ad ampie vetrate affacciate sullo skyline di Seoul e un mobile bar ben rifornito per i vari clienti che andavano da Jimin per siglare cospicui contratti. La signora Lee lo seguì a ruota per discutere di eventuali cambiamenti nell'agenda.

- ho visto che il prossimo sabato ci sarà la festa per la raccolta fondi a favore dell'ospedale.
- sì Jimin, saranno presenti le persone più influenti di Seoul con i migliori portafogli!
- sarà anche la tua serata d'addio.
- oh no... Ho chiesto espressamente a tuo padre di risparmiarmi i festeggiamenti, non ho voglia di fare festa ho bisogno soltanto di tranquillità.
- ma... A me dispiace non poter festeggiare la tua pensione, c'è niente che posso fare o che desideri? Dimmi quello che vuoi lo farò.
- mmh! Davvero Jimin? In effetti una cosa c'è.
- dimmi... Qualsiasi cosa.
- c'è mia nipote che sta cercando lavoro, è brava, sveglia, il lavoro non la stanca ed è onesta, come me. Vorrei che le facessi almeno un colloquio per vedere se può essere all'altezza del posto.
- non ce n'è bisogno, se tu dici che ha tutte queste qualità, domani mattina può venire in ufficio e tu potrai farle firmare il contratto.
- davvero? Oh grazie tesoro, ero preoccupata, sai il fatto che lei sia gay non è mai stato sorvolato da nessuno. Appena venivano a saperlo la scartavano come se questo la rendesse meno capace nel lavoro.
- è un'assurdità e se tu dici che è così brava io mi fido ciecamente.
- bene allora domani la faccio venire così per il resto della settimana potrà vedere come dovrà lavorare.
- bene... C'è altro?
- no. I preparativi per la festa li sto curando io e da domani mi aiuterà Soo-Yun, così si chiama mia nipote.
- perfetto.
- grazie tesoro.
- no, grazie a te signora Lee mi mancherai lo sai e non smetterò di ripeterlo.

La signora Lee guardò Jimin con infinita dolcezza era il suo bambino, lo aveva visto crescere ed era orgogliosa ogni giorno di più nel vederlo diventare un uomo così buono e retto. Si girò e andò verso la porta ma prima di uscire fece un sorriso ricambiato con tacita ammirazione da parte del signor Park.
La giornata trascorse tranquillamente e arrivata sera, come al solito, Jimin chiamò Yoongi per preparare l'auto per il rientro a casa e prese l'ascensore che lo portò giù ai garage. Stavolta non c'era la provocante signorina Kang ad aspettarlo e si sentì sollevato per questo ma c'era comunque una sorpresa ad attenderlo.
Si era seduto comodamente sul suo sedile posteriore, rilassato come se fosse già a casa tranquillo e Yoongi aveva messo in moto pronto per partire, fece qualche metro in avanti prima di vedere una figura, agile come un gatto, che saltava sopra il cofano dell'auto. Prontamente fermò l'auto e vide la sagoma di un ragazzo, con il viso coperto in parte dal frontino del berretto che indossava, che si rialzava da terra. Scese immediatamente e vide vicino alla gomma dell'auto uno skateboard. Jimin dal canto suo aveva sentito il tonfo ma aspettò il via libera di Yoongi prima di scendere dall'auto. Min girò intorno all'auto e andò verso il ragazzo. Jimin, quando vide la situazione che era tranquilla, scese anche lui e si avvicinò per capire cos'era successo.

- hey amico sei impazzito? Potevi uccidermi.
- impazzito io, che cazzo ci fai qui non hai l'autorizzazione per essere qui e di certo non puoi farci skate.
- volevo vedere il posto, domani devo venirci a lavorare qui quindi anch'io ho l'autorizzazione."
- io non credo che tu sia stato assunto qui sei troppo giovane.
- e invece sì. Devo lavorare per uno dei damerini dei piani alti quindi credo che ci vedremo presto. Ciao amico.
- io non sono tuo amico. Hey aspetta...

Yoongi prese il ragazzo per un braccio strattonandolo, voleva le sue generalità per poter controllare se diceva la verità, ma questo brusco movimento gli fece cadere il berretto. Sotto si rivelò una bellissima chioma nera medio lunga ravvivata da una ciocca rosa. Lui in realtà era una lei. Yoongi ne rimase colpito almeno quanto Jimin che prese subito la parola.

- ma... Ma tu sei una ragazza.
- certo, perché sei tanto sorpreso? Anche le ragazze fanno skate.
- sì ma sembravi un ragazzo... Chi sei per avere l'autorizzazione ad essere qui?
- sono Lee Soo-Yun e tu per caso sei il damerino?
- credo proprio di sì.
- oh bene, allora ci vediamo domani. Ti saluto.

La ragazza approfittando della sorpresa dei due prese lo skateboard e si allontanò in fretta.. Jimin e Yoongi si guardarono sgomenti e risalirono in auto.

- quindi quella è la nipote della signora Lee.
- sembra di sì, domani mattina me la ritroverò in ufficio.
- oh bene, ne vedremo delle belle. Credo che la signorina Kang non ne sappia niente.
- perché dici?
- è troppo carina non l'avrebbe mai assunta.
- già hai ragione.

Ci siamo messi a ridere di gusto, in fondo, sappiamo benissimo come la pensa la signorina Kang.

Pov Jimin

Yoongi mi portò a casa come al solito. Una volta nell'appartamento, prima di fare la doccia, mi sono versato un bicchiere di whisky e l'ho sorseggiato guardando Seoul dalle finestre. Domani sarà davvero una giornata interessante con la signorina Kang sul sentiero di guerra. Mentre lo pensavo mi uscì, ancora una volta, un sorrisetto divertito sulle labbra.

Il mattino seguente mi alzai e andai in cucina per bere il mio consueto caffè. Subito mi venne alla mente Lee Soo-Yun e la signora Lee, dovevo sbrigarmi. In auto con Yoongi mi sfuggì una risatina, era più forte di me non riuscivo a smettere.

- che hai da ridere?
- la signorina Kang.
- oh è vero, oggi ci sarà lo scontro. Scherzi a parte credi davvero che la prenderà male?
- sì, anche perché lei non sa che Soo-Yun è gay.
- cavolo mi spiace perdermi la scena!
- ti racconterò tutto.

Prima di scendere dall'auto, per salutare Yoongi, Jimin gli fece l'occhiolino. Un gesto leggero, senza alcun significato per Jimin, solo un saluto, ma per Min quei gesti iniziavano ad avere una certa importanza. Min gli sorrise in risposta ed avviò l'auto al parcheggio mentre Jimin salì in ufficio.
Più si avvicinava e più sentiva delle voci, abbastanza sostenute nel volume, che attiravano la sua attenzione. Fece un sorrisetto beffardo, quando si rese conto di chi erano queste voci ma non credeva che il tutto sarebbe successo di prima mattina. Quando fu abbastanza vicino per sentire bene e vedere, sì appostò per godersi lo spettacolo. Era davvero stronzo se voleva. C'erano la signorina Kang e Soo-Yun che avevano il loro primo e forse ultimo scontro. Ma mentre la prima parlava a voce alta per far capire chi, secondo lei, comandasse, la seconda rispondeva in tutta calma accentuandone ancora di più l'arrabbiatura.

- LEI NON PUÒ STARE QUI. NON È UNA DIPENDENTE.
- mamma mia quanto urla. Vede è questo il punto, io "sono" una dipendente e quella è la mia scrivania.
- SONO IO LA RESPONSABILE DELLE ASSUNZIONI, SONO IO LA RESPONSABILE DELLE RISORSE UMANE E LEI NON È STATA ASSUNTA DA ME. NON HO NEMMENO VISTO IL SUO CURRICULUM.
- certo che no, non poteva vederlo dal momento che sono stata assunta direttamente dal signor Park e questo mia cara significa che lei, su di me, non ha alcun potere. Se vuole scusarmi ho un lavoro da fare.

La signorina Kang rimase stupita nell'apprendere questo particolare. Non ne trovava spiegazione ma alla luce dei fatti non poteva dire niente se Park Jimin l'aveva assunta per suo conto. Ma allora lei che ci stava a fare lì. Perché l'aveva assunta per un lavoro che all'occorrenza poteva essere by-passato. No, alla signorina Kang non sarebbe andata giù così facilmente anche se si trattava di Park.
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SOO-YUN CHE PEPERINO. SE VI STA PIACENDO LASCIATEMI QUALCHE COMMENTO È IL MIO PRIMO BL.
AL PROSSIMO CAPITOLO E MI RACCOMANDO LASCIATEMI TANTE STELLINE.. GRAZIE PER LEGGERMI 💜🌟😘

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