Capitolo 17

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Christian pensa di poter arrivare da qualche parte. Forse.

Per il resto della settimana, Mattia dà ripetizioni a Christian in modo collaborativo e benefico.

E Christian non sa davvero cosa si aspettasse che succedesse in quella settimana, dopo aver fatto quella specie di pace, ma non era... questo.

Non è che si fosse immaginato, per dire, Mattia che gli apre la porta sprizzando gioia da tutti i pori al suo arrivo per poi ridere a tutte le battute di Christian e rivelare tutti i suoi segreti tanto saldamente custoditi e piangere con lui per il non sentirsi accettato e scusarsi per tutti i suoi errori precedenti. No, Christian non l'ha assolutamente immaginato in quel modo, no. Perché sarebbe soltanto strano ed irritante e davvero troppo, specialmente considerando il fatto che non sono ancora nemmeno amici.

Comunque, però.

Mattia avrebbe perlomeno potuto iniziare a.. sorridere, o qualcosa di quel genere.

E certo, sì, sono passati soltanto alcuni giorni, ma sul serio, Luigi ha detto a Christian di mantenere la pazienza e cazzo, sì, avrà decisamente bisogno di pazienza perché Mattia è stratificato, stratificato, stratificato da problemi e muri e fredda stanchezza. E Christian non è nemmeno sicuro di aver iniziato a eroderne anche solo un po' le estremità.

Così, inutile a dirsi, il primo giorno dopo che Christian si è scusato e Mattia l'ha davvero accettato, è stato un po' una delusione.

Christian aveva lasciato il suo appartamento in anticipo (non nella speranza di legare con lui o altro, no) e stava giusto girando l'angolo dell'edificio di Mattia, pronto a lanciarsi per i grandi scalini che portavano alle sue splendide stanze poste sopra i giardini assolati, quando si è bloccato sui suoi passi, il basso e musicale rimbombare della voce di Mattia nelle orecchie. Ne ha cercato l'origine, i suoi occhi scorrevano sugli studenti di passaggio vestiti di tutto punto, che tenevano alte le loro borse di Armani, i loro tacchi ticchettavano sull'antico vialetto, cercando di individuare un papillon oppure una massa di ricci acconciati.

Alla fine ha trovato il suo bersaglio. Splendente in avorio e oro, il suo papillon scintillava sotto il sole autunnale, i diamanti del suo orologio brillavano come lampeggianti, come al solito ridicoli e affascinanti allo stesso tempo. Parlava con una bellissima ragazza dai capelli corvini vestita di un lungo abito giallo pallido. Lui le faceva scorrere il dito sotto il mento ridacchiante.

Le stava sorridendo -con quel sorriso che fa tremare Christian, con la sua vacuità e gli angoli malignamente stretti- e le bisbigliava all'orecchio, cosa che le faceva emettere altre piccole ed incessanti risatine mentre lo fissava in adorazione. Il sorriso di Mattia cresceva ad ogni risata sommessa, e Christian ricorda distintamente di averlo trovato nient'altro che sinistro.

E, in qualche modo, incredibilmente deprimente e triste.

Ma anche fastidioso.

Dopo alcune strette al braccio e diverse civettuole amenità espresse con tanti denti e fossette, Mattia ha congedato finalmente la ragazza, schiaffeggiandole il sedere mentre lei ridacchiava e se ne andava.

Che è esattamente quando Christian ha marciato verso di lui.

Mentre Mattia si girava verso di lui, i residui della sua apatia e il sorriso divertito sono sfumati, i suoi occhi sono connessi a quelli di Christian. La fasulla cordialità che aveva in precedenza preso in ostaggio il suo volto repentinamente rimpiazzata da qualcosa di più.. tranquillo, più attento, e.. trepidante? Non era sorridente, no, ma nemmeno falso, così Christian l'ha pensato come ad un buon inizio per le loro ripetizioni.

"Christian Stefanelli," l'ha salutato Mattia, ma la sua voce era spinta, e a Christian sarebbe davvero piaciuto pensare che non fosse stata satura di qualcosa riconducibile alla delusione, ma beh. Lo era.

Young & Beautiful - Zenzonelli's versionDove le storie prendono vita. Scoprilo ora