Capitolo 8

565 32 11
                                        

Christian si sveglia la mattina dopo con la testa sul punto di prendere spontaneamente fuoco.

"Oh Dio," espira, cercando alla cieca la bottiglietta d'acqua sul comodino. Ma cazzo, non c'è -e dov'è esattamente Guido? Non dovrebbe controllarlo e portargli le cose necessarie?

Quando Christian ha fatto finalmente il suo barcollante ingresso dalla porta la notte prima, il ragazzo non si vedeva da nessuna parte, soltanto gli avanzi di un qualche stufato nel lavandino a testimoniare che fosse stato lì dopo l'ultima volta che Christian l'aveva visto.

Non lo irrita o altro. Non è che mentalmente mentre tornava avesse pianificato la sua intervista riguardo la festa e Mattia Zenzola o altro. Si è davvero goduto la pace che porta la solitudine. Se Guido fosse stato lì, probabilmente sarebbe finito per suonare quel maledetto pianoforte o chissà cosa.

Ma adesso Christian è sveglio (solo nel senso più magnanimo della parola) e si sta debolmente allungando nell'aria, il cuscino sopra al volto mentre soffre in silenzio per la propria esistenza.

"Guido," dice flebilmente, la voce arrochita dal sonno e dalla disidratazione.

Lo champagne è malvagio. È bello, è divertente e ti ama. Ed è malvagio.

"Guido," tenta di nuovo, ma la sua porta è chiusa e sa che Guido non sia affettuoso abbastanza da ascoltare le sue deboli suppliche.

Fortunatamente, questo è il ventunesimo secolo.

Sentendosi come se fosse appena emerso dalla morsa del diavolo, Christian cerca il suo cellulare, trova il nome di Guido e lo clicca con tutta la passione che può trovare nel suo pietoso caso di post sbornia .

Suona una vittoria.

"Chri!" Risponde vigorosamente Guido nel momento in cui accetta la telefonata. "Dove sei? Stavo giusto per mandare Rory a prenderci qualcosa da mangiare."

"Sembri davvero allegro per esserti svegliato così presto," gracchia Christian.

"È quasi mezzogiorno."

"Mezzogiorno è presto. Qualsiasi ora della giornata che coinvolge il sole è presto."

"Non posso dirmi in disaccordo con te su questo. Ciò nonostante, avevo lezione. Sono appena tornato in effetti."

Lezione.

È lunedì.

Cazzo.

CAZZO.

"Cazzo," ripete Christian, ed è un pigolio di disperazione. "Ho dormito tutto il tempo! Sarò sbattuto fuori da scuola di questo passo."

"Non fare il drammatico. Quindi cosa dici? Vuoi qualcosa in particolare? Salmone? Un panino? Lasagne?"

"Avrò bisogno di benzina. E un fiammifero. Prendi anche della polvere da sparo se riesci."

"..questo ha a che fare con Mattia?"

"No. Beh. Voglio dire, immagino che potrebbe. Ma no- Guido, penso di star morendo."

"Dove sei?"

"Nella mia stanza."

"Mi hai chiamato dalla tua stanza?"

"Sì."

"Sei lì adesso?"

"Sì."

C'è una pausa sull'altra linea, poi il suono di passi pesanti. La porta si spalanca, e c'è Guido con dei pantaloncini corti neri, una maglia a maniche lunghe color crema, e uno snapback, il cellulare premuto all'orecchio. Sembra stanco, ha delle ombre scure sotto agli occhi, ma la luminosità del suo sorriso scaccia via tutta l'oscurità.

Young & Beautiful - Zenzonelli's versionDove le storie prendono vita. Scoprilo ora