XV.

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":-COME PUÒ ESSERE POSSIBILE CHE NESSUNO DI LORO SIA ATATO CAPACE DI RECUPERARE UN BRANCO DI SEMIDEI?!!!-:

:-signore...-:

:-NON VOGLIO SCUSE!!! Era stato loro affidato un compito ben preciso, avrei dovuto ritener quei ragazzi di mia proprietà questa notte, e invece?!-:

:-signore, vi prego-:

:-NON TI PREGO NIENTE !...Ora va e fai rapporto: chiama a te tutti i mostri di questo regno se ti è possibile, ogni creatura che sia disposta a morire pur di portarmi quei ragazzi vivi qui, da me!!-:

:-ma non siete stanco, signore?-:

:-voi vi stanchereste mai di una vita libera e piena di ricchezze?-:

:-credo di...no, signore, mai-:

:-bene, allora fa il tuo dovere e non protestare-:"

Calypso si svegliò di soprassalto, spalancando gli occhi e ansimando. Non ricordava bene cosa fosse successo ma percepiva ancora il forte dolore e la testa che le pulsava ininterrottamente. Aveva sentito una voce, dopo la battaglia, una voce che l'aveva stordita così tanto da farla svenire e non farle capire cosa fosse successo.
E anche in quell'istante, si guardò intorno confusa e disorientata: era notte fonda e stava osservando quella che sembrava il soffitto di stoffa di una tenda da campeggio. Le conosceva bene, ci era stata un paio di volte in alcuni notti d'estate insieme a Leo durante un campeggio, e sapeva quanto potevano essere calde e allo stesso tempo fredde. La sua era ad una temperatura normale.

Provò a tirarsi su e sentì la testa girarle: all'improvviso vide due tende, e sentì le orecchie fischiarle.

:-oh, sei sveglia!-: la voce fin troppo acuta di qualcuno le arrivò alle orecchie troppo forte. Si voltò e vide, nella penombra, il volto sorridente di Will Solace. Il ragazzo si avvicinò prontamente a lei e le posò le mani sul volto per controllare che stesse bene. Erano fredde, ma lei non si lamentò.

:-ci hai fatto prendere un bello spavento!-: commentò sottovoce. Calypso, intorpidita com'era e con le idee parecchio confuse non comprese ciò che Will le stesse dicendo.

:-come?...-: chiese frastornata.

:-sei svenuta e...ti abbiamo portata qui-: spiegò il ragazzo mantenendo un tono di voce basso :-trovare un isola non è stato facile, l'ammetto, anzi...è stato impossibile...tieni, prendine un po'-: passò alla ragazza un po' di ambrosia disciolta in una coppetta di vetro; la ragazza la prese con mano tremante.

:-dove siamo ora?-: chiese bevendone un lungo sorso. Percepì subito un calore confortante invaderle il petto e riscaldarla, la testa smise di girarle, sentì la forza farsi viva in lei e riuscì a scrutare Will senza veder la sua figura tremolare.

:-siamo in Francia-: disse il ragazzo. A Calypso per poco non andò di traverso il nettare che stava bevendo. Francia?!? Come ci erano arrivati in Francia?? Ricordava ben poco dopo che era svenuta, ma era sicura si fosse trattato di poche ore e invece...

Will osservando il suo sguardo sconvolto ridacchiò. :-sei rimasta svenuta per due giorni-:

:-due giorni?!-:  chiese ancora più disorientata.

:-già; subito dopo abbiamo perseguito fino a quando non abbiamo trovato terra ferma: avevo bisogno di un posto dove fermarmi e controllarti e abbiamo trovato questo bosco a sud della Francia, anche se non sono cosa ti sia successo, io...non riesco ancora a capire-: Will scosse la testa :-hai urlato, sei svenuta, ma...perché?-: Calypso ingoiò il groppo che si era formato in gola: lei sapeva perché, sapeva perfettamente perché, quella voce macabra e oscura le risuonava ancora nelle orecchie, continua a martellante...

𝓘𝓵 𝓯𝓪𝓽𝓸 𝓭𝓮𝓲 𝓯𝓾𝓸𝓬𝓱𝓲 𝓲𝓶𝓶𝓸𝓻𝓽𝓪𝓵𝓲 𝓭𝓲 𝓞𝓵𝓲𝓶𝓹𝓪-𝓟𝓙Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora