:-NO, NO, NO!!!-: Percy si alzò di corsa urlando a squarcia gola. Non aveva più fiato nei polmoni per gridar altro, era stato svuotato da tutta l'energia che aveva nello stesso istante in cui Annabeth era andata via.
Si sentiva a pezzi, distrutto, voleva urlare, gridare, prendere a pugni qualcuno... Era come se ogni singolo pezzo del suo corpo fosse crollato e lui non fosse stato capace di riassemblare tutti pezzi. Si sentiva il fiato mancargli in gola, il suo petto si era aperto a metà e il suo cuore era distrutto.
Non era possibile. Non era possibile. Non poteva esserlo. Lui aveva promesso, aveva promesso di proteggerla, di salvarla, di starle accanto e invece...
"ti amo da morire e ti amerò sempre"
"qualunque cosa accada, qualunque cosa succeda"
"ci sarò Annie"
"andrà tutto bene" MA NIENTE ERA ANDATO BENE! Assolutamente nulla era andato bene in quella faccenda. L'ultima cosa che lei gli aveva detto era stata proprio quella, "andrà tutto bene" e ci aveva creduto con tutta sé stessa perché Percy aveva promesso che ci sarebbe stato, ma non era stato in grado di salvarla.
Ricordava ancora la sua espressione che si svuotava, il suo corpo che si afflosciava sul dorso della volpe e scappava via lontano da lui. Quella immagine era marchiata nella sua mente come un fuoco indelebile e una catena sul suo cuore. Si sentiva soffocare, non riusciva a respirare... Non era possibile.
Gli tornarono subito in mente i versi della profezia: "Catturata l'anima di uno di voi subito gli altri saranno i suoi". Annabeth era stata catturata e... No. No! Si rifiutava di pensarlo, lui l'avrebbe salvata, l'avrebbe stretta ancora tra le sue braccia, fu la promessa che fece per sé.
:-dobbiamo fare qualcosa!-: esordì il ragazzo voltandosi ad osservare gli altri. Erano tutti zuppi e bagnati, ma a lui non importava. Qualcuno lo guardava torvo, ma non gli importava. Aveva lo sguardo di Perseo addosso ma non gli importava, tutto ciò che per lui contava in quel momento era scomparso, e lui era più che deciso a ritrovarla.
:-Percy-: la voce bassa e sottile di Nico giunse distrattamente alle orecchie del ragazzo.
:-dobbiamo. Fare. Qualcosa-: ripetè scandendo bene le parole. Nico sospirò.
:-per prima cosa, credo che dovremmo rimetterci in sesto-: disse cauto :-c'è gente che è stata ferita-: quello fu peggio di una pugnalata.
:-no-: fece serio.
:-dovremmo aspettare che si rimetta in sesto-: proseguì ignorando Percy.
:-Annabeth é là fuori!-:
:-chiamare Chirone e fare un rapporto della missione e poi...-:
:-ANNABETH È LÀ FUORI!-: la voce del ragazzo fu decisamente più alta del normale, ma al ragazzo non importava: avrebbe squarciato il mondo a metà se fosse stato necessario pur di ritrovare Annabeth.
Sprigionava rabbia da tutti i pori: come poteva parlare di aspettare quando aveva preso Annabeth?! L'avevano presa e non sarebbe rimasto con le mani in mano.
:-voi non capite-: sussurrò.
:-Percy, ti prego-: iniziò Frank.
:-non capite!!-: strinse i pugni. Si sentiva così arrabbiato, così confuso e disorientato... :-maledizione!-: imprecò.
"andrà tutto bene" sentiva la voce nella sua testa come un martello pneumatico.
:-Percy, ascolta-: riprese Frank con calma :-so cosa stai passando, posso capirti e comprendo il tuo dolore ma...Nico ha ragione-: Percy chiuse gli occhi :-andare a cercare Annabeth in queste condizioni non ci servirà a nulla: non avremmo le forze per salvarla e finiremo con l'essere catturati anche noi-: il ragazzo scosse la testa.
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𝓘𝓵 𝓯𝓪𝓽𝓸 𝓭𝓮𝓲 𝓯𝓾𝓸𝓬𝓱𝓲 𝓲𝓶𝓶𝓸𝓻𝓽𝓪𝓵𝓲 𝓭𝓲 𝓞𝓵𝓲𝓶𝓹𝓪-𝓟𝓙
أدب الهواةLa vita e la morte sono governate da un equilibrio precario, separati da un filo indistruttibile ceduto nelle mani delle Parche. Quando viene tagliato, tutto ciò che ti è materia ti abbandona, l'amore ti abbandona, la vita ti abbandona. Ma se ad un...
