capitolo 18- pensieri

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"mi piaci perché quando ti penso sorrido, e mi fai bene."

POV CHIARA
Dopo aver parlato con Micciarella sto meglio, mi sento più libera.
Ora sono sdraiata sul divano, in una sala riservata a noi ragazze, ignorando i rumori in sottofondo.
Non posso fare altro che immaginare lui, la sua voce, la sua figura.
Chiudo gli occhi, riportando alla mente ogni suo piccolo dettaglio.
Ricordo del nostro bacio, le sue mani che mi toccano, i brividi che ha il mio corpo.
È come se rievocassi quelle sensazioni.
Quello stesso tremore e paura che si trasformano piano piano in piacere, passione, sentimento.
Il cuore mi inizia a battere forte, lo sento, dentro di me. Poggio una mano sul mio petto.
Tun tun; tun tun.
Non mi ero mai soffermata a sentire il battito del mio cuore, ma con Micciarella ci faccio sempre caso.
È come se fossi in un altro mondo.
Lui mi capisce, mi ha aiutato.
Non so cosa mi stia succedendo, cosa questo ragazzo vuole da me.
Io voglio passarci del tempo insieme, solo questo.
Voglio conoscerlo e assaporare nuovamente le sue labbra.
Voglio, ansi, vorrei che lui provasse qualcosa per me.
Sono abituata alle relazione delle favole, con le principesse ed i principi.
Micciarella certo non è un principe azzurro, lui viene dalla strada, non ha un castello o un cavallo bianco. Probabilmente nessuno gli ha mai letto le fiabe o insegnato qualcosa che non sia come farsi rispettare.
Ma i principi non aiutano le loro principesse? Non è questo l'importante dei principi? Il dare supporto, aiutare.
Io non so cosa lui abbia passato, come sia vivere in strada. Ma so che dentro ha un mondo, come me.
Veniamo da due luoghi diversi, questo è vero, io da piccola avevo tutto e lui rubava tutto.
Mentre io andavo a scuola lui vendeva vestiti per permettersi da mangiare.
Mentre io ero circondata da persone che mi amavano, lui aveva solo suo fratello.
Micciarella, permettimi di farmi entrare nel tuo mondo...
Di colpo un'idea mi entra in mente.
Ma perché devo tenermi queste cose per me? Io devo parlarne con lui!
Mi alzo di scatto dal divano e per sbaglio do una botta a Kubra, che stava seduta per terra.
<aia Chiara!>
<scusa, scusa, scusa.>
Non le do il tempo di rispondere che vado in cella e mi seguono le altre ragazze, non capendo.

<ma famme capì, tu prima stavi mezza morta sul divano e ora ti metti a scrivere?> dice Silvia.
<si sentirà ispirata.> dice Rosa.
<che stai scrivendo Chiattì?> continua sempre lei.
<devo assolutamente fare una cosa, probabilmente vi arrabbierete, quindi ve lo dirò dopo averla fatta.> Chiudo il foglietto e me lo metto in tasca.
<nono, ora ci fai vedere.> Le ragazze provano a prendermelo, ma io scappo ed iniziamo a rincorrerci per i corridoi.

Ridiamo come matte e ci stiamo divertendo un sacco.
<ma che state facendo!> ed ecco che arriva Sofia a rovinare il divertimento.
<che vi sembra, un parco giochi?! Andate con le altre, forza!> ci incamminiamo, seguendola.
<dai Chiattì diccelo.> Silvia continua ad insistere e ridiamo tutte quante.
Alla fine si arrendono, ma hanno detto che vogliono sapere al più presto tutto.
E qui io mi chiedo, sto facendo veramente la scelta giusta?

eii raga, sono riuscita ad aggiornare, ma non mi convince molto questo capitolo, forse è un po' noioso, però penso sia importante anche capire le idee generali dei personaggi. Fatemi sapere se vi piace il capitolo e cosa ne pensate.
❤️🌊

non cambierò || MicciarellaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora