Capitolo 46- Amare

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<per amare ci vuole coraggio.>

POV MICCIARELLA
Ho passato una notte di merda.
Non ho dormito, non ho riposato, non ho ascoltato ne fumato... Non ho fatto niente per tutto il tempo.
<ora basta però. Stai tutto ingrippato co la capa.> dice mio fratello.
<ma tu che ne vuo sape!> lo prendo in giro io.
<ti ricordo che ci so fare con le relazioni.>
<ma quale relazioni che tu aggia sempre chiavato e basta.> mi alzo finalmente dal letto e vado a prendere le cose per farmi una doccia.
<nun devi sfurza tanto la capa pe na uajona cum a essa. La devi lasciare stare, lei lo farà appena tornerà a Roma.>
<nun si può avere neanche cchiù privacy acca?>
Cucciolo non si arrende e continua a parlarmi mentre io prendo tutto l'occorrente dal bagno.
<continua a fare accussì. Ignorami, ignora l'unica persona che ti ha sempre ritt 'a verità. Poi però se chesta chiattilla te fa chiagnere, nun veni ra me.>
<io nun chiango pe essa.> appena dette queste parole ricordo dei primi giorni con la Chiattilla. Il mio mezzo pianto isterico nel bagno.
Con me c'era Cucciolo, non lei. Io piangevo solo per lei, ma Chiara non c'era per consolarmi.
<ti sei risposto da solo Micciarella.>

***
16:00, sala relax
<t aggia ritt ca nun m va Giulia.>
<e dai Micciarella. A me non piace avere conti in sospeso...> Da mezz'ora che Crazy J sta scassando u cazz, perché mio fratello e Dobermann le hanno detto che ho rotto con la Chiattilla e ho un forte bisogno di chiavare.
Cazzata assurda.
Stamattina ho visto la Chiattilla per la prima volta dopo il nostro discorso. Mi ha fatto un certo effetto, non lo nego, ma con lei tutto è così.

<Giulia aggia rott u cazz. Vai da chello muort de fessa di Dobermann.> Irritato per il comportamento della ragazza me ne vado dal divano, scollandomela da dosso.
<ma vaffanculo.> impreco da solo.
Me ne vado nell'unico posto dove posso stare nu poco in pace senza la cozza vicino.

Apro la tenda e mi butto sul divano.
La testa mi fa un male assurdo. Inizio a pensare, non ho mai pensato così tanto in vita mia.
Ho fatto una cazzata assurda ad allontanare la Chiattilla, ma mio fratello ha ragione.
Noi non potremmo mai stare insieme, non abbiamo futuro, non abbiamo neanche un presente.
Lei deve andare a Roma, sarebbe la scelta migliore per il bene di entrambi.

<Micciarella?> no, ora pure la voce sua sento!
<Micciarè!>
<ma tene vuoi andare dalla capa mia!> mi butto le mani in faccia, fino a quando non sento una mano toccarmi.
Di scatto separo le mani, ponendo fine a quel contatto così piacevole.
Apro gli occhi e me la ritrovo davanti.
Lei, in tutta la sua bellezza nonostante le occhiaie e gli occhi lucidi.

<io ti devo parlare Micciarella. Ti prego.> Si siede accanto a me, ma io mi allontano.
<per favore.> continua a cercare un contatto con le mani che io non le do.
Ma cosa sto facendo?
<cosa ti ho fatto. Dimmelo, ti prego!> Ha gli occhi lucidi, la voce spezzata. Ma cosa le sto facendo.
Questa è tutta colpa mia. Non merita di avere me ed io non merito lei.
<dobbiamo finirla Chiattì.> anche ka mia voce è spezzata.
Come se le parole fossero state tagliate in aria, mentre aprivo la bocca, uscivano dei suoni leggeri, quasi muti, quasi impercettibili.
<no, no.> lei continua a negare, con le lacrime ormai che le bagnano le guance.
<ascoltami per una volta. Io nun poss sta cu te.> La ragione si sposta per un attimo di lato e mi avvicino per accarezzarle la guancia, asciugandole quelle poche lacrime scappate dal suo controllo.
<Chist nun è o post tuo. Io nun so giusto pe te e meriti di costruire di nuovo il tuo futuro.>
<no, non lo voglio, non lo voglio.> Sta singhiozzando e l'attiro a me.

Questo contatto, il sentire il suo profumo ed i capelli che mi solleticano la pelle, è qualcosa di indescrivibile.
<Io te lo giuro Chiattì ca ce riverimm. O destino ci farà incontrare di nuovo, magari io avrò cchiù soldi 'e te e vivremo a Roma o per il tuo lavoro ti trasferirai a Napoli... Ma chest nun po succer mo. Io cu te ho provato cose bellissime, cu te e nisciun altra.> Alza la testa e mi sorride.
Quegli occhi tristi che luccicano mi fanno perdere la testa e tutto si ferma.
<io non ti voglio lasciare Micciarella. Voglio restare con te. Non mi frega niente di Lorenzo, di mio padre, di mia cugina, dei miei amici... Io voglio te Micciarella. Sono pronta a vivere la tua vita, ma ti prego non mi lasciare.>
<no, no, non lo devi dicere. Tu non devi cambiare Chiattì. Tu aggia essere come sei stata prima di entrare acca. Bella, elegante, principessina, nu poco vipera è, però dentro buona come il pane. Tu aggia essere una Chiattilla pa sempre.>
Le strappo un sorriso e non potrei essere più felice di così. Vederla sorridere fa sorridere automaticamente anche me.
<non dimenticarmi Micciarella.> dice lei dopo secondi di silenzio.
<non lo farò. Però tu non cambiare Chiattì.>
<non cambierò Micciarella.>
E detto questo mi prende di sorpresa baciandomi.

Un bacio pieno di amore. Il sapore amaro delle sue lacrime scende fino a toccare le sue labbra, attraverso le quali si sente.
È il nostro modo di salutarci. Di vedere per probabilmente l'ultima volta come i nostri corpi non smettono mai di toccarsi, di cercarsi, così come le nostre lingue che si stanno incontrando in questo momento.
O le nostre mani che vagano sul corpo dell'altro.
La sua figura, per intera, sia dentro che fuori, è come una calamita per me.
Qualcosa da cui farò molta fatica a staccarmi.
Ma lei è riuscita ad insegnarmi l'amore. Anche se non glielo dirò mai, grazie a lei ho capito cosa vuol dire soffrire, avere il cuore spezzato, voler aiutare così tanto qualcuno da sentire il suo dolore.
I suoi abbracci, i suoi pianti dopo i colloqui, le sue lamentele, le sue risate, le sue occhiatacce, il primo incontro, la sua voce... Tutto di lei rimarrà sempre con me.
Ma amare vuol dire anche saper mettere la felicità dell'altro davanti alla propria.
Ed io sarei disposto a mettere tutta Roma ai suoi piedi pur di vederla felice.
Pur di vedere la mia Chiattilla felice, ma felice per davvero.

Ed eccoci arrivati alla fine. Avevo in mente così tanti finali per questa Fanfiction che sceglierne uno è stato difficile. Soprattutto perché questo scelto è molto malinconico e secondo me il fatto che a raccontarlo è stato Micciarella rende tutto più speciale e triste. Vorrei ringraziarvi per tutti i commenti e le stelline ottenute in questa storia.
Grazie per gli aiuti e per i messaggi che molte volte non ho letto (scusate 😅), grazie veramente di tutto... Ma ovviamente questa non sarà la fine della storia tra Micciarella e Chiara. Perché comunque stanno girando la terza stagione della serie e chissà, nuova stagione nuova fanfiction.
Spero veramente che questa storia vi sia piaciuto, fatemi sapere cosa ne pensate.
❤️🌊 p.s: non ho messo la parte dei saluti ai compagni di Chiara perché sinceramente penso che ognuno di voi abbia ormai capito i rapporti che ha lei con i vari personaggi e possiate benissimo immaginarli da soli anche perché altrimenti sarei scoppiata a piangere. 😂😂❤️

non cambierò || MicciarellaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora