Rosè è una diciassettenne che di punto in bianco si trasferisce con la madre dalla calda California al freddo Vermont. Inizialmente contraria di questa scelta di trasloco , fa nuove amicizie, ma soprattutto incontra Mark Olsen, la sua nemesi, il suo...
La mia vita era normale, la classica vita di un'adolescente molto timida, cresciuta senza padre che abita in California. Sveglia giornaliera alle 6.10, dalle 8 alle 14 liceo e infine il pomeriggio dedicato allo studio, uscite con amici (con i pochi che avevo) e alle lezioni di canto. Tutto filava liscio fino a quando una mattina di Agosto mia madre entrò in camera mia e mi disse:
" Roseanne, tesoro, devo dirti una cosa che succederà" mia madre, Beatrix Myers, non iniziava mai un discorso con: devo parlarti, era sempre molto diretta. Da li sospettai che era qualcosa di importante.
" dimmi mamma" risposi mentre chiudevo il portatile sulle ginocchia
"ci trasferiremo" la guardai e mi bloccai, non ci potevo credere. Ero nata in Canada, ma da quanto mia madre mi ha detto cisiamo trasferite in California quando ero molto piccola, ma soprattutto quando mio padre ci abbandonò.
"cosa?" chiesi solo
"l'ospedale mi ha trasferito nel Vermont, una buona opportunità di lavoro e ho deciso di comprare una casetta a Stowe, è una cittadina tranquilla, con un buon liceo." mia madre faceva l'infermiera e sapevo che lavorava molto, ma ancora non ci potevo credere
"e la mia vita qui, i miei amici?" chiesi, ne avevo pochi, non volevo abbandonarli
"torneremo qui per le vacanze, li rivedrai. Mi dispiace Rosè, ma non ci posso fare nulla" mi abbracciò, ma io la capii, so che lavorava spesso anche di notte e non era facile per lei.
"va bene mamma, quando partiamo?" chiesi un po' malinconica
"fra una settimana, ti ho già iscritta a scuola e la casa è già pronta" rispose lei sorridendo, sapeva che per e non era facile ambientarmi, ma provava comunque a farmi stare bene.
Io annuii e lei uscì dalla stanza.
Era passata una settimana, e come mi aveva detto mia madre eravamo partite. Il viaggio sarebbe durato due giorni e ci saremo fermate per strada da qualche parte per dormire e mangiare. Io restai con le cuffiette ad ascoltare canzoni kpop per quasi tutto il tragitto finchè non arrivammo.
Il Vermont era diverso, sembrava già autunno e non faceva molto caldo. La nostra casa era un piccolo chalet di legno, con un giardino non molto piccolo e davanti a un bosco di pini ai piedi di una collina; sembrava carino.
"allora Rosè, che te ne pare?" mi chiese mia madre
"è bello" risposi io
Subito dopo scendemmo dall'auto ed entrammo nella nostra nuova casa. Era accogliente con le pareti rivestite di legno e la cucina che dava subito sul salotto.
"di sopra c'è camera tua, è la stanza in fondo al corridoio" disse mia madre mentre appoggiava le sue valigie
"mi piace mamma, grazie" risposi io e mi avviai di sopra
Al secondo piano c'era un corridoio che dava a quattro porte, io andai in quella indicata da mia madre e i ritrovai davanti a una stanza quadrata, dalle pareti bianche e una grande vetrata, il letto matrimoniale riposto al centro con a sinistra un armadio e a destra la scrivania. Era una bella camera, ci avrei appeso tutti i miei album e dischi e sulle librerie i miei libri. Notai solo dopo che davanti al letto si trovava un mobiletto con sopra una tv. Non avevo mai avuto la televisione in camera, ero felice. Iniziai a mettere apposto le mie cose e mi misi un paio di jeanse neri con un maglione verde, faceva freddo ed era solo inizio Settembre. Andai ad aiutare mia madre a sistemare la cucina e poi decisi di fare un giro per il quartiere. Percorsi un paio di strade e notai un campetto dove una ragazza mora con i capelli che le arrivavano alle spalle e un po' mossi, che giocava a calcio con un ragazzo molto simile a lei. La ragazza mi notò, ma io girai per ritornare a casa.
Rosè:
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.