CAPITOLO 39

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POV'S EDWARD.

Non posso credere che Gemma non mi ami più.

Io sono a Londra nella sua stessa città,  e lei non mi ha dato modo di dirglielo.

Sono arrivato tre giorni fa, e la vedo ogni giorno.

È ancora più bella, ma si vede che la felicità è stata dimenticata.

Ieri sera l'ho seguita e vista in discoteca baciare un ragazzo.

Non so chi sia, ma dopo averlo baciato è scappata via.

Non posso negare di non averla seguita, e di non aver visto che stava letteralmente vomitando lacrime.

Era distrutta,  e avrei voluto abbracciarla, ma so che mi ha dimenticato.

Io al contrario, stavo e sto male per lei perché ha lasciato un segno troppo definitivo.

Ho avuto una ragazza durante questo periodo ma non mi interessava, era solo per cercar di dimenticare Gemma.

Sophia era carina, ma Gemma, Gemma ,la batte nessuno.

I suoi occhi, non sono come quelli di Sophia,  dai suoi occhi puoi leggere nulla perché sono come ghiacciati.

Il suo carattere chiuso e debole non è come quello forte ed estroverso di Sophia.

Sono queste piccole cose che Gemma odia di sè che mi fanno impazzire.

Sono dal lato opposto del marciapiede dove si trova lei: sta parlando con un uomo e Jamie.

Ridono, chiacchierano, e Gemma è felice, almeno credo.

Non so chi sia quell'uomo, ma deve conoscerlo dato la confidenza che ha la loro conversazione.

Gemma tra il ridere e parlare, volta lo sguardo nella mia direzione e i nostri sguardi, si incrociano.

Tutto è come la prima volta.

POV'S GEMMA.

Ancora non realizzo di aver un padre.

Il mio sogno era quello di avere una famiglia, una di quelle unite,ma era talmente irrealizzabile che è sempre stato un sogno, un sogno nel cielo.

Ora questo sogno, è nelle mie mani, ora ho una famiglia.

Conoscere mio padre è favoloso.

Essere con mio padre, è favoloso.
Tra il ridere e parlare volto il mio sguardo verso l'orizzonte e i miei occhi, non ci vedono più.

I miei occhi, cosa vedono i miei occhi.

Non può essere, non può essere lui.

Sgrano gli occhi, convinta fosse solo un'altra delle mie illusioni e fantasie ma non è così.

È veramente lui.

Non do retta a mio padre e Jamie.

Attraverso la strada, e corro da lui.

Non m'importa se venti minuti fa lo odiavo.

Ora lo bacio, con tutta me stessa.

Lo guardo negli occhi, ed è come vedere la mia felicità,  quella che non riuscivo più a trovare.

"E-edward, mi sei mancato così t-tanto"

"Ti prego Gem, non piangere"

Mi abbraccia ed la cosa più bella del mondo.

Ritrovare una felicità sperduta.

Vedo mio padre fissare Jamie, cercando spiegazioni ma Jamie sembra solo sorridere, sorridere per me.

"Edward, cosa hai fatto, cosa mi hai fatto"

"Potrei chiederti la stessa cosa"

"T-ti amo. Ti amo Edward"

È la prima volta che dico ti amo ad una persona, la prima volta che dico ti amo ad Edward.

"Gem, anche io ti amo"

Vorrei solo sciogliermi, se potessi davvero.

Vorrei solo sapere se è davvero lui, o tra due secondi mi sveglierò con le lacrime agli occhi.

Jamie e mio padre ci raggiungono.

"Piacere sono Paul il padre di Gemma"

"Piacere mio, sono Edward; il ragazzo di Gemma"

Le sue parole,  le mie orecchie.

Non ci credo, ho sentito bene?

Ha detto che lui è il mio ragazzo? Ed io sono la sua ragazza?

Forse sto sognando.

"Gemma quando me lo avresti detto che avevi un ragazzo?"

"Quando anche io ne sarei venuta a conoscenza"

"Jamie come va?"

"Bene Edward, ma ora rimani o te ne vai di nuovo?"

"No ora rimango, Gem ora deve essere felice"

"Si, lo sarà"

Ancora non riesco a spiegare ciò.

Avere una famiglia, un ragazzo.

Il mio primo ragazzo.

Non posso ancora credere che Edward è qui.

Colui per qui mi stavo distruggendo è qui con me.

È qui con me quella felicità che stavo cercando.

Quella che mi aveva abbandonato,  e che si era dimenticata della mia esistenza.








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