XXVIII

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ADDISON'S POV
Rimasi per un attimo immobile, mentre i ricordi sfrecciavano velocemente nella mia testa, come una pellicola che veniva riprodotta troppo velocemente.
I flashback mi avvolsero.
Fu come un trauma.

Improvvisamente tornai nel presente.
Mi presi la testa con la mano libera, pulsava di un dolore che prima non provavo.
Mi guardai intorno, fortunatamente nessuno aveva fatto caso a me.
"Ora le faccio il culo, a quella puttana" ringhiai sottovoce mentre attraversavo la strada e tornavo indietro, la casa di Tom era da tutt'altra parte rispetto a casa di mia zia.

In poco tempo mi ritrovai davanti al cancello.
Suonai.
Avril sbirciò fuori.
Non nascosi e finsi le mie emozioni questa volta.

Aprì il cancellino e mi avvicinai alla soglia, dove ora lei si trovava.
"Oh, Addison, finalmente sei uscita-"
"Non fingere" le ordinai, a bassavoce.
Vidi il suo sguardo incupirsi.

"Ora ricordo. Sei stata tu" la indicai "Tu, e fingevi di preoccuparti per me, facevi la falsa"
"Ah, io sarei la falsa?" disse, cercando di controllare la rabbia.
"Mi hai picchiata a sangue per poi fingere che non avessi fatto nulla, senza rimpianti, e hai pure fatto la leccaculo con me" la incolpai.
"Senza rimpianti?? Tu non hai idea-"

"Avresti detto la verità se eri davvero pentita!"
"Tu non capisci-"
"No, tu non capisci; ora vado dritta a denunciarti"
Le diedi le spalle e andai  velocemente verso il cancellino.
Mi voltai giusto un attimo, e mi stupii di vederla ferma immobile sulla soglia.

"Che fai?"
"Vai finchè puoi" disse enigmatica.

Non ci pensai troppo e iniziai a correre verso la centrale di polizia.

Avevo la testa che mi scoppiava, il mio corpo era come un peso di cui avrei fatto volentieri a meno. Ciò nonostante mi sforzai di continuare a correre.
In testa mi ronzavano mille pensieri.

"Sono quasi arrivata" notai con sollievo, attraversai di corsa la strada, la centrale era dall'altro lato, poco più avanti.
All'improvviso la vista mi si annebbiò completamente, caddi di peso contro l'asfalto ruvido.
Il corpo mi bruciava specialente sul fianco, era lo stesso dolore di una botta dopo un impatto brusco contro qualcosa.

Non ebbi tempo di pensarci.
Tutto si oscurò definitivamente, mentre la sensibilità dei 5 sensi spariva.

I rimbombi nella testa cessarono, la pesantezza e il dolore lancinante delle mie carni finì, mentre il cuore terminava il suo ultimo e rancoroso battito, ponendo fine alla mia esistenza.

AVRIL'S POV
"Addison Brown, la ragazza che aveva subito quell'aggressione in discoteca alcuni mesi fa, è ora stata pure vittima di un incidente stradale"
Sentii dire alla tv.

Andai velocemente in salotto, e vidi l'immagine censurata del cadavere di Addison, circondato da poliziotti.
Bill mi guardò e vidi la sua faccia scioccata.
Tom ci raggiunse subito, seguito a ruota da Georg e Gustav.
Tutti fissammo sconvolti lo schermo, mentre la tipa spiegava la situazione.

"...era stata rilasciata dall'ospedale giusto questa mattina, aveva detto al dottore e a una infermiera che sarebbe tornata a casa, invece dalle informazioni che abbiamo sembra abbia cambiato direzione, per poi correre all'impazzata verso la centrale della polizia. Ed è in quel momento che l'evento fatale è avvenuto. Morta sul colpo..."

Continuò aggiungendo dettagli come 'la macchina scappò non si sa chi fosse' e 'forse era in pericolo per questo andava dalla polizia'; l'importante è che non sapevano che cos'era successo veramente.

"Cazzo, se scoprono che è stata qui, ci interrogano" sbottò Georg.
"Dobbiamo tutti raccontare una stessa versione della storia, mettiamoci d'accordo" propose Gustav, e così raccontai e organizzammo delle scuse in caso ci fossero domande extra.
"A posto" disse Tom.

YOU KNOW ME -tom kaulitz La tua prossima ossessione. Scoprilo ora