POV VINNIE
Parcheggiai l'auto fuori al concessionario di Venice Beach quando mi accorsi che lui era già li, appoggiato ad una Maserati rossa che non avevo mai visto piazzata nel suo vialetto. Con un cenno del capo si avvicinò ed io feci lo stesso, con le mani in tasca e la ferita alle nocche ancora dolorante.
«Sapevo saresti venuto.» disse.
«Sono un uomo con le palle.» lo affrontai.
«Su questo non c'è dubbio.» mi assecondò.
«Perché siamo qui?» arrivai al sodo.
Mi balenò per un momento il sospetto che ciò che volesse dirmi c'entrasse qualcosa con le auto.
«Per offrirti un accordo.» disse vago.
«Che genere di accordo?» lo sfidai con lo sguardo, nonostante tra noi ci fosse la giusta distanza di sicurezza.
«Ti ho visto in garage con il tuo coinquilino ad aggiustare catorci come quella, ti piacciono le auto non è vero?» mi schernì, indicando la mia auto. Respirai a fondo perché odiavo chi derideva la mia auto.
«Si, quindi?» risposi secco alla sua domanda.
«Vorresti partecipare ad una gara di corsa? Immagino che grazie alle tue modifiche, la tua auto sia una bomba in fatto di velocità.» cercò di persuadermi.
Mi scappò una risatina, visto il controsenso.
«Ed io cosa ci guadagnerei?»
«Un bel gruzzoletto.» sorrise falsamente.
C'era qualcosa che non mi tornava, ci provocavamo a vicenda da quando si era trasferito e adesso mi invitava a partecipare ad una gara di corsa, presumibilmente illegale, a cui avrei vinto un bel malloppo?
«E se perdessi?» domandai incuriosito.
«Poi ci penserò, che ne pensi?» chiese.
Esitai prima di stringergli la mano.
Accettai quel patto perché avevo voglia di fremere d'adrenalina, di sentirmi vivo e con i capelli al vento mentre superavo il traguardo con la mia auto. Sarei stato pronto a tutto, a qualunque cosa mi avesse chiesto perché infondo cosa mi avrebbe potuto mai chiedere in cambio?
«Seguimi con la tua, andiamo al circuito.» mi ordinò prima di entrare nella sua auto, con ancora il braccio fasciato per la discussione alla festa.
Quella sera vinsi la gara accompagnato dalle grida di incoraggiamento della folla presente, mi vennero incontro e alcune donne si congratularono con me. In quel momento il mio pensiero passò a Chloe e di come avrebbe reagito se avesse visto ciò che stavo facendo e da chi ero circondato.
Picchiettai il tettuccio della mia auto, entusiasta.
«Di chi era il rottame?» domandai allusivo.
La sua Maserati era davvero una bella auto, peccato che scarseggiava in fatto di motore.
«È stata solo fortuna...» rise sotto ai baffi.
«Dove sono i miei soldi?» lo fronteggiai; avevamo più o meno la stessa altezza ma lui aveva le spalle più larghe delle mie.
«Non li avrai oggi.» disse a testa alta.
Mi innervosii
«E quando?» strinsi i pugni.
«Dovrai fare altre gare se vuoi vincere davvero quei soldi, o ti sei già arreso?» mi provocò.
«Il patto non era questo, devi darmi quei soldi adesso.» lo minacciai, e puntualmente una folla ci accerchiò.
«Corse mie, regole mie. Vieni a gareggiare di nuovo la settimana prossima; se vincerai, i soldi saranno tutti tuoi ma se perderai dovrai darmi la tua auto e la tua ragazza...»
Un senso di malessere mi percorse l'intero corpo; stava giocando sporco e lo avrei fatto anche io. Non gli avrei permesso di rubarmi l'auto e la ragazza.
«Ti avverto, se si gioca sporco io poi so fare schifo.» sogghignai.
Immaginai ancora la sua espressione allarmata quando il rombo di una Maserati mi fece distogliere dai pensieri che avevo in testa ormai da una settimana; tornai alla realtà.
Ero al posto di guida nella mia Mazda, mano sul volante e fronte impregnata di sudore dall'ansia.
Mi accorsi che la Maserati di Noah mi aveva appena affiancato con lui all'interno, segno che stavamo per dare inizio alla gara. Una ragazza in pantaloncini di pelle estremamente corti, calze a rete e camicetta bianca, si posizionò fra le due macchine e iniziò il breve countdown; sventolò in aria la bandiera a scacchi e diede inizio alla corsa.
Ero pronto a vincere ancora. Lo avrei fatto per me, per Chloe e per salvare la mia auto.
Misi il piede sinistro sulla frizione e il destro sull'acceleratore, innestai la prima marcia e tolsi il freno a mano, accellerai con calma e sollevai la frizione. Quando mi sentii pronto iniziai ad aumentare la velocità.
Fui immediatamente in vantaggio e mi rilassai mentre guidavo, il freschetto di fine ottobre entrava attraverso il finestrino e mi scompigliava i capelli con un vento delicato; mi girai e quando incrociai lo sguardo di Nate, gli alzai il medio e lo superai.
Come se fosse la cosa più semplice del mondo, slittai sul terreno alzando una nube alle mie spalle e conclusi il primo giro. Ero così fiero di mio padre e di come mi avesse insegnato così bene a guidare ma mai mi ero spinto così tanto facendo gare automobilistiche; la mia passione per le auto aveva semplificato il tutto.
Finimmo il secondo giro insieme e mi superò all'ultima curva.
Finii ancora tra il vortice di pensieri che avevo in testa; stavo facendo una cosa giusta? Avevo accettato non per i soldi ma per dimostrargli chi fosse il vero uomo fra i due e ciò che mi portava a continuare era lo stupido gioco che stava facendo, mettendo in palio Chloe come se fosse un oggetto.
Il mio sfidante mi urlò qualcosa ma non riuscii a sentire, quindi mi sporsi più in avanti.
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Il mio angelo oscuro
FanfictionChloe ha sempre avuto tutto sotto controllo nella sua vita, compreso il suo futuro con Jake, il suo ragazzo da una vita. Ma quando arriva alla PCA, per frequentare il primo anno di college, incontra Vinnie, una testarda testa calda che la farà ammat...
