Pov Vinnie
Aprii gli occhi e la luce del giorno mi diede fastidio alla vista. Mi guardai intorno e notai le pareti scure della mia stanza, il ritratto che feci disegnare sul muro circa un anno fa e il vecchio bagno di casa mia da cui provenivano i led colorati.
Sorrisi. Era sempre un bel risveglio a Seattle.
Hera era venuta con noi, e adesso riposava in allerta nella cuccia che mia madre le aveva comprato per il nostro arrivo. Da quando mi ero trasferito a Los Angeles e avevo portato anche Hera, finalmente Poncho aveva potuto lasciare casa dei nonni per tornare a stare con i miei genitori.
Lo accarezzai quando si accorse che mi ero svegliato e poi scappò via, intimorito dalla gatta.
Li adoravo entrambi, ma io con Poncho ci ero cresciuto.
Sbadigliai e mi buttai un'altra volta con la schiena sul letto, tastai lo spazio di fianco a me e sorrisi eccitato quando toccai un bel culo sodo, a cui mi venne voglia di tirare uno schiaffo.
Misi un braccio sotto la testa e la osservai mentre dormiva, pancia in giù, una mano sotto la guancia e gambe a rana che occupavano gran parte del letto. Le accarezzai il viso, le sopracciglia morbide, le labbra a forma di cuoricino e i capelli biondi come quelli di Rapunzel.
Non mi andava di svegliarla, ma allo stesso tempo ero troppo annoiato per poter aspettare che lo facesse da sola.
Lentamente mi adagiai su di lei, la girai a pancia in su e la sentii mugolare nel sonno.
Le sue belle gambe erano fasciate in un pigiama rosso e blu di topolino, lo stesso che indossavo io. Sopra invece, aveva una delle mie magliette che le lasciava un lembo di pelle scoperta perché era accidentalmente salita su mentre si era mossa durante la notte.
Mi coprii la testa con la coperta e rimasi tra le sue gambe.
Le accarezzai la pancia fino all'elastico dei pantaloni buffi, e con semplicità li calai fino a trovarmi faccia a faccia con le sue mutandine nere.
Le avrei regalato un bel risveglio.
Sentivo già il mio cazzo duro per lei, avrei voluto scoparla appena sveglia.
Le lasciai un bacio sul monte di venere e la sentii mugolare qualcosa di incomprensibile.
Probabilmente credeva di star sognando.
La privai anche delle mutandine e accarezzai le grandi labbra, soffici e morbide come sempre.
Mi avvicinai e con un colpetto di lingua la stuzzicai, sentendola muoversi sotto di me.
«Mhm si.» mugolò nel sonno.
Allargai le sue gambe e la baciai, penetrando con la lingua più in profondità. Era calda e stretta, nonostante l'avessi scopata tantissime volte. Bastò poco per bagnarla, muoveva i fianchi e le succhiai il clitoride che pulsava per me. Ansimai anch'io quando la sua mano scivolò sotto le coperte e mi afferrò i capelli in un pugno, strattonandomi per volere di più.
«Vinnie, ancora!» ansimò. Feci come mi disse, le strizzai un seno e leccai, mordicchiai e succhiai la sua fica gocciolante. Volevo che squirtasse sulla mia lingua. Intensificai il ritmo e aggiunsi due dita mentre la fottevo con la bocca.
Era mia. Solo mia.
Sentii il mio cazzo esplodermi fra i pantaloni tanto da avvertire un dolore.
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Il mio angelo oscuro
FanfictionChloe ha sempre avuto tutto sotto controllo nella sua vita, compreso il suo futuro con Jake, il suo ragazzo da una vita. Ma quando arriva alla PCA, per frequentare il primo anno di college, incontra Vinnie, una testarda testa calda che la farà ammat...
