Pensavo e ripensavo a quel "ti amo" di ieri, scappato dalle mie labbra a causa di un momento romantico.
Ero così presa dalla situazione che quelle due paroline sono scivolate involontariamente dalla mia bocca senza dar conto alle conseguenze.
Forse Vinnie non ricambiava i miei stessi sentimenti o forse anche lui era così tanto preso dal piacere, che non aveva nemmeno fatto caso a che cosa di tanto grande e profondo gli avessi rivelato.
Dopo aver "fatto l'amore" sotto le stelle, Vinnie mi sembrò per un momento distaccato ma questa mia impressione svanì in fretta appena ritirati a casa.
Una parte di me, sapeva che se avessi aperto quel delicato discorso con lui, ne sarei rimasta sicuramente delusa per qualche motivo, ma la mia curiosaggine era così forte che prima o poi ne avrai parlato.
«Posso avere un Mojito e una coca-cola?» mi sedetti al bancone del bar in attesa che il barman mi accontentasse.
La spiaggia era piena di adolescenti che suonavano chitarre e cantavano radunati intorno ad un fuoco alcune canzoni conosciute, mentre occupavano tutti i posti a sedere sugli appositi teli, posizionati sulla sabbia per l'occasione.
Era una serata tranquilla ma l'assenza di Vinnie mi stava facendo innervosire, non ero abituata a posti molto affollati e soprattutto non mi sentivo al sicuro senza il mio ragazzo, in un luogo che non era la mia amata Los Angeles.
«Visto che sei sola, mi chiedevo se tu fossi più la tipa da Mojito o coca-cola...» il ragazzo circa trent'enne dai capelli scuri, gli occhi chiari e la pelle tatuata, di cui non riuscivo bene a interpretare i disegni, ridacchiò e shakerò velocemente il drink alcolico destinato a Vinnie.
In quel momento pensai che, una persona che mi conosceva bene, non avrebbe esitato un secondo per rispondere alla domanda del barman.
«Tu che dici?» Ci andai per le lunghe.
«I tuoi occhi sono quasi del colore di questo ghiaccio, è sbagliato se dico Mojito?» sorrise ammiccante e versò il liquido nel tumbler alto insieme a qualche foglia di menta.
«Mi dispiace, c'eri quasi!» ridacchiai nervosamente perché non volevo che il barista pensasse che stessi dando inizio ad un flirt.
«Posso ritentare? Se risponderó correttamente mi prenderò il tuo numero...» Il suo sorriso insolente mi mise quasi i brividi, avrei voluto che Vinnie facesse in fretta per scappare da questa situazione.
In attesa di una risposta stappò la mia coca-cola e ci inserì una cannuccia. Successivamente mise dinanzi a me le due bevande.
«Non puoi ritentare, non mi sembra giusto. Grazie comunque, sono qui con il mio ragazzo...il Mojito è per lui.» D'un tratto mi sentii completamente a disagio e iniziai a parlottare un po' troppo per questa conversazione troppo invasiva nei miei confronti.
Sembrava penserioso, incapace di formulare una frase che potesse particolarmente colpirmi per farmi accettare la sua proposta, però fortunatamente quell'attimo di panico fu salvato dal mio angelo oscuro, in ritorno dal suo viaggio intrapreso alla ricerca di un bagno.
«Ehy piccola, scusami se ti ho fatto aspettare, c'era un po' di fila per il bagno» Il suono della sua voce era ciò che avevo bisogno, era come la luce bianca prima del paradiso, l'unico suono che se inseguito ti avrebbe portato lungo la strada giusta.
Era il mio lui, il mio Vinnie.
La mia inquietudine si placò nel momento in cui Vinnie mi bacio con gusto, e mi precedette raccogliendo il Mojito e la coca-cola dal bancone.
«Grazie mille, amico!» congedò il barista e ci allontanammo in spiaggia, lontani da quella scomoda situazione.
«Fa nulla. Ci allontaniamo un po' dalla folla?» chiesi con la speranza di rimanere da sola con lui. Mi sarei dovuta allontanare da quel bar se avessi voluto spiegare l'accaduto che mi turbava a Vinnie, senza che tornasse indietro a spaccare la faccia al barista.
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Il mio angelo oscuro
FanfictionChloe ha sempre avuto tutto sotto controllo nella sua vita, compreso il suo futuro con Jake, il suo ragazzo da una vita. Ma quando arriva alla PCA, per frequentare il primo anno di college, incontra Vinnie, una testarda testa calda che la farà ammat...
