Cap 7

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10 ottobre

Ogni pomeriggio si trovavano per bere il te, l'unico momento in cui le sorelle Foster stavano tranquille insieme, era l'unico momento in cui si parlavano di cose futili per riuscire a far partecipare Sofia, ma da quando era presente  Veruska, Sofia era ritornata a  trincerarsi  dietro il suo silenzio.
Mentre Melany sollevava il samovar per versare lo Zavarka nelle tazze, Elizaveta entrò correndo inseguita dalla sorella, per cercare la compagnia di Sofia, urtando però per sbaglio Melany  che rovesciò il liquidò sul vestito di Veruska.
-"piccole selvagge!" la donna si alzò in piedi e mollò a entrambe le bambine uno schiaffo, facendole piangere, Sofia sconvolta, si alzò in piedi e corse in difesa delle piccole, mollando a sua volta uno schiaffo a Veruska.
-"come ti permetti piccola stupida di un'inglesina!
E togliti che queste due hanno bisogno di una raddrizzata."
-" tu non le tocchi, le tue schifose mani russe le tiene lontano da loro!"
Le sorelle Foster erano a dir poco sconvolte, sia dalla reazione di Veruska, che dall'atteggiamento protettivo di Sofia.
Il loro litigare attirò l'attenzione di Vladmir.
-"cosa succede qui?"
-"oh eccoti Vladmir, le tue piccole nipotine, sono entrate in modo maleducato in soggiorno, hanno spinto  tua moglie che mi ha rovesciato il the adosso, mi sono anche scottata, e questa bambina qui..." indicò Sofia, -"mi ha dato uno schiaffo!"
Vladimir aprì la bocca sconvolto, -"Sofia??? Ma ti pare modo di comportarti e davanti alle bambine poi?"
Sofia presa dalla rabbia strinse in pugni,
-"si da il caso, che per prima ad alzare le mani è stata lei! Ha mollato uno schiaffo a Dasha e ad Elizaveta! I bambini non si toccano!"
Vladimir guardò le nipotine in lacrime -"la futura madre delle bambine sarà lei, quindi se ritiene che meritavano uno schiaffo, ha fatto bene a darglielo, tu non dovevi metterti in mezzo! Quando tornerà a casa Konstantin gli racconterò di tutto ciò, è ora che prenda una decisone!" detto ciò si voltò e chiamò Vera, gli chiese di occuparsi delle bambine, perché fino al ritorno del fratello, Sofia non le doveva più vedere. Le bambine scoppiarono a piangere disperate e fu con forza, che Vladimir le portò via insieme a Vera
Sofia sconvolta, con le lacrime agli occhi si voltò a guardare sua sorella -"bel marito che hai, ragiona proprio bene, auguri per quando nascerà tua figlia!" detto ciò corse fuori dal soggiorno andandosi a chiudere in camera. Emily corse a consolare Melany che era sconvolta da tutto ciò che era successo.
-"vostra sorella sta oltre passando un confine ragazze, meglio che gli parliate, vado cambiarmi in camera mia, non mi piace rimanere sporca!"con ciò Veruska se ne andò.
Melany scoppiò a piangere. -"oh mio Dio, io... non so cosa pensare ,Veruska...  per Dio, io avrei fatto come Sofia! Devo parlare con Vladimir, non mi piace come ha agito!"
-"anch'io sai!" le rispose Emily che  si tamponò gli occhi, tutto ciò l'aveva fatta piangere anche lei.

Zavarka infuso concentrato di te nero
Samovar teiera particolare russa

Alla sera la cena proseguì con la solita consuetudine, come se nel pomeriggio non fosse successo nulla, chiacchieravano tutti amabilmente, o almeno ci privavano Melany ed Emily, invece la giovane Foster, rimaneva in silenzio mangiando il cibo svogliatamente.
Una volta in camera Sofia  si sentì totalmente sola, si era abituata a dormire con le bambine, e non trovarle lì con lei, le fece male il cuore, tanto da piangere!
-"Dio come vi odio tutti! Sono stufa, io non ce la faccio più!"
Si addormentò pensando ad un piano di fuga.
La mattina si svegliò e preparò una borsa leggera, sarebbe andata fino alla fine del bosco, lì avrebbe studiato la situazione, se era fattibile avrebbe scalato il muro.
Finita la colazione andò in soggiorno con le sorelle e si affacciò alla finestra, aspettando il momento giusto, era felice perché Veruska era uscita e sarebbe tornata nel pomeriggio.
-"avete pensato ad un nome?"chiese Emily a Melany
-"mi piacerebbe chiamarla Tatiana ma a Vladimir non piace! Quindi abbiamo optato per Malika,Nadia e Natasha."
-"Malika è un bel nome!"disse Emily, -"ma anche Nadia", -"tu cosa dici Sofia ?"
Sofia sollevò le spalle, -"bho non lo so, a me piace Natasha", continuò a guardare fuori studiando il bosco, ci voleva mezz'ora per raggiungerlo, non aveva la più pallida idea, di quanto ci voleva per arrivare alla fine del filare degli alberi e raggiungere il muro.
-"io vado in camera, vado a esercitarmi un pò prima che arrivi il signor Belov!"
-"ma se mancano due ore.."disse Emily.
Sofia uscì dalla porta, non era la prima volta che le lasciava per esercitarsi.
Dopo pranzo, Melany andò a riposarsi, Emily si chiuse in biblioteca a leggere fino all'ora del te.
Sofia salì in camera, prese una busta, la portò in camera delle bambine, che in quel momento stavano riposando.
Quando Vera la vide entrare si agitò -"signorina, cosa fa qui? Se lo sa padron Vladimir la sgriderà e sgriderà anche a me, ha dato il divieto assoluto, di farvi vedere", disse la cameriera dispiaciuta.
-"lo so, volevo solo dare questo alle bambine, sono dei disegni che ho fatto per loro, ho sempre raccontato loro delle storie, qui... ho costruito un libro per loro..." un singhiozzo la bloccò. Voleva vederle un ultima volta, in un modo o nell'altro sarebbe uscita da quella villa, ma voleva che le bambine non si sentissero abbandonate.
Vera prese la busta, -"stia tranquilla, appena si svegliano gli darò la vostra storia!"
Sofia annuì, uscì dalla camera, guardando quei meravigliosi visini.
Ritornò in camera, prese il suo zaino e uscì dalla villa, dicendo alle cameriere che sarebbe andata a fare una passeggiata fino al bosco.
Dopo mezz'ora di cammino, Sofia s'inoltrò tra i fitti alberi  tenendo d'occhio la stradina per non perdersi ma nello stesso tempo, non voleva dare nell'occhio,in caso qualcuno fosse entrato o uscito. Alla fine della boscaglia trovò la muraglia, ma era alta due metri e senza appigli, l'unica era salire l'albero, quello cui i rami tendevano verso il muro, doveva arrampicarcisi e sfruttare l' avvicinanza alla muraglia. Armata di volontà scalò l'albero, fortunatamente a scuola, era sempre stata la più brava a salire la pertica o ad arrampicarsi sulle corde, era sempre stata atletica ed elastica.
Con fatica arrivò fino al robusto ramo che per un metro si prolungava fino a quasi al muro.
-"ok, non guardare giù... non guardare giù...oh mamma!"quando fu sul muro, per poco non le giro la testa, guardando giù. -"ok... sono qui ... che faccio torno  indietro? No! Salto?" Sofia rimase sospesa sul muro, chiedendosi se si sarebbe rotta qualcosa.
Aggrappandosi al muraglia si calò, rimase con le mani attaccate, contò fino a tre e poi si lasciò andare. L'impatto con il terreno fu doloroso, battè il ginocchio sinistro, che sorbì tutto il peso, cadendo poi sul fianco malamente, battendo il polso sinistro sul terreno. Urlò di dolore, si abbracciò   il ginocchio con il braccio destro e tendendo con la mano destra il polso sinistro.
-"aaaah che male! Ahia ahi!" Dal dolore non si accorse della macchina che si fermò vicino a lei.
-"Sofia!"
Sofia spalancò gli occhi quando riconobbe quella voce.
-"Veruska?"
-"ragazzina... cosa stai facendo qui?"un lento sorriso comparve nel volto della donna, proprio quella mattina, era uscita da casa Petrov e si era sfogata con suo cugino Dominik.

Flash back
-"non la sopporto! Sono sicura che è a causa sua, se Konstantin ha rimandato il matrimonio, non ha neanche detto la data, e mi sta facendo fare questa
< prova >.
E poi... quella Sofia mi sta diseducando le bambine, erano così taciturne all'inizio e stavano al loro posto, adesso invece sono selvagge proprio come lei!"
Dominik il cugino di Veruska ascoltava il suo sfogo,
-"e che cosa ci puoi fare?"
-"vorrei che se ne andasse, ho sentito che lei voleva ritornare,in Inghilterra ma le sorelle e anche Konstantin glielo hanno impedito! Mi chiedo perché! Perché non l'hanno lasciata partire!"
Veruska andava avanti indietro per l'appartamento.
-"non la sopporto! Voglio che vieni a casa Petrov e che tu la seduca, portala via da lì, la puoi vendere per quel che mi riguarda!"
Dominik si mise sull'attenti -"vendere? E ci potrei guadagnare molto secondo te?"
-"certo! È una bambina, ha quasi 19 anni, con la faccia proprio da inglesina!"
-"molto interessante... si può fare... ma sai che non faccio nulla per niente!"
-"ma Dominik ci guadagnerai soldi...non ti basta?"
-"no... perché sai cosa  voglio mia bellissima cuginetta!"
-"perché ogni volta che ti chiedo un favore, mi chiedi sempre la  stessa cosa?"
-"perché sai che ti desidero, non mi avresti chiesto questo favore se tu non sapessi che per te farei di tutto anche uccidere!"

Fine flashback

A gran fatica Sofia di sollevò in piedi, ora si che era finita per lei.
-"stavi cercando di scappare eh?" Veruska rise.
Sofia stette zitta.
-"forza sali in macchina, ti do un passaggio fino all'aeroporto! Su non fare quella faccia sbalordita, lo sappiamo entrambe che senza la tua presenza i Petrov staranno meglio!"
Sofia sospirò, non aveva molte alternative. L'autista di Veruska l'aiutò a salire in auto. Il tragitto fu silenzioso, arrivati in aereoporto, Veruska tirò fuori un mazzo di soldi. -"tieni, non so se ne hai a sufficienza per partire, spero di non rivederti mai più!"
-"Grazie, ma non ho bisogno dei tuoi soldi, ne ho a sufficienza per partire!"
Si tolse lo zaino dalle spalle e cercò il cellulare ignorandola.
-"fai un po' come vuoi, basta che sparisci!"
Veruska partì con il suo autista e telefonò al cugino:
-" carissimo, ho appena lasciato la cara Sofia in aereoporto, non occorre più che la vieni a sedurre, ma voglio che vieni a prenderla e che la vendi, così che sono sicura che Konstantin non la riporta indietro!"
D-"va bene cuginetta, ma non verrò a prenderla io, non voglio rischiare, a lavoro fatto se va tutto bene ti chiamo, e verrai a casa mia a soddisfarmi!"
V-"si!"
D-"come la riconosco? Cosa devo dire agli uomini? A parte la faccia inglese, non mi hai detto altro!"
V-"oh bhe... la riconosceranno subito perché, zoppica  in modo vistoso! Quella stupida è saltata giù dal muro alto due metri dei Petrov!"
Il cugino fischiò -"però... ne ha di fegato la ragazzina, oppure è semplicemente stupida... tanto meglio se ferita, darà meno problemi a Ilia!"
Veruska riattaccò sorridendo trionfante, mentre l'autista la riportava di nuovo a casa Petrov.
Nel frattempo a Villa Petrov, Melany ed Emily si trovarono a consolare due bambine piangenti.
-"voglio vedere Sofia! Lei ci ha fatto un libretto bellissimo, con le nostre storie preferite, ci ha reso protagoniste delle favole! Ti prego zia Melany convinci Zio Vlad a farci vedere Sofia!"
-"certo piccoline ora basta piangere, andiamo a cercare lo zio!"
Non ci fu bisogno di cercare lo zio che sentendo piangere le nipoti le raggiunse.
-"cosa succede ora?"disse alquanto irritato.
-"Vladmir...perfavore lasciale vedere Sofia!"disse Melany.
-"ah quindi sono capricci? No assolutamente no, vedi Melany a che punto sono?"
-"ma Vladmir!"protestò Melany.
In quel momento il campanello suonò, e il maggiordomo aprì la porta a Veruska.
-"buon pomeriggio scusate il ritardo, ho avuto un contrattempo sono ancora in tempo per il te? E che succede?"
-"buon pomeriggio Veruska, non succede nulla, un po' di capricetti! Vera portale in camera!"
Melany ci rimase molto male per il comportamento del marito, ad un tratto non era più tanto sicura che sarebbe stato un buon padre.
-"oh si capricci giusto, sono proprio diventate viziatelle quelle bambine, non vedo l'ora di diventare la loro madre per raddrizzarle, intanto possiamo cominciare con il fargli saltare la cena, così imparano a riflettere sui loro errori, cosa ne pensi Vladimir?!"
Melany sbarrò gli occhi, scosse la testa,-"scusate, vado a letto a stendermi mi è venuto il mal di testa!" Si diresse in camera, il marito si scusò con Veruska e sollecito l'accompagnò.
-"piccola, mi dispiace, se sapevo che le bimbe ti stavano tediando sarei venuto prima!"
Melany aspettò di entrare in camera prima di esplodere e rispondere al marito.

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