Nella seconda cella c'era il figlio maggiore di Kumar, piangeva, aveva sentito tutto, Jay si stava letteralmente facendo addosso dalla paura.
-"oh ma guardalo, quando è da solo, fa lo spavaldo, ti piaceva fare pressioni a Melany eh? Ti piaceva stolkerarla all'università vero? Ti sei sentito uomo quando hai cercato di violentarla eh? Bhe adesso la pagherai, Vladimir è qui pronto a vendicare sua moglie. Deciderà lui cosa fare della tua vita!"disse l'Imperator sogghignando.
Vladimir prese Jay e lo trascinò nella stanza delle torture.
Mentre procedevano con la cella successiva, iniziarono a sentire le urla di Jay.
-"questa è musica per le mie orecchie!"disse Dimitri ridendo, mentre apriva la porta e faceva uscire Teo.
Ivan era già pronto a fargliela pagare cara.
-"ecco qui il nostro Teo, guardalo, ha perso quell'aria straffottete di uomo che minaccia le donne! Vai fratellino, dai il meglio di te!"
Ivan lo trascinò nella stranza libera, altre urla si liberarono nell'aria.
Prima di aprire la porta dietro la quale c'era Charles, Konstantin si schioccò le mani, e il collo. Fece segno a Dimitri di aprire la porta.
Charles era pallido in volto, ma mai quanto lo era stata sua moglie quando l'aveva presa dalla villa inglese.
-"bene! Di nuovo faccia a faccia. Sei pronto Charles? Si?"
Charles non parlò, aveva una fottuta paura, non avrebbe mai dovuto mettersi contro Konstantin, nel momento in cui Sofia non era più tornata a casa, avrebbe dovuto capire e lasciare perdere, ma per la gloria del potere e perché voleva la ragazza per se, si era messo in gioco.
Konstantin stette fermo a guardarlo, gli piaceva vedere la paura nel volto dei suoi nemici.
-"devo aspettare che uno dei miei fratelli, smetta di torturare uno dei tuoi fratelli, poi anche io e te ci faremo un giro nella stanzetta. Ma prima, devo darti una cosa da parte di mia moglie.
Dimitri...alzalo in piedi."
Konstantin gli sferrò un potente calcio nelle zone intime, così forte che svenne.
Dimitri fischiò.-"davvero è stata tua moglie a chiedertelo?"
-"che cosa?"chiese Vladimir che li aveva appena raggiunti dopo aver sgozzato Jay.
-"mia moglie mi ha chiesto di dare un calcio nelle palle a Charles!"
-"cos'ha detto tua moglie?"chiese Ivan che si era unito anche lui, poi guardò Charles disteso a terra. -"oh ho capito, un bel calcio nelle zone basse!"
-"esattamente!" Disse Konstantin tirando su il prigioniero.
-"forza portiamolo nella stanza delle torture!"
Intanto dalle altre celle si levano pianti e urli perché per la gente che era dentro era chiaro che non sarebbe finita bene per nessuno.
La signorina Pavlov, era isterica e continuava ad urlare, sopratutto da quando aveva sentito che la stessa sorte sarebbe toccata a suo figlio. La signora Chandra continuava ad urlare che era innocente e anche il consorte.
Konstantin e gli altri li ingnorarono . Sistemarono Charles nella sedia. Konstantin lo spogliò nudo, esattamente come lo aveva visto il giorno, che aveva trovato sua moglie.
Il prigioniero rinvenne, ma il dolore alle parti basse era così forte che scoppiò a piangere, non gli importava se era nudo, aveva male.
-"Charles devo ancora cominciare!"gli disse Konstantin. -"Vorrei che tu provassi un po' sulla tua pelle cosa vuoldire abusare di una donna, costringerla a fare una cosa che non vuole."
Konstantin prese il tappo anale, non era la prima volta che lo usava, aveva torturato con quello molti uomini che di abitudine abusavano delle donne.
-"forza, prendete e mettetelo sul tavolo a 90 gradi."
Dimitri e Vladimir presero l'uomo recalcitrante, e lo misero sul tavolo., lo tennero bloccato.
L'Imperator s'infilò i guanti in lattice.
-"ecco, adesso puoi rilassarti o no, non m'interessa, ma ti spiegherò cosa ti farò.
T'inserirò questo tappo anale proprio come una supposta. Ecco fatto!" Konstantin si tolse i guanti mentre continuava a spiegare a Charles cosa gli stava succedendo. -" Quindi all'inizio ti sembrerà una cosa piccola. In realtà la schiuma che è stata compressa in un piccolo formato e rivestita da uno strato idrosolubile, quando verrà esposto al calore e all'umidità del retto, si scioglierà – il tappo quindi si espanderà raddoppiando la forma della cavità rettale... lo senti vero?" disse Konstantin sorridendo mentre le urla di Charles aumentavano di volume.
-"eh sì... lo stai sentendo....ma non ho finito con te!"
Gli uomini lo presero e lo misero seduto nella sedia, i dolorì lancinanti nell' intestino lo facevano sudare freddo, per quanto si sforzava, non riusciva a espellere quella cosa gigante che sentiva.
-"chiacchieriamo un po' prima..." disse l'Imperator.
-"...chi ha appicato l'incendio?"
I sudori freddi colavano lungo la fronte di Charles, il dolore lancinante che sentiva gli impediva di ragionare.
-"Charles devo usare altri metodi?" Konstantin si avviò al tavolo e l'uomo spaventato gridò -"ok aspetta...sono stati la signorina Iloka....suo cugino e ...e...una collaboratrice della villa, quella....che ha fatto saltare la corrente!"
-"come e dove lo hanno acceso?"
-"al momento del blackout...erano in bagno....in due bagni diversi, hanno dato fuoco alle tende.....hai cosmetici....in cucina la collaboratrice ha fatto la stessa cosa... è stato veloce il propagarsi.....
Quando la Iloka è uscita dalla villa, suo cugino ha chiuso le porte...."
-"ok basta così... il resto lo abbiamo visto nelle telecamere.... Ora capisco perché non si vedeva com'era stato appicato...in bagno non c'erano le camere di video sorveglianza"
I fratelli Petrov annuirono e Dimitri scosse la testa.
Pieno di dolore Charles guardò disperato Konstantin
-"adesso.... Ti. Prego basta toglimelo!"
-"mi dispiace... non si può più, rimarrà con te finché morte non vi separi... per cui mettitela via.
Vladimir passami quel bel tappo per bocca."
Vladimir glielo passò e i suoi lamenti vennero bloccati.
-"ora andiamo dalla tua mammina, la cara tata Pavlov. Fai il bravo bambino non muoverti, proprio come piace a lei, arriviamo subito."
Lo lasciarono lì tra le urla bloccate strazianti, i dolori intestinali aumentavano sempre di più.
La signorina Pavlov urlò quando vide il figlio in quelle condizioni.
-"visto, signorina che bravo? Non parla, si muove poco, proprio come piace a lei! Non le piaceva quando le mie bambine correvano, facevano confusione, o parlavano troppo!"
-"facevo solo il mio lavoro educativo, le bambine erano selvagge!!"urlò la tata.
-"wow!" Intervenne Dimitri.-"lei è una persona addestrata all'educazione? Ebbene signorina lasci che mi presenti! Sono Dimitri e sono uno che si occupa dell'educazione siberiana dei miei uomini, è un trattamento molto difficile perché richiede molta disciplina! Vediamo un po'... Konstantin c'è spazio nei gulag, la posso portare lì ?"
-"ma certo ma prima, la lasciamo un altro po chiusa nella cella, insieme a suo figlio, così lo vedrà morire lentamente, senza poter far nulla!"
Poi maligno Konstantin si accucciò vicino a Charles, -"ti fa male vero? Ti sta dilaniando le interiora? Lo senti vero? E il dolore crescerà sempre di più, solo la morte ti darà sollievo. Io ho scelto questa modalità di morte per te! Sei contento?"si rialzò lo afferrò lo trascinò fino alla sua cella e con noncuranza lo gettò dentro la stanza della madre, poi si voltò verso la tata in piedi, sostenuta da Vladimir.
-"oh signorina Pavlov la prego, si contenga con queste urla! Sembra lei una selvaggia!" Konstantin l'afferrò. -"ora ci facciamo una bella chiacchierata! E se non vuole subire lo stesso trattamento di suo figlio, le conviene rispondere alle mie domande chiaro?"
La signorina Pavlov deglutì ma annuì tra le lacrime.
-"molto bene, mi spieghi il ruolo che ha avuto in tutto ciò! Voleva far del male a mia moglie?"
-"no! Solo spaventarla, sapevo dell'arrivo di mio figlio a San Pietroburgo, volevo preparargli il terreno, spaventarla in casa sua, poteva farla scappare da Charles senza tanti problemi.
Ma mi sembrava che invece succedesse il contrario.
La sera che Sofia ha fatto scappare mio figlio, mi ero accordata con Veruska, suo cugino conosceva qualcuno che lavorava dentro la centrale... io dovevo agire nel momento del blackout ma... il trambusto che sentii m'impedì di agire... ho lasciato stare, fui felice al mattino di apprendere che l'aveva liberato la signora.
Da lì le cose andarono in salita, venne organizzato il piano, l'incendio, il rapimento, è stato scelto il giorno del matrimonio perché ci sarebbe stato un via vai di gente, nessuno avrebbe sospettato di niente...
Ho dato un sonnifero alle bambine per non avere problemi nella fuga, l'incendio ecc..."
Konstantin inspirò a fondo, Ivan aprì e chiuse una mano. -"ti prego Konstantin...solo un ceffone uno solo!"
-"vai!"
Ivan le mollò uno schiaffo così potente da farle rovesciare la testa.
Dopo di che Konstantin, con la stessa grazia che aveva riservato al figlio la gettò dentro.
La donna continuò ad urlare e a piangere, istericamente, gridava aiuto per il figlio e con il corpo sbatteva sulla porta come volerla aprire.
Dimitri sorrise -"quanto mi piacciono sentire queste urla! Potevi lasciare urlare anche Charles!"disse rivolto al cugino.
-"no, il fatto che non può sfogare il dolore da qualche parte, lo farà soffrire ancora di più."decretò l'imperator.
-"geniale!"commentò Dimitri, che si accinse ad aprire la cella della signora Chandra.
La donna tremante era rannicchiata sul fondo della stanzetta, le lacrime agli occhi, con una litania continuava a dire che era innocente.
-"innocente dice??"domandò Konstantin.
-"avete sentito.... Dice che è innocente... lei la donna che a casa in India gestisce insieme al marito una casa con bambini da usare come strumento di piacere per gli uomini! Lei voleva usare le mie bambine, le mie innocenti principesse, per compiacere dei schifosi bastardi pervertiti! Lei la pagherà per questo, insieme alla signorina Pavlov!"
-"nooo io innocente, marito...colpa sua, è sua l'idea!"
Konstantin uscì dalla cella lasciandola aperta, Dimitri aprì quella del marito.
-"non è stata mia l'idea, è a mia moglie che piacciono quelle cose!"
-"certo..."disse Konstantin, schioccò le dita e uno dei suoi uomini gli portò un plico di fotografie.
-"guardi che schifo di uomo è! Sua moglie dice? Siete tutti e due quelli schifoso! Queste foto intime con bambini innocenti li hanno trovati i miei uomini quando hanno scovato la vostra casa di tolleranza, non solo hanno trovato bambini, sofferenti segnati nell'animo e nello spirito, ma anche bambini morti a causa delle vostre depravazioni!"
Konstantin restitui le foto disgustato e ordinò di bruciarle, poi si voltò verso Dimitri.
-"portami il coltello per amputazione!"
L'uomo urlò spaventato, di riflesso urlò anche la moglie, quando Dimitri arrivò, portò l'arnese,
Vladimir ed Ivan trascinarono l'uomo fuori dalla cella e lo portarono dentro a quello della moglie.
Lo tennero in piedi mentre Dimitri gli calava giù i pantaloni, poi andò a sollevare in piedi la donna.
-"bene, bene, bene!"disse Konstantin oscillando davanti al viso dell'uomo e della donna, il coltello.
Fu così rapido che il signor Chattan non se ne accorse subito, iniziò a sentire dolore e ad urlare in modo isterico, quando si vide comparire davanti agli occhi il suo pene reciso!
Fiotti di sangue sgorgarono dalla zona intima monca. Il pene venne infilato nella bocca della moglie che continuava a gridare. Subito Igor portò del nastro adesivo e in poco tempo gli venne fissato sulla bocca.
Dopodiché anche al signor Chattan venne infilata la supposta espansiva,il tappo anale lo portò a pregare di morire presto.
La moglie in cella dovette assistere alla scena impotente tenendo il pene del marito in bocca.
-"24 ore, il tempo che muoiano questi due schifosi elementi, dopo di che, si partirà per la Siberia, dove la signorina Pavlov e la signora Chattan inizieranno il loro nuovo soggiorno nei gulag."
Dimitri chiuse la cella e proseguirono, il resto degli uomini rinchiusi vennero freddati dalle armi da fuoco.
Poi arrivarono alla cella di Olga, che era da giorni rinchiusa dentro. Dimitri apri la cella.
-"Olga! Sei ancora viva.... Bene vinci anche tu un viaggio nei gulag! Non vuoi farmi un bel sorriso per ringraziarmi?"gli disse ironicamente Konstantin ben sapendo che denti non ne aveva più!
La cella venne rinchiusa.
-"finalmente possiamo dire di avere finito!"disse Konstantin, i suoi uomini annuirono.
Lasciarono le segrete e le urla, che vi contenevano.
I Petrov dopo aver fatto una goccia, raggiunsero le mogli.
Era sera inoltrata, era bello per loro vederle ballare, cantare e ridere.
Quando tornarono a casa era mezzanotte passata.
-"allora Kon!"disse Sofia mentre usciva dal bagno tutta fresca e profumata,-"gli hai dato il ben servito a quell'idiota di Charles?"
-"certamente" disse Kon mangiandola con gli occhi.
-"e quella stronza di una tata?"
-"quella, sta scontando già l'inferno, domani partirò per la Siberia, insieme ai miei fratelli, poteremo le donne, nei gulag!"
Sofia rimase a bocca aperta e deglutì -"quei gulag?"
Il marito annuì.
-"molto bene marito!"
-"vieni qui malen'kiy! Ho voglia di te, ma se non te la senti posso aspettare!"
-"no, ho voglia anch'io di te, ho bisogno delle tue mani, del tuo calore, dei tuoi baci, solo così potrai cancellare quello che mi ha fatto Charles!"
Con riverenza Konstantin la spogliò, le baciò le labbra che tanto gli erano mancate.
Con un mugolio di piacere, lei gli insinuò le dita tra i capelli. Lui sospirò e abbassò la testa sul suo cuore. -"ti amo! Ti amo immensamente, quando ti hanno portato via da me, volevo fare una strage, pensare razionalmente è stato difficile!"
Mentre parlava, le titillava distrattamente un capezzolo.
-"Baciami" lo esortò Sofia con un filo di voce.
Konstantin non aveva bisogno di farsi pregare. Con una mossa fluida, si allungò sopra di lei e le rapì di nuovo le labbra con un bacio famelico.
Le percorse il busto con le mani, poi, con movimenti rapidi e precisi, le tolse la camicia da notte.
Quando la vide arrossire, l'accarezzò e le baciò le guance, mormorandole dolci parole.
Quanto le era mancato la sua dolce e innocente Sofia.
Poi le sue carezze si fecero più esigenti, focose. Le tolse il reggiseno sganciandolo con una mano, poi scese e le sfilò le mutandine.
Lei ansimava, sempre più eccitata.
Gli occhi di Konstantin , brillanti di desiderio, la percossero da capo a piedi. I capezzoli turgidi si alzavano e riabbassavano al ritmo del respiro, scuri nel candore della pelle.
Sofia spense la luce, la luce lunare, illuminava la stanza, rendendo la pelle della ragazza diafana.
Con un sorriso famelico, Konstantin si concentrò sul pube liscio che non nascondeva il luccichio dell'eccitazione, lui le dischiuse le cosce sfiorandole con i palmi, per poi accarezzarle i polpacci e le caviglie.
Quando le forti dita virili iniziarono a massaggiare il lieve gonfiore lei lanciò il capo all'indietro e trattenne il fiato mentre un velo di sudore la copriva.
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Imperator
ChickLitSofia parte con sua sorella Emily, per Pietroburgo, dove devono raggiungere Melany, la sorella maggiore che convolerà a nozze con Vladimir, uno dei fratelli Petrov. Qui conoscerà Konstantin, il capo famiglia... ⚠️attenzione ⚠️ Presenti scene di sess...
