Cap 21

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23 gennaio

Era passata una settimana e Konstantin e Ivan tornarono dal viaggio.
Quando l'imperator entrò dalla porta, Sofia aveva appena messo a letto le bambine.
La ragazza non fece in tempo ad entrare in camera, che venne afferrata e baciata. Ci volle molto tempo prima che Konstantin si staccasse dalle sue labbra.
-"kon sei tornato, ho giusto due parole da dirti su quella tata che è stata assunta!"
-"si malen'kiy, però ti voglio tantissimo e dopo se vuoi parliamo. Ma adesso no, ho bisogno di te!"
Sofia lo aveva sempre visto contenuto, si se decideva che voleva fare sesso,lo avrebbe fatto a prescindere, ma non lo aveva mai sentito così esigente, così affamato.
L'uomo la spogliò, dalla fretta, le ruppe il pigiama.
-"Konstantin è il terzo che mi rompi in questo mese, se andiamo avanti così rimarrò senza!"
-"meglio così, dormirai nuda e io ti terrò a caldo!"
Le aprì le gambe, si leccò le labbra guardando il suo pube liscio, il desiderio crebbe dentro di lui e il suo cuore cominciò a pompare a una velocità folle mentre si allungava su di lei. La passione lo sconquassò. Inspirò aria ma sembrava non riuscire a riempire i polmoni. La sua erezione pulsava, un'asta purpurea per il disperato bisogno di affondare in quella fessura stretta e fremente. Folle per il desiderio di prenderla fino a farla impazzire, le afferrò le gambe e le divaricò ancora di più, poi le affondò la faccia tra le cosce.
Sofia emise un suono, -"oh..." caldo e sensuale, da camera da letto, iniziò a strofinarsi contro la sua bocca, dondolando i fianchi, kon trovò il suo clitoride e lo strinse tra i denti. Il suo corpo tremò, mentre il bisogno di sentire il sapore di Sofia , di farla venire sulla sua faccia, nella sua bocca, lo spronava.
Le infilò un dito dentro di e Sofia  artigliò le lenzuola. Staccò i fianchi dal letto; il sesso le si faceva sempre più bagnato ad ogni affondo.
Konstantin iniziò a sentire che le gocce di sperma cominciarono a colare dalla sua erezione dalla visione sensuale del suo corpo intrappolato sotto la sua bocca.
Pompò più forte, premette più forte con la bocca. Passò la lingua sul suo clitoride, spingendola sempre più vicino al precipizio ma senza mai permetterle di lasciarsi andare. Senza alcuna inibizione, Sofia  inarcò i fianchi contro di lui, dimenandosi e gemendo e prendendosi ciò di cui aveva bisogno.
-"Ti prego," lo supplicò, con la piccola lingua rosa che guizzava fuori per inumidire le labbra.-" mi stai facendo impazzire!"
La frustrazione e il desiderio nella voce di Sofia convinsero l'uomo, a dare al suo corpo ciò che voleva. Cambiò tattica e aumentò la pressione; un secondo dopo riuscì già a sentir crescere l'eccitazione della sua donna mentre il suo corpo raggiungeva il punto di non ritorno.
-"Oddio," gridò, e si strinse forte intorno alle dita di Konstantin , cedendo al piacere.
Lui aveva la gola secca ma, quando lei venne, si reidratò velocemente con i suoi fluidi, leccando e assaporando ogni goccia. La loro dolcezza solleticò i suoi sensi, la fame lo consumò e il bisogno di prenderla , e prenderla forte, era l'unico pensiero che rimbombava nel suo cervello inebetito dalla passione. Si strappò i boxer e tornò a stendersi su di lei. Le affondò il viso nel collo e con un unico colpo fulmineo la penetrò, spingendosi fino in fondo.
Il calore di Sofia lo avvolse, fu come una tortura, e lui si mosse con urgenza sul suo corpo, incapace di rallentare, incapace di placare il bisogno che lo consumava dall'interno. Il sangue gli ribolliva nelle vene, ogni sensazione era incredibilmente intensa.
Si rendeva conto che non era affatto gentile in quel momento e la stava prendendo come un animale in calore. Sofia gli artigliò la schiena con le unghie e lui si incendiò, inondato da un piacere enorme che solo lei riusciva a dargli. La testa gli pulsava e l'erezione fremeva, ma non voleva venire subito. Non ancora.
Sofia gemette quando lui si tirò completamente fuori da lei e scivolò giù dal letto. Non aveva affatto finito con lei: le afferrò le caviglie e il gemito
Sofia gemette quando lui si tirò completamente fuori da lei e scivolò giù dal letto. Non aveva affatto finito con lei: l'afferrò per le caviglie e il gemito infastidito di Sofia  si tramutò in uno di piacere quando la capovolse. Le mise un cuscino sotto i fianchi, alzando per aria il suo piccolo sedere .
-"Oh, Gesù..."esclamò la ragazza.
-"sei perfetta. Fottutamente perfetta." disse l'uomo.
Il corpo sensuale di Sofia era  in attesa, a Konstantin sembrava che il suo sedere sexy pregasse di essere sculacciato, gli fece  contrarre i muscoli. Risalì sul letto ed emise un gemito strozzato affondando in lei con un unico colpo potente. Sofia afferrò le lenzuola e strinse i muscoli; il pulsare sensuale del suo sesso era il segno che stava venendo di nuovo. Una scarica di desiderio lo percorse quando i suoi fluidi gli colarono lungo il membro e continuarono a scendergli giù per la gamba.
Tremò con violenza. Un'ondata di calore lo infiammò e gli sembrò di essere nel bel mezzo dell'esplosione di una granata quando vide delle scintille comparirgli davanti agli occhi e la stanza girare.
Senza alcuna gentilezza, le passò le mani tremanti sul sedere; aveva l'adrenalina a mille mentre gemeva e la cavalcava con totale abbandono.
I muscoli del sesso di Sofia  lo stringevano mentre affondava in lei; la pressione che sentiva montare tra le gambe gli fece quasi perdere i sensi.
Konstantin pompò con una forza tale da temere di rompere il letto, ma ne aveva bisogno, oddio, se ne aveva bisogno. Respirava con affanno e il suo corpo era scosso dai tremiti. Si morse l'interno della bocca e combatté l'impulso di venire; voleva che quel momento non finisse mai, ma il bisogno dell'orgasmo si fece così intenso da essere quasi doloroso. Tremò dalla testa ai piedi e si concentrò
sulle sue sensazioni mentre l'aroma di Sofia incrementava il suo desiderio.
Konstantin si sentiva come bruciare; si tirò fuori completamente da lei e poi roteò di nuovo i fianchi in avanti, affondando fino all'ultimo centimetro dentro la sua stretta apertura. Un gemito strozzato gli sfuggì dalle labbra e il cervello gli si spense; non esisteva nulla se non quel momento, quella sensazione.Sofia contrasse i muscoli intorno al suo membro e Konstantin fu certo di combattere una battaglia persa; non aveva più alcun freno.
-"Oh, SI" grugnì; i suoi testicoli si sollevarono mentre si arrendeva con un tremito. Inspirò con forza e strinse la mascella nell'esplosione dell'orgasmo. Affondò le dita nei fianchi di Sofia , lasciandole dei lividi, e spruzzò il suo seme dentro di lei;
Le rimase sopra a lungo, fino a che il suo sesso smise di pulsare e il corpo di Sofia si afflosciò sul materasso. Si sfilò piano da lei, e la ragazza mugolò quando scivolò al suo fianco, allargandosi sul suo lato del letto.
Sofia si girò sulla schiena e lui la strinse a sé. Quando gli posò la testa sulla spalla sospirò di piacere, si addormentarono così in groviglio di lenzuola e membra.
Al mattino Sofia quando si svegliò,sentì un dolce calore nella schiena e le forti braccia del marito l' avvolgevano.
-"buongiorno malen'kiy!"
La ragazza si girò per baciarlo. -"buongiorno kon!"
L'uomo le annusò il collo e ne aspirò la fragranza.
-"mmmh che buon profumo che hai di prima mattina!"
Sofia si mosse ridacchiando, ma poi emise un gemito di dolore, bloccando le mani frenetiche del marito che cercavano il bocciolo tra le gambe.
-"fermo kon, mi sento tutta indolenzita, credo ci sei andato giù pesante ieri sera!"
-"mmmh povera piccola malen'kiy, forza alziamoci e andiamo a fare una doccia!"
L'uomo la sollevò tra le braccia e la portò in bagno.
Quando finirono di lavarsi, mentre si asciugavano Sofia si ricordò cosa doveva dire al marito,
-" a proposito, devo dirti una cosa sulla tata che è stata assunta la signorina Pavlov, lei ha detto alle mie figlie che non devono chiamarmi mamma Sofia, perché io non sono la loro mamma!"
Konstantin sbarrò gli occhi, -"perché mai dovrebbe andare dire una cosa del genere alle piccole? E comunque ricordati che tu hai l'ultima parola!"
-"lo so, ho detto alle bambine che mi dovevano continuare a chiamare mamma, ma si sono sentite confuse, insomma questa Pavlov è molto rigida!"
-"poi le parlerò, io devo ancora conoscerla, parlerò anche con le bimbe!"
-"ci andiamo ora, le andiamo a salutare, perché sai che ogni volta che tu vai via loro, hanno sempre paura!"
Il volto di Konstantin si ammorbidi e un lampo di apprensione gli passò nel viso.
-"si povere piccole! Andiamo!"
Mano per mano i coniugi raggiunsero la stanza, essendo domenica, Elizaveta non aveva l'insegnante, Konstantin si aspettava di trovarle sedute per terra a giocare, nella stanza dei giochi, invece erano sedute sulla tavola a guardare dei libri. La tata era seduta con loro a leggere.
Konstantin e Sofia si guardarono, entrarono, l'uomo si schiarì la voce. Le piccole di voltarono e si aprirono in un sorriso, subito si alzarono per correre dal padre, ma vennero bloccate dalla tata che le riprese.-"ferme, non siete delle bambine selvagge che devono correre, tornate a sedervi, vi alzate con garbo sistemate la sedia e poi educatamente salutare il signore, e la vostra matrigna!"
Konstantin si schiari la voce, lanciando un'occhiataccia alla tata -"bambine, corrette da papà, venite!" Dasha ed Elizaveta ripresero a correre tuffandosi in braccio al padre che le sollevò senza fatica. -"vi ho preso un sacco di regali, dopo vado in macchina a prenderli! Adesso salutate mamma Sofia!"
Sofia aprì le braccia e accolse le piccole Petrov baciandole.
-"avete già mangiato?" chiese il padre.
-"si!"risposero in coro le bambine.
-"avete ancora fame!m?"
Dasha ed Elizaveta si guardarono ad annuirono.
-"molto bene," disse Konstantin,-"scendete con la mamma, mangerete con noi stamattina, io devo parlare un po' con la vostra nuova tata!"
Le bambine annuirono e presero per mano Sofia.
Una volta solo, l'imperator guardò la donna che aveva davanti, età media sui 50 anni, cappelli raccolti in una crocchia che le tiravano il viso, occhi azzurro chiaro, così chiaro che sembrava ceca, capelli biondi, tendenti del bianco, era magra come un giunco ed era molto alta.
-"signorina Pavlov, è nuova e non so cosa le l'abbia detto mio fratello quando l'ha assunta.
Quindi le dirò io due parole dato che sono il capo famiglia."
La donna deglutì e annuì, all'inizio non aveva capito che quell'uomo fosse l'imperator, doveva stare molto attenta.
Konstantin prosegui con il discorso.-" va da sé che mia moglie ha l'ultima parola su tutto, così vale per le mie cognate, le mie figlie continueranno a chiamare mamma, mia moglie, hanno subito un trauma alla morte di quella biologica, sono rinate grazie a Sofia. Io voglio che giochino, che disegnino che stiano bene, devono sempre avere il sorriso sulle labbra! Chiaro?"
-"si signore, ma sono stata assunta anche per l'educazione!"
-"si è vero, ma sono comunque delle bambine, non ci vedo nulla di male se al mio ritorno  mi coroni incontro e mi abbracciano."
-"va bene signor Petrov, vedrò di modificare i miei modi di fare, ma se non ritengo che i modi di sua moglie siano coerenti, io mi opporrò, le faccio un esempio, ieri voleva portare le bambine a camminare sulla neve, fa freddo c'è ghiaccio ed è pericoloso, mi sono opposta, l ho detto al signor Vladimir che mi ha dato ragione!"
Konstantin alzò gli occhi al cielo, si sua moglie doveva rivedere alcune scelte, in quel caso la tata aveva agito nel modo giusto.
-"va bene così, se ritiene che sono cose che vanno contro il benessere psicofisico dei bambini può allora conferire con me e i miei fratelli per avere un punto di vista, ma per il resto si ricordi che l'ultima parola c'è l'hanno mia moglie o le mie cognate, se mia moglie vuole portarle giù a mangiare, a leggere disegnare, con il bel tempo i pic nic lei, non si deve opporre!"
La tata annuì.
L'uomo si voltò e uscì dalla porta, raggiunse moglie e figlie al tavolo della colazione. Gli si riempi il cuore, di gioia vederle ridere tutte e tre.

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