'' Eccomi qua a non capire niente e avere il capogiro perché non sono mica abituato sai? 🖤 ''
Il sole filtrava dalle finestre della camera da letto e Manuel sdraiato a pancia in giù con la testa sotto il cuscino cercó di rubare ancora qualche minuto di sonno all’imminente inizio di giornata
'' Manuel? Manuel ci sei? ''
Anita inizió a bussare alla porta della sua camera da letto
''No ma’ nun ce sono''
borbottò con ancora la voce assonnata
''Sei sempre il solito! Muoviti dai!
Vestiti che dobbiamo andare!''
Si rigiró nel letto sbuffando sonoramente, le coperte lo coprirono a metà del corpo lasciando scoperto il petto pieno di tatuaggi, si passó una mano sugli addominali stiracchiandosi
''Dai che faccio tardi!''
Si alzó aprendo la porta
''Oddio Manuel almeno potevi vestirti!''
Disse passandogli una maglietta nera e un paio di jeans grigi appena usciti dalla lavatrice
'' Dove dobbiamo annà de tanto speciale stamattina?''
''Ma dimmi te che figlio degenere che ho cresciuto! Avevi detto che m’accompagnavi! Devo andare alla libreria di Trastevere per il colloquio, te ne ho parlato giusto giusto due giorni fa ma dove hai la testa?!''
''Sapessi quanti cazzi c'ho pe la testa in sto periodo''
''Muoviti''
Una mattina, sua madre Anita, mentre scartabellava tra le pagine di un quotidiano locale posò gli occhi su un annuncio che catturò la sua attenzione più di quanto avesse mai immaginato
La Open Door Bookshop, tesoro culturale in via della Lungaretta 23, stava cercando un nuovo collaboratore
L'idea la colse di sorpresa, come una luce improvvisa nel buio,aveva sempre amato i libri, il loro odore inebriante e le storie intrise di magia che custodivano tra le pagine ed ora l'opportunità di immergersi in quel mondo ogni giorno, di farne parte integrante della sua quotidianità si stava aprendo davanti a lei, senza contare il risvolto economico che questo avrebbe potuto portare sia a lei ma soprattutto a suo figlio
La decisione non fu immediata
Anita trascorse giorni a riflettere, a pesare il pro e il contro, a fantasticare sulle possibilità che questa nuova avventura avrebbe potuto offrirle
poi con un misto di eccitazione e nervosismo, decise di tentare.
Si preparò con cura per l'intervista, lucidando il proprio curriculum e mettendo a punto la sua migliore presentazione e infine chiese alla persona più importante della sua vita di accompagnarla a tentare la sorte
''ah cazzo è vero! Scusa me so scordato! Ma so’ pronto eh! Guardame so pronto!''
Disse Manuel vestendosi alla velocità della luce rischiando quasi di cadere per terra mentre si infiló i jeans
''seh seh sei pronto''
lo riprese Anita girando per la stanza
''Me dovresti ringrazià che manco me faccio pagà pe fatté da autista!''
rise mentre azzannó una nastrina in cucina
'' Mo te do ‘na pizza! Mo te do!
Vatte a lavà forza! ''
La moto di Manuel, un vecchio modello restaurato con cura da lui stesso parcheggiato proprio davanti alla porta di casa, fu pronta per portarli in giro per la città
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Alterego - Manuel Ferro
Hayran Kurgu> Viaggio nella bisessualità di Manuel SIMUEL AU Dove Simone è lo psicoterapeuta del paziente Ferro
