Capitolo extra- 1

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Spazio autrice🌻Holaaa, come state? Sono super emozionata di essere tornata da Hunter e Grace per regalarvi questo capitolo extra

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Spazio autrice🌻
Holaaa, come state? Sono super emozionata di essere tornata da Hunter e Grace per regalarvi questo capitolo extra.
Il capitolo racchiude due pov di Hunter che si riferiscono a due momenti distinti: il primo riguarda la prima vera volta in cui Hunter vede Grace e si colloca a livello temporale in corrispondenza del primo capitolo, poco prima dell'ingresso di Grace in aula.
Il secondo pov racconta una parte del capitolo 24 dal punto di vista di Hunter. (Se non ricordate cosa succede in quel capitolo vi consiglio una rilettura veloce😉)
Detto questo vi lascio alla lettura, fatemi sapere cosa ne pensate! (Potrebbe arrivare più in là un altro capitolo extra, devo ancora raccontarvi di un matrimonio🫶🏻)

Ah, ci vediamo tra dieci giorni in tutte le librerie perché "Hurricane. Tu sei l'inaspettato" vi aspetta sugli scaffali.💜🥹
Vi voglio bene.
Grazie.
Mary Mave

~~~

"Vieni, rendiamo immortale l'amore, tu ed io."
(Herbert Trench)

Quella volta in cui la vidi per la prima volta.

Hunter

Anche questa mattina Londra ha deciso di vestirsi di nubi e grigiume.
Questa città indossa una malinconica staticità con eleganza innata, nascondendosi dietro piogge frequenti e sprazzi di sole rari come le mattine in cui io mi sveglio di buon umore.

Il che non accade quasi mai.

Cammino a passo incerto in direzione del campus, precisamente verso l'aula dove si terrà la prima lezione del nuovo semestre: scrittura creativa.

Sono certo che, se mi guardassi dall'esterno, apparirei come l'esatta rappresentazione di un disastro ambulante.

Dalle occhiaie violacee che mi cerchiano gli occhi, ai capelli spettinati dal tormento di una notte insonne, fino a giungere alla camicia spiegazzata di ieri sera che questa mattina mi sono infilato addosso senza neppure rendermene conto.

I postumi della sbornia mi rallentano i pensieri e infiacchiscono il corpo, riducendomi allo spettro di me stesso.

Ma nonostante tutto, sento di avere bisogno di tutta questa merda.
Era paradossale, ma avvertivo la necessità di distruggermi per sentirmi intero.

E forse io stesso ero un paradosso: un po' assurdo, contraddittorio, in precario equilibrio tra uno sbaglio e l'altro.
Mi sentivo un marinaio sfinito destinato a navigare in acque estranee e agitate, traballando tra un'alba spenta e un tramonto sfocato.

E ultimamente gli unici momenti in cui mi sentivo a posto, intero, con i piedi ben piantati a terra e non più in balia di acque scure e infestate, erano quelli in cui non sentivo nulla.

𝗟𝗢𝗡𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗔 𝗧𝗘Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora