Da una settimana a quella parte, Jimin era sparito, zero tracce, niente di niente. Evitava spudoratamente ogni chiamata e messaggio di Yoongi, tanto che l'unica cosa che Yoongi sapeva era che il biondo aveva chiesto un permesso speciale alla scuola per ottenere una settimana in più di assenza.
Yoongi non solo era preoccupato, ma era anche nervoso, dato che Jimin "faceva sempre il gradasso ma non aveva avuto le palle di dirgli in faccia che il bacio gli aveva fatto schifo" — così si era detto convincendosi sempre di più che quella fosse la vera versione dei fatti.
Così, appena finiti i corsi pomeridiani alle quattro, si presentò dietro la porta di casa di Jimin.
«Jimin.» Bussò due volte. Niente.
«Jimin!» Bussò più volte ma ancora niente.
«Jimin, so che sei lì. Aprimi una volta per tutte—» Si interruppe con la mano a mezz'aria quando la porta fu improvvisamente aperta.
Jimin, con un grande borsone in spalla, era sulla soglia ad occhi spalancati, sorpreso, dato che non aveva riconosciuta la voce di Yoongi — altrimenti non avrebbe mai aperto la porta.
La gola di Yoongi si seccò, e se fino a quel momento era furioso e deluso, adesso non gli usciva alcuna parola sensata dalla bocca.
«Beh?»
«Cioè tu... stai bene? Allora mi stavi davvero evitando? Ma scherziamo?» Yoongi spalancò le braccia sempre più sorpreso.
«Woah, fammi capire.» Jimin tirò Yoongi per la maglietta dentro l'appartamento, chiuse la porta con il piede e gettò il borsone sul pavimento. «Tu pensi che questa storia riguardi te?» Lo indicò, un sopracciglio alzato mentre si mostrava alquanto minaccioso. Soltanto Yoongi era capace di non essere intimidito da quello sguardo severo.
«Sai com'è, un giorno mi baci e quello dopo mi ignori anche se hai accettato di scambiarci i numeri.»
«Punto numero uno, tu hai baciato me. Punto numero due, non alzare la cazzo di voce.» Jimin alzò mignolo, anulare e medio per indicare sulle dita tutto ciò che stava elencando. «E punto numero tre, il mondo non ruota attorno a te.»
«Quindi per te non mi merito delle spiegazioni? Davvero non vedi il problema? Potevi sputarmi in faccia anziché ricambiare il bacio se proprio non ti è piaciuto.»
«Basta prendere in causa il bacio!» Jimin si arrabbiò e calciò il borsone. «Lo sai qual è il problema? Il problema è che tu non sai un cazzo e invece parli.» Puntava con un dito il petto di Yoongi, e più parlava più lo faceva indietreggiare fino a quando fu costretto a fermarsi contro il tavolo. «Perché diavolo pensi che io viva in questo porcile? Mia madre è gravemente malata ed è in ospedale, la settimana scorsa ha avuto un peggioramento ed è appena uscita dalla terapia intensiva. Non ci siamo mai potuti permettere troppo specialmente perché mio fratello era ludopatico e lo è ancora, per questo l'ho tagliato fuori dalla mia vita, non faceva altro che sprecare i soldi che io guadagnavo con fatica, e anche papà ci ha completamente abbandonati a noi stessi tre anni fa. Contento ora? Erano queste le spiegazioni che ti meritavi? Non è certo colpa mia se la sera stessa del bacio mi hanno chiamato dall'ospedale alle tre di notte.»
Yoongi deglutì a vuoto.
«Io... non lo sapevo.» Sussurrò. Si sentiva un vero stupido e quello era tutto ciò che riuscì a dire rendendosi ancora più stupido.
«Oh, lo so che non lo sapevi. Visto che non tutto riguarda sempre te? Vuoi sempre stare in mezzo alle cose della mia vita ma sai che ti dico? Vaffanculo.» Lo spintonò leggermente, ma era un spinta così debole che a malapena gli spostò una spalla. Jimin lo fissava a braccia incrociate a pochi centimetri dal suo viso in attesa di scuse.
«Hai ragione.» Sospirò il maggiore. «Hai ragione, okay? Ho subito pensato mi stessi evitando di proposito proprio per il bacio, ho pensato troppo perché sono paranoico, mi dispiace, ma le coincidenze erano troppe.» Abbassò leggermente il capo, colpevole. Non erano queste le spiegazioni che si aspettava, era stato poco sensibile e questo non era da lui.
Jimin chiuse un attimo gli occhi ed ispirò profondamente. «Suppongo di sì. O forse sei troppo pieno di te e della tua fantastica vita.»
A questo punto, Yoongi capì si stesse solo sfogando e lasciò che lo insultasse un altro po'.
«Egoista, egocentrico, bastardo, perfettino filosofo dal cervello marcio.» A ogni aggettivo gli colpiva il petto con un debole pugno.
«Hai finito? Ti senti meglio?» Yoongi gli prese i polsi fra le mani per fermarlo. La sua domanda era mezza ironica, eppure Jimin ci si soffermò davvero, nella sua testa provò a rispondersi e no, non si sentiva meglio, anzi.
«Mi perdoni?» Bisbigliò Yoongi a un centimetro dal suo viso.
«Io non perdono mai.» Rispose quasi immediatamente Jimin. Digrignò i denti mentre Yoongi lo fissava dritto dentro la sua anima attraverso gli occhi scuri. Così cedette. «Non perdono ma posso far finta di niente e accettare le tue scuse dato che tu hai accettato le mie per la questione del bracciale.»
Yoongi sorrise a trentadue tenti, prese delicatamente il viso di Jimin fra le mani e gli si avvicinò, ma il biondo fu più veloce nel girare la testa in modo che il bacio si posasse sulla sua guancia. A Yoongi andava bene lo stesso, più che bene, e gliene diede un altro, stavolta con un schiocco più sonoro.
Finalmente Jimin si allontanò di qualche passo all'indietro in una smorfia di imbarazzo cosicché Yoongi potesse staccarsi dal tavolo.
«Stavo andando da mamma a portarle i vestiti puliti, adesso sono in ritardo per colpa tua.» Disse il minore dei due, prendendo di nuovo il borsone in spalla.
Era già molto strano per lui chiarire con qualcuno, figuriamoci per ben due volte. Ma era come se Yoongi avesse questo potere con le parole e la voce, capace di farlo arrabbiare ma anche di placare la sua rabbia, e non gli era mai successo prima, di cedere ad una persona.
«Mi dispiace che tu sia stato praticamente costretto a raccontarmi tutto, ma sappi che se ti serve una mano puoi contare su di me.» Anche Yoongi si avvicinò alla porta, pronto per lasciare l'appartamento.
Jimin annuì soltanto, solo per non creare altre discussioni, perché in realtà si chiedeva ancora il motivo delle preoccupazioni del maggiore. E poi, non capiva cosa erano loro due o cosa sarebbero stati, il che lo spaventava. E se avesse parlato, sarebbe stato tutto ancora più complicato.
Yoongi lasciò un ultimo bacio sullo zigomo di Jimin e poi scappò via per lasciarlo ai suoi impegni. Al minore sembrò un déjà vu di quella sera del bacio.
➵ | ✎﹏ | .°• ੈ ⋆✩⋆
NOTA: non mi merito per nulla al mondo mille visualizzazioni, ma è un piacere per me condividere con così tante persone questa mia piccola idea che è questa storia, quindi grazie <3 spoiler! nel prossimo capitolo compare la madre di Jimin :3 e poi giuro che torno sugli altri personaggi, tanto ormai avete capito le coppie principali su cui si baserà il resto della storia hehe (non siete pronti al prossimo capitolo taekook ops).
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SCHOOL 𐙚 bts
FanfictionLa Wings High School vanta sette giovani e abili professori. ! romance & bromance (ot7) ! friends to lovers & enemies to lovers ! mutual pining ! fluff & angst & eventual smut ! leggete i tag per le ship (se volete spoiler)
