TRENTAQUATTRO

60 11 0
                                        

La scuola sarebbe ricominciata il mese successivo, per tutti tranne che per Jungkook, e lui non l'aveva ancora detto a Taehyung.
Dopo quella conversazione avuta con Jimin, non aveva fatto altro che tormentarsi.
Taehyung spesso lo richiamava a tavola quando si perdeva nei propri pensieri senza prestare ascolto al maggiore.
Si sentiva una vera merda.

Qualche settimana prima, durante la mostra della scuola, Jungkook aveva affiancato Taehyung tutto il giorno, lo aveva osservato parlare con i suoi alunni e i loro genitori, presentare le tele, parlargli di alcuni progetti del quale era particolarmente fiero fino all'improvvisazione del suo discorso davanti a un centinaio di persone — non era per nulla una cosa da Taehyung, ma ci era riuscito come se fosse un nonnulla.
Di sicuro Taehyung non aveva notato il sorriso a trentadue denti di Jungkook che l'aveva accompagnato per tutta la giornata.
Jungkook non poteva fare a meno di sorridere ogniqualvolta fosse accanto al suo migliore amico.

Certo non poteva dire la stessa cosa in quel momento, davanti allo specchio, mentre si pettinava i capelli — alcuni rimanevano incastrati nel pettine e stava perdendo la pazienza. Doveva uscire con Taehyung in qualche locale — l'aveva costretto, visto che era sabato — ma non riusciva a non pensare a quello che aveva da dirgli.
«Fanculo.» Sussurrò. Aveva paura, certo, ma doveva per forza togliersi quel peso dallo stomaco. «Taehyungie hyung!» Urlò dalla sua camera per farsi sentire.
L'altro arrivò quasi subito. Era già pronto a differenza del minore, indossava dei pantaloni a palazzo e una camicia larga marrone mentre i capelli gli cadevano sugli occhi. Si poggiò sullo stipite della porta in attesa che il suo amico parlasse. Era una visione da mozzare il fiato.
«Devo dirti una cosa importante, non posso più aspettare.» Jungkook chiuse l'anta dell'armadio e fece qualche passo verso il ragazzo di fronte a sé.
Taehyung sgranò gli occhi. «Aspetta!» Tese le braccia in avanti. «Prima io. Anch'io devo dirti una cosa, falla dire prima a me.»
No che non aveva pianificato di confessare i propri sentimenti, aveva semplicemente preso la balla al balzo: Jungkook stava per dirgli che aveva capito tutto? Bene, non prima di avergli dato la sua versione dei fatti e descritto tutto quello che provava per poi finire con un "preferisco rimanere tuo amico piuttosto che perderti." E non stava facendo nulla di quello che Seokjin gli aveva consigliato, ma d'altronde Taehyung non era Taehyung se non disubbidiva alle parole del suo hyung — gli voleva comunque bene. Perché lui ci aveva provato, ma ormai tutto quello che riguardava Jungkook occupava il suo cervello intero e non c'era modo di smuovere la sua cotta — o amore?

Nel frattempo Jungkook lo lasciò fare, aveva improvvisamente perso tutto il coraggio raccolto e adesso quanto altro avrebbe dovuto aspettare ancora per raccoglierne di nuovo?
«Allora.» Farfugliò il maggiore dei due. «Mi dispiace, non so bene come sia successo e neanche quando, ma è successo, non sono riuscito a controllarlo. Ti meriti di meglio ed è per questo che ci ho provato ma ormai nulla è più nelle mie mani.»
Jungkook non stava capendo molto bene, anche perché una parte delle sua mente era ancora impegnata a capire come parlargli della sua cosa — e da quando Taehyung era così loquace?
«Ma sono arrivato alla conclusione che non è giusto nascondertelo perché prima di tutto sei il mio migliore amico.» Continuò. Okay, era arrivato il momento.
Jungkook lo guardava incerto e nervoso per qualche motivo, e questo non era un buon segno.
Taehyung prese un grande respiro.
«Mi piaci.»
Gli occhi di Jungkook schizzarono fuori dalle orbite. Ma Taehyung non osò incrociare il suo sguardo.
«È già da qualche anno. Mi piaci. Mi piace tutto di te.»
«Oh. Io volevo dirti che parto. Me ne vado.»
Taehyung finalmente alzò la testa, la bocca spalancata e le sopracciglia aggrottate. «E dove cazzo te ne vai?»
Jungkook si morse il labbro inferiore. «E tu perché cazzo ti sei preso una cotta per me?»
Entrambi avevano adesso le mani nei capelli e non riuscivano ad assimilare neanche una delle parole che erano state lanciate in aria.
Erano proprio fatti l'uno per l'altro, sì.

SCHOOL 𐙚 btsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora