Stai Male

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~ Episodio 1 ~

Stai Male





- 14 Novembre, sabato -






La notte era trascorsa carica di incubi. Se JungKook fosse stato consapevole degli incubi che avrebbe avuto, avrebbe puntato tutti i suoi soldi, pochi, sull'essere tormentato dal solito sogno. Semi di finocchio e paprica. Invece a tormentarlo era stato TaeHyung e le parole che gli aveva detto prima di mandarlo a casa: «Già, sono appena le cinque e io non ho già più bisogno di te né voglia di averti accanto».

Il volto deluso del suo Alfa ritornava a tormentarlo ogni volta che, dopo essersi svegliato di soprassalto, chiudeva gli occhi per cercare di riaddormentarsi, e adesso che era mattina, la situazione non era migliorata, anzi, se possibile erano peggiorate. Adesso a tormentarlo si era aggiunto persino il pensiero di dover saltare un ulteriore allenamento. La sera precedente aveva telefonato all'allenatore, che, come al solito, non aveva dimostrato verso di lui nessuna forma di comprensione; come avrebbe potuto? Anche se stava lavorando in una grande azienda, rimaneva pur sempre uno studente e come tale non poteva esimersi dalle lezioni e dagli allenamenti come e quando voleva. Cosa che invece stava facendo da almeno due settimane.

Prima di controllare la ferita che aveva poco sopra la scapola, JungKook aveva atteso di andare in bagno ma, fin da quando aveva aperto gli occhi, gli era chiaro che non era affatto migliorata. Era febbricitante, e il dolore non accennava a diminuire, al contrario era diventato quasi insopportabile. Prima di denudarsi davanti allo specchio, preferì svuotarsi la vescica e lavarsi il viso, una e poi due volte, subito dopo passò alle ascelle, e senza mai sollevare lo sguardo, dentro quel lavandino si lavò persino i capelli. Sì, a quel punto avrebbe potuto farsi direttamente la doccia ma aveva il terrore di bagnare la ferita o di provare un dolore insopportabile, sfregandola.

Stava soltanto procrastinando e lo sapeva bene.

Come faceva a esserne sicuro? Perché lavarsi i capelli nel lavandino era qualcosa che non aveva mai fatto, perché non aveva avuto il coraggio di alzare lo sguardo verso lo specchio e, ultimo ma non meno importante, le mani continuavano a tremargli. Le teneva immerse tra le ciocche color ebano, ferme ma non stabili. Doveva risciacquarli, ma farlo avrebbe significato alzarsi, riflettendo così sua immagine nello specchio. Si versò sulle mani un'altra quantità generosa di shampoo e riprese a fregarsi il cuoio capelluto con più forza. Si lavava i capelli tutte le mattine, e non erano così lunghi da avere bisogno di quella seconda dose di sapone, no? Un pensiero intrusivo e avulso a tutto ciò che c'era in quel momento nella sua testa, lo distrasse: quanto tempo era passato da quando TaeHyung lo aveva mandato dalla sua parrucchiera? Un mese? I capelli non erano ancora abbastanza lunghi da coprirgli le orecchie.

JungKook ci aveva fatto sesso con quella persona. TaeHyung lo sapeva? Era consapevole che, solo poche ore dopo essersi riconosciuti come compagni, JungKook lo aveva già tradito? E adesso aveva abbassato così tanto la guardia da lasciare a JiMin la possibilità di morderlo. «Un morso, cazzo!», imprecò, spostando il miscelatore lasciando che l'acqua fredda portasse via il sapone, l'enorme quantità di schiuma e i pensieri che gli affollavano la mente. Se JiMin non avesse sbagliato il punto, e se lui non si fosse mosso in tempo, ora JungKook sarebbe stato il compagno di Park JiMin, un Beta, rovinando così la vita di entrambi. «Un morso...», ripeté tra sé. Per gli ibridi, mordersi era uno dei gesti più complessi, intimi e indissolubili, l'unico che ancora persisteva, nonostante molte tradizioni si fossero oramai perse nelle pieghe del tempo.

Addicted IDove le storie prendono vita. Scoprilo ora